Grayscale ha sottolineato che, secondo le ipotesi a lungo termine di JPMorgan Asset Management, il rendimento annuo composto previsto per il bitcoin è del 10%, superando le stime relative ad altre classi di attività. L’analisi della società ha collegato il crescente riconoscimento da parte degli investitori istituzionali ai potenziali benefici in termini di diversificazione e al notevole rischio di prezzo.
JPMorgan: rendimento eccezionale per Bitcoin, Grayscale evidenzia

Punti chiave
- JPMorgan ha stimato la volatilità annualizzata del bitcoin al 55%.
- La correlazione stimata tra il bitcoin e i titoli azionari statunitensi a grande capitalizzazione è risultata pari al 33%.
- Le correlazioni instabili hanno tenuto il bitcoin fuori dai principali modelli di portafoglio di JPMorgan.
Le previsioni sul bitcoin guidano la valutazione istituzionale di Grayscale
Il 4 novembre, Zach Pandl, responsabile della ricerca di Grayscale, ha affermato che l’inclusione del bitcoin nelle ipotesi di investimento a lungo termine di JPMorgan Asset Management per il 2027 ha segnato un’altra pietra miliare a livello istituzionale. La ricerca ha valutato la criptovaluta insieme agli investimenti tradizionali, fornendo ai gestori di portafoglio stime relative ai suoi rendimenti, alla volatilità e alle relazioni con le altre posizioni in portafoglio. Pandl si è concentrato su come tali caratteristiche potessero favorire la diversificazione. Pandl ha scritto:
"Il suo rendimento annuo composto previsto del 10% supera i rendimenti stimati per tutte le altre classi di attività, mentre la sua correlazione stimata con i titoli azionari statunitensi a grande capitalizzazione è solo del 33% — inferiore a quella dei titoli azionari internazionali, delle obbligazioni societarie e degli hedge fund."
Le proiezioni di rendimento a lungo termine di JPMorgan, pubblicate il 19 ottobre, includevano un 7,5% per i titoli azionari statunitensi a grande capitalizzazione e un 9,8% per il private equity. Un portafoglio azionario-obbligazionario 60/40 presentava un rendimento annuo previsto del 7%, fornendo un ulteriore termine di paragone con la stima relativa al bitcoin. La ricerca più ampia ha preso in esame oltre 200 principali classi di attività su un orizzonte temporale compreso tra 10 e 15 anni, utilizzando dati aggiornati a settembre. Le ipotesi su cui si è basata hanno fornito le basi per le allocazioni strategiche e le valutazioni dei compromessi di investimento.

Il grafico combina i rendimenti previsti con le correlazioni storiche utilizzando dati aggiornati al 30 settembre 2026. L’oro ha mostrato una correlazione inferiore con i titoli statunitensi a grande capitalizzazione rispetto al bitcoin, oltre a un rendimento annuo atteso più basso, pari al 5,5%.
La volatilità complica il ruolo del Bitcoin nel portafoglio
L’ipotesi di una volatilità annualizzata del 55% ha accompagnato la cautela di JPMorgan riguardo alle correlazioni instabili con altre attività. La società ha escluso il bitcoin dalle sue principali matrici di covarianza, tabelle utilizzate per valutare come i rendimenti degli investimenti si muovono in modo correlato. Tale instabilità complica le stime su come una posizione in bitcoin potrebbe influenzare il rischio complessivo di un portafoglio.
La valutazione di JPMorgan ha descritto le caratteristiche di investimento del bitcoin come speculative e ha associato il suo ruolo nel portafoglio all’allentamento monetario. Gli autori hanno identificato l’adozione, la regolamentazione e la liquidità tra i fattori che influenzano la sua economia. Hanno inoltre sottolineato la difficoltà di prevedere l’andamento di un asset i cui fondamentali differiscono dagli investimenti supportati dai flussi di cassa.
Grayscale ha utilizzato le ipotesi di JPMorgan per illustrare i potenziali benefici per il portafoglio, pur riconoscendo che la loro realizzazione dipendeva dai rendimenti futuri e dalle relazioni tra gli asset. La valutazione di Pandl ha sottolineato la combinazione di rendimenti assoluti elevati e una correlazione relativamente bassa con i titoli azionari core. L’analisi della società ha lasciato il ruolo del bitcoin nel portafoglio subordinato all’evoluzione di tali caratteristiche.
I gestori patrimoniali fissano limiti di allocazione diversi
A giugno Blackrock ha descritto un’allocazione in bitcoin compresa tra l’1% e il 2% come un potenziale diversificatore complementare, ovvero una posizione in grado di distribuire il rischio comportandosi in modo diverso dagli altri investimenti. La sua analisi ha confrontato il contributo di tale intervallo al rischio di portafoglio con l’esposizione ai principali titoli tecnologici. Posizioni più consistenti in bitcoin potrebbero aumentare sostanzialmente il rischio complessivo, ha avvertito la società.
Bank of America (NYSE: BAC) ha raccomandato, nel dicembre 2025, un’allocazione in asset digitali compresa tra l’1% e il 4% per i clienti idonei che non temono un’elevata volatilità. Le linee guida coprivano gli asset digitali in senso lato e ponevano l’accento sui veicoli di investimento regolamentati. La guida riguardava l’attività di gestione patrimoniale Merrill della banca, la Bank of America Private Bank e la piattaforma di investimento online Merrill Edge. Per i consulenti che intendono implementare un’esposizione alle criptovalute, Grayscale ha lanciato il 14 settembre quattro portafogli modello, offrendo combinazioni di investimento suggerite costruite a partire da prodotti negoziati in borsa legati alle criptovalute. I modelli utilizzavano una ponderazione in base alla capitalizzazione di mercato e un ribilanciamento trimestrale, mentre i consulenti mantenevano la responsabilità delle allocazioni dei clienti. Ciascuna strategia limitava la ponderazione di un singolo asset al 40%, limitandone la quota nell’allocazione del modello.
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Informazioni sull'autore
SCRITTO DAKevin Helms
Kevin Helms è un giornalista di criptovalute specializzato in Bitcoin, regolamentazione della blockchain e mercati globali degli asset digitali.


















