Ripple afferma che la bocciatura del CLARITY Act non modifica la posizione giuridica consolidata di XRP né compromette la sua attività. L’azienda sottolinea la domanda costante nei settori dei pagamenti, delle stablecoin e dei mercati istituzionali, mentre la più ampia legislazione statunitense sulle criptovalute rimane irrisolta.
Cosa comporta il fallimento del CLARITY Act per XRP, Ripple e gli investitori

Punti chiave
- Ripple afferma che il voto negativo del Senato sul CLARITY Act non modifica la posizione giuridica consolidata di XRP.
- Secondo Ripple, la domanda continua nei settori dei pagamenti, delle stablecoin e dei mercati istituzionali.
- I clienti dell’azienda, la sua presenza globale e la sua capacità di espansione rimangono invariati.
La posizione di XRP rimane invariata dopo il voto al Senato
Il CLARITY Act non ha superato l’esame del Senato il 15 settembre, ma secondo Ripple il risultato non modifica la posizione giuridica consolidata di XRP. I senatori hanno respinto la mozione di chiusura per procedere con l’H.R. 3633, il Digital Asset Market Clarity Act, con un voto di 49 a 50, lasciando irrisolta la questione relativa alla più ampia struttura del mercato federale delle criptovalute.
Nella sua dichiarazione post-voto, Ripple ha descritto l’esito come un’occasione mancata per l’intero settore degli asset digitali, tracciando al contempo una chiara distinzione tra tale battuta d’arresto e la posizione attuale di XRP. L’azienda ha affermato:
«L’esito del voto odierno sul Clarity Act non modifica la chiarezza giuridica consolidata riguardo all’XRP».
Ripple ha fatto riferimento alla propria vittoria in tribunale del 2023, che secondo l’azienda ha stabilito che XRP non è un titolo, e a un’interpretazione congiunta del marzo 2026 della Securities and Exchange Commission (SEC) e della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) che definisce XRP una merce digitale.
Un quadro normativo federale uniforme era da tempo un obiettivo politico, ma il fallimento della proposta di legge non viene presentato come un fattore che indebolisca l’XRP o impedisca il proseguimento delle operazioni e l’espansione. Tale distinzione assume un significato ancora maggiore dopo che il CLARITY Act ha incorporato 126 modifiche richieste durante i negoziati e non è comunque riuscito a ottenere i voti necessari per andare avanti.
Ripple ha presentato la propria posizione attuale come un vantaggio:
«Il punto fondamentale è chiaro: Ripple e XRP si trovano su un terreno consolidato. Tale chiarezza giuridica rappresenta un vantaggio molto significativo per Ripple, in particolare poiché il più ampio mercato statunitense degli asset digitali continua a operare senza un quadro normativo duraturo che il CLARITY Act avrebbe potuto fornire».
La dichiarazione permette all’azienda di sottolineare due punti distinti: il settore nel suo complesso è ancora privo del quadro normativo che desiderava, mentre la posizione consolidata di XRP rimane immutata.
La crescita del business prosegue nonostante la battuta d’arresto legislativa
Anche la domanda commerciale ha fatto parte del messaggio di Ripple dopo il voto. L’azienda ha affermato di continuare a registrare domanda sia nel settore finanziario tradizionale che nell’ecosistema delle criptovalute, citando in particolare i pagamenti, le stablecoin e i mercati istituzionali. Ha aggiunto che la sua presenza globale, le relazioni con i clienti e la capacità di continuare a svilupparsi e crescere rimangono immutate.
Le recenti attività forniscono un contesto a tale affermazione. Il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, aveva precedentemente delineato quella che descriveva come una grande opportunità per XRP all’interno dell’infrastruttura dei pagamenti istituzionali, legata a 16 trilioni di dollari in pagamenti annuali e attività di compensazione. Ha citato i volumi delle attività che Ripple ha acquisito tramite acquisizioni, dove gli asset digitali rappresentavano «quasi lo zero per cento» di tale attività. Queste osservazioni si inseriscono nella più ampia strategia di Ripple volta ad ampliare il ruolo di XRP nella finanza istituzionale.
La sua infrastruttura di stablecoin si è inoltre ampliata grazie a Ripple Mint, che fornisce ai clienti istituzionali idonei gli strumenti per emettere, riscattare e gestire il Ripple USD (RLUSD). Tali iniziative vanno oltre il semplice XRP, ma illustrano la più ampia attività commerciale che, secondo l’azienda, prosegue nonostante l’esito negativo del voto al Senato.
L’ecosistema XRP continua ad andare avanti
Il messaggio post-voto arriva anche mentre proseguono gli sviluppi relativi all’XRP Ledger, la blockchain pubblica di cui XRP è l’asset digitale nativo. La rete fornisce l’infrastruttura per le transazioni in XRP e supporta applicazioni incentrate sui pagamenti, sulla tokenizzazione e su altre attività finanziarie basate sulla blockchain, rafforzando il ruolo più ampio dell’ecosistema dell’XRP Ledger.
Il fallimento del voto sul CLARITY Act lascia il Congresso senza il quadro normativo più ampio che l’azienda auspicava per il mercato statunitense degli asset digitali. Ciò non altera, secondo l’azienda, la posizione consolidata di XRP, la sua clientela, le operazioni internazionali o i piani di espansione continua.
Il messaggio di Ripple è quindi di continuità: la legislazione non è andata a buon fine, ma l’azienda di criptovalute e XRP proseguono da quella che l’azienda descrive come una posizione di forza.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












