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Esper esorta il Senato ad approvare il CLARITY Act per motivi di sicurezza nazionale

Mark Esper, ex Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, sottolinea che il CLARITY Act estenderebbe le disposizioni del Patriot Act alle risorse digitali, modernizzando il sistema di identificazione e le misure speciali contro le istituzioni straniere per contrastare soggetti che rappresentano una minaccia, come la Corea del Nord e le organizzazioni criminali.

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Esper esorta il Senato ad approvare il CLARITY Act per motivi di sicurezza nazionale

Punti chiave

  • Mark Esper ha sollecitato l’approvazione del CLARITY Act per estendere i controlli finanziari e proteggere il potere sanzionatorio degli Stati Uniti.
  • La mancata approvazione del CLARITY potrebbe consentire alla Cina di stabilire le regole dei pagamenti digitali e minare il predominio del dollaro statunitense.
  • Il CLARITY Act amplia il Patriot Act per fermare gli attori malintenzionati, mantenendo al contempo l’innovazione nel settore delle criptovalute sul territorio statunitense.

Mark Esper: il CLARITY Act «non è solo una legge sui servizi finanziari»

Mentre il Digital Asset Market Clarity Act, comunemente noto come CLARITY Act, attende un possibile voto al Senato a settembre, alcuni ex funzionari della difesa hanno sottolineato la rilevanza dell’iniziativa nel settore della difesa.

Mark Esper, che ha ricoperto la carica di Segretario alla Difesa degli Stati Uniti durante il primo mandato di Donald Trump, ha sottolineato che gli effetti del CLARITY Act vanno ben oltre il settore dei servizi finanziari, estendendosi all’apparato di difesa americano legato al dollaro.

Esper ha sottolineato che il CLARITY Act stabilirebbe disposizioni rilevanti per estendere all’ecosistema digitale i controlli che attualmente si applicano alle transazioni in dollari, e che la mancata approvazione della legge rischierebbe di compromettere la visibilità sui flussi finanziari internazionali e le capacità sanzionatorie che ne derivano.

«Ecco perché il Clarity Act, attualmente all’esame del Senato, non è semplicemente un disegno di legge sui servizi finanziari. È anche un disegno di legge sulla sicurezza nazionale, e come tale dovrebbe essere inteso e approvato con urgenza», ha affermato in un articolo di opinione pubblicato di recente.

Le stablecoin rivestono un’importanza particolare in questo nuovo sistema, poiché gestiscono già transazioni per miliardi, rivaleggiando con le più grandi società di credito al mondo, con la maggior parte del loro valore garantito da titoli del Tesoro statunitense.

Per Esper, non agire per preservare il predominio americano in questo settore consentirebbe alla Cina, che sta già investendo in sistemi di pagamento basati su asset digitali gestiti dallo Stato, di stabilire le proprie regole e, alla fine, di erodere il ruolo del dollaro come standard de facto per il risparmio e i regolamenti.

CLARITY estende la Sezione 311 del Patriot Act statunitense all’ecosistema delle risorse digitali, introducendo diversi vantaggi nella lotta contro gli attori disonesti. «Ciò mirerebbe a impedire alla Corea del Nord, alle organizzazioni criminali e ai regimi soggetti a sanzioni di sfruttare le scappatoie offshore per eludere il perimetro finanziario americano», ha dichiarato.

Altrettanto rilevante, Esper sottolinea che CLARITY manterrebbe l’innovazione nel campo delle criptovalute sul territorio nazionale, consentendo alle imprese statunitensi di sviluppare protocolli che implementino le risorse digitali e di raggiungere il dominio proprio come è stato costruito Internet: da soggetti privati allineati agli Stati Uniti.

«Abbiamo una finestra di opportunità ristretta per definire i termini della prossima era finanziaria, anziché ereditare quelli stabiliti dai nostri rivali… Il Senato dovrebbe scegliere di assumere un ruolo guida. Dovrebbe approvare il Clarity Act e inviarlo sulla scrivania del presidente», ha concluso, proprio mentre la finestra di opportunità per l’approvazione di CLARITY si restringe.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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