J.P. Morgan Asset Management ha indicato per la prima volta un intervallo di rendimento per il bitcoin nelle sue “Ipotesi a lungo termine sui mercati dei capitali (LTCMA) per il 2027”, e la sua stima del 10% annuo supera tutte le previsioni relative ad azioni, obbligazioni e oro riportate nella tabella.
Bitcoin batte azioni e bond secondo le previsioni decennali di JPMorgan

Punti chiave
- Le LTCMA 2027 di J.P. Morgan, pubblicate il 19 ottobre, prevedono un rendimento annuo composto del 10% per il bitcoin.
- La banca stima la volatilità del bitcoin al 55% contro il 17,2% dell’oro, per il quale prevede un rendimento del 5,5%.
- Matt Hougan, CIO di Bitwise, sostiene che la previsione probabilmente sopravvaluta la volatilità e sottovaluta i rendimenti del bitcoin.
Cosa hanno dichiarato ufficialmente gli analisti di JPMorgan
L’LTCMA è la previsione annuale di J.P. Morgan Asset Management sui rendimenti a 10-15 anni per oltre 200 classi di attività. La versione 2027, la sua 31ª edizione, è stata pubblicata ieri e la sua pagina di presentazione elenca “una prima analisi del bitcoin” tra i punti salienti, affermando che la banca ha ora “definito un intervallo per i rendimenti del bitcoin”.
Il Chief Investment Officer di Bitwise, Matt Hougan, è intervenuto su X in seguito alla pubblicazione e ha postato il seguente commento:
Prima ti ignorano, poi ti deridono… poi ti inseriscono nel loro documento sulle ipotesi relative ai mercati dei capitali a lungo termine e prevedono che sarai l’asset con la migliore performance del prossimo decennio.
Come si colloca il 10% nel panorama generale?
Di seguito sono elencati gli asset evidenziati nel rapporto di JPMorgan (utilizzando i rendimenti annuali composti):
- Bitcoin: 10,0%, con una volatilità annualizzata del 55%
- REIT statunitensi: 8,2%
- Azioni small cap statunitensi: 7,7%
- Titoli statunitensi a grande capitalizzazione: 7,5%, in aumento rispetto al 6,7% dello scorso anno, secondo il comunicato della banca
- Obbligazioni statunitensi ad alto rendimento: 6,6%
- Oro: 5,5%, con una volatilità del 17,2%
- Liquidità statunitense: 3,2%
Anche il private equity, che il comunicato attesta al 9,8%, non raggiunge l’obiettivo. Si prevede che un classico portafoglio 60/40 (azioni-obbligazioni) guadagni il 7,0% all’anno.
Il prezzo del Bitcoin si attesta attualmente intorno agli 81.900 dollari e, applicando un tasso composto del 10% all’anno, si otterrebbero circa 212.500 dollari in 10 anni e circa 342.000 dollari alla fine del periodo di 15 anni considerato da JPMorgan. Si tratta di un calcolo di Bitcoin.com News, non di un obiettivo fissato dalla banca. Tuttavia, è anche più modesto rispetto a molte previsioni sulle criptovalute, compresa la tesi dello stesso Hougan secondo cui il bitcoin potrebbe raggiungere una capitalizzazione di mercato di 30.000 miliardi di dollari, come l’oro.
Attenzione, c’è un intoppo!
In primo luogo, il comunicato afferma chiaramente che «il bitcoin non è incluso nell’allocazione». JPMorgan ha indicato un intervallo di rendimento per l’asset, ma i suoi portafogli modello non ne detengono alcuno.
In secondo luogo, il dato sulla volatilità incide notevolmente. La tabella di JPMorgan mostra un rendimento aritmetico del 20,9%, ma solo un rendimento composto del 10,0%. Il divario è dovuto all’effetto negativo della volatilità: con oscillazioni annuali del 55%, una media livellata sovrastima il rendimento effettivo che un detentore ottiene.
In terzo luogo, la pagina di presentazione sottolinea che il bitcoin non fa ancora parte dei principali dati di correlazione della società. Ciò significa che la banca non è ancora in grado di stabilire come il bitcoin si integri con gli altri asset presenti in un portafoglio.
Perché Hougan ritiene che sia troppo conservativa?
Hougan sembra concordare con la classifica ma non con i dati di input, poiché ritiene che l’ipotesi di volatilità di JPMorgan sia troppo elevata e quella di rendimento troppo bassa. In altre parole, ritiene che il modello della banca faccia apparire il bitcoin sia più rischioso che meno redditizio di quanto non sia in realtà.
La tempistica avvalora in parte la sua opinione, dato che ieri gli ETF spot statunitensi sul bitcoin hanno registrato afflussi pari a 527 milioni di dollari, trainati dall’IBIT di Blackrock. La settimana precedente, gli ETF sulle criptovalute avevano registrato deflussi per 593 milioni di dollari.
Ciò si inserisce inoltre in un più ampio cambiamento in atto presso la banca, che ha appena portato JPM Coin su Ethereum. John Bilton, responsabile globale della ricerca strategica per le soluzioni multi-asset di JPMorgan, ha descritto la guida come un orientamento per «mercati rimodellati dal nazionalismo economico». Il bitcoin ora ha una sezione dedicata proprio in quella guida. Il prossimo passo sarà capire se gli verrà assegnata una quota.
JPMorgan Chase sta estendendo il proprio token di deposito JPM Coin alla rete Ethereum, dopo il lancio iniziale avvenuto lo scorso anno su Base.
Leggi ora: JPMorgan porta JPM Coin su Ethereum mentre l'adesione di Wall Street si espandeQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















