L'attuale ciclo rialzista del Bitcoin potrebbe generare rendimenti da tre a cinque volte superiori, seguiti da una flessione più moderata, secondo il fondatore e CEO di Cryptoquant. La sua previsione collega gli estremi di mercato meno marcati alla crescente partecipazione istituzionale e a una base di capitale più ampia.
Il Bitcoin potrebbe generare rendimenti da 3 a 5 volte superiori in questo ciclo, con l'attenuarsi della volatilità

Punti chiave
- Il CEO di Cryptoquant prevede un rialzo più contenuto del Bitcoin e un mercato ribassista più moderato.
- La sua analisi evidenzia una maggiore redditività per i detentori e l’afflusso di nuovo capitale.
- La partecipazione istituzionale potrebbe ridefinire i cicli storici dei prezzi del Bitcoin.
Il potenziale di rendimento del Bitcoin comporta un diverso compromesso
Secondo Ki Young Ju, fondatore e CEO di Cryptoquant, una piattaforma di analisi delle criptovalute, con l’espansione della partecipazione istituzionale gli investitori in bitcoin potrebbero registrare guadagni ciclici più modesti e perdite meno profonde. Nella sua previsione sul ciclo del bitcoin pubblicata il 22 settembre su X, ha sostenuto che un mercato più ampio sta riducendo gli estremi associati ai precedenti boom speculativi.
Ju ha dichiarato:
«Mi aspetto che questo ciclo rialzista del bitcoin generi un rendimento di 3–5 volte il valore iniziale, anziché un altro rally parabolico di oltre 10 volte, seguito da un mercato ribassista più moderato.»
«Quando il mercato del Bitcoin era più piccolo e dominato dagli investitori al dettaglio, il denaro speculativo alimentava rialzi esplosivi e crolli dell’80%. Oggi, un mercato molto più ampio e la crescente partecipazione istituzionale stanno attenuando entrambi gli estremi. Le stesse forze che limitano il rialzo attenuano anche il ribasso», ha spiegato.
La visione di Ju è in linea con l’analisi storica di Fidelity Digital Assets, che ha documentato il calo della volatilità del bitcoin nel maggio 2024. Il colosso finanziario ha spiegato che l’afflusso di capitali in un mercato più ampio dovrebbe avere un impatto minore sui prezzi. La sua ricerca ha documentato una volatilità in calo nel tempo, distinguendo al contempo le correlazioni storiche dall’evidenza che un particolare andamento dei prezzi debba necessariamente verificarsi.

La redditività dei detentori avvalora le previsioni di Ju
La valutazione di Ju si basa su un indice di redditività che, secondo lui, mostra picchi meno estremi e minimi ciclici sempre più resilienti. L’indice di profitti e perdite, o PnL, traccia la redditività aggregata dei detentori. Ju ha inoltre evidenziato una svolta in atto nella sua media mobile a 365 giorni, un indicatore a variazione più lenta che smussa le fluttuazioni a breve termine e che in genere reagisce solo dopo che le condizioni di mercato hanno iniziato a cambiare.
Il grafico mette a confronto il prezzo del bitcoin (in grigio) con la media mobile a 365 giorni dell’indice (in viola). I recenti picchi di redditività sono inferiori ai massimi dei cicli precedenti, a sostegno della tesi di Ju secondo cui gli estremi di mercato si stanno moderando. Tuttavia, la linea viola rimane sotto lo zero e continua a scendere sul bordo destro del grafico.
L’analista ha riferito che il bitcoin è rimasto al di sopra del costo medio on-chain dei possessori anche ai minimi di questo ciclo. Ha citato il rapporto tra valore di mercato e valore realizzato, che confronta la capitalizzazione di mercato con una valutazione basata sugli ultimi movimenti on-chain delle monete, rimanendo al di sopra di uno. Secondo la sua interpretazione, alcuni investitori hanno assorbito le perdite mentre la base degli detentori è rimasta collettivamente al di sopra del proprio costo di acquisizione stimato. Secondo Glassnode, la volatilità storicamente bassa del bitcoin è più strettamente associata all’offerta dei detentori a lungo termine che alle dimensioni del mercato. La sua analisi dell’8 settembre ha identificato l’offerta dei detentori a lungo termine come la variabile esplicativa più forte tra quelle esaminate, rappresentando quasi il 19% della varianza della volatilità detrendizzata. La capitalizzazione di mercato spiegava circa il 3%, a dimostrazione del fatto che le dimensioni del mercato da sole offrono una spiegazione incompleta della stabilità dei prezzi.
La domanda istituzionale potrebbe ridefinire i cicli del Bitcoin
Ju ha individuato come segnali di sostegno l’aumento della capitalizzazione realizzata, l’arresto delle vendite da parte dei grandi detentori di lunga data e le consistenti posizioni rialziste sui futures. Ha interpretato l’aumento della capitalizzazione realizzata come un afflusso di nuovo capitale nel mercato e ha riferito che i grandi operatori sui futures hanno aperto posizioni lunghe in prossimità del minimo.
La sua ultima argomentazione fa seguito a una precedente previsione secondo cui la domanda istituzionale internazionale e l’accesso agli ETF potrebbero determinare il picco del ciclo del Bitcoin. Ad agosto, Ju aveva evidenziato i mercati in cui l’accesso regolamentato agli investimenti rimaneva limitato. Si aspettava una più ampia disponibilità di fondi, una maggiore liquidità delle stablecoin e un’infrastruttura finanziaria che utilizzasse asset tokenizzati per sostenere la partecipazione al di fuori degli Stati Uniti.
I recenti dati sui wallet offrono un’altra prospettiva sui cambiamenti nella proprietà, con due gruppi di piccoli detentori che si sono ridotti di 69.494 indirizzi prima della ripresa del bitcoin sopra gli 85.000 dollari. Santiment ha associato la contrazione di luglio-agosto alla capitolazione. Tali cifre descrivono i cambiamenti nelle categorie di saldo degli indirizzi, piuttosto che stabilire che un numero equivalente di investitori individuali abbia abbandonato il bitcoin. Ju ha osservato:
"Rinunciare alla parabola con un rendimento di 10 volte significa anche rinunciare al crollo dell’80%, ed è proprio questo che attira capitali pazienti e con un orizzonte temporale lungo, anziché capitali speculativi.”
Una minore volatilità, ovvero la velocità e l’entità delle variazioni di prezzo, è fondamentale per l’argomentazione a lungo termine di Ju sull’adozione. La sua tesi più ampia va oltre i rendimenti: una maggiore stabilità potrebbe alla fine rendere il bitcoin più pratico da utilizzare come moneta.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.











