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Bitcoin a 75.000 $, Asia perde 1.000 miliardi in un giorno

Venerdì l’Asia è stata colpita da un’ondata di vendite nel settore tecnologico a seguito delle elezioni di medio termine, che ha innescato un “circuit breaker” a Seul e spinto l’indice Nikkei giapponese in territorio ribassista, mentre il bitcoin si è mantenuto appena sopra i 75.000 dollari.

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Bitcoin a 75.000 $, Asia perde 1.000 miliardi in un giorno

Punti chiave

  • Il 6 novembre l’indice KOSPI della Corea del Sud ha registrato un calo fino al 9%, innescando un meccanismo di interruzione delle contrattazioni che ha sospeso le negoziazioni.
  • Bull Theory stima che in una sola seduta siano stati cancellati oltre 1.000 miliardi di dollari in Corea, Giappone e Cina.
  • Il bitcoin è sceso di circa il 6% attestandosi a quasi 75.800 dollari dopo che il Nasdaq 100 ha registrato un calo del 6,4% il 5 novembre.

Seoul mette il freno

L’indice di riferimento sudcoreano KOSPI ha registrato un calo fino al 9% nelle prime ore della giornata, innescando un meccanismo di interruzione automatica delle negoziazioni; è la settima volta che ciò accade quest’anno.

Taiwan è stata colpita altrettanto duramente, con il TAIEX in calo di circa il 9% e il produttore di chip TSMC che ha toccato il limite giornaliero al ribasso. A Tokyo, il Nikkei 225 è entrato ufficialmente in un mercato ribassista, con un calo di oltre il 20% rispetto al suo picco massimo.

Gli analisti di mercato hanno stimato il danno in oltre 1.000 miliardi di dollari in tutta la regione. Le stime indicano che:

  • Il KOSPI ha perso il 6%, pari a circa 203 miliardi di dollari (305 trilioni di won).
  • Il Nikkei è in calo del 6%, con una perdita di circa 450 miliardi di dollari (70,65 trilioni di yen).
  • Lo Shanghai Composite ha registrato un calo dell’1,5%, pari a circa 210 miliardi di dollari.

Come è iniziata la crisi a Wall Street

Le vendite sono iniziate giovedì a New York, quando il Nasdaq 100 è crollato del 6,4%, cancellando circa 2,5 trilioni di dollari, mentre il Nasdaq Composite è sceso del 5,5% entrando in territorio di correzione, quasi il 12% al di sotto del picco raggiunto a ottobre. Il settore dei semiconduttori ha perso il 12% e Nvidia ha registrato un calo del 9%. Il fattore scatenante è stato chiaramente di natura politica, dato che il calo è avvenuto il giorno dopo che i Democratici hanno conquistato entrambe le camere del Congresso. Di conseguenza, gli investitori hanno iniziato a scontare un controllo più rigoroso sull’intelligenza artificiale e sull’espansione dei data center.

I timori sono aumentati anche dopo che la governatrice eletta del Texas, Gina Hinojosa, ha chiesto di bloccare lo sviluppo di nuovi data center. Inoltre, come riportato recentemente da Bitcoin.com News, Michael Saylor di Strategy ha definito questa giornata un «giorno 4σ» per i titoli azionari, un evento che si verifica all’incirca una volta ogni 19 mesi.

Tokyo ha reagito prontamente e il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha affermato che il suo Paese sta monitorando attentamente i mercati globali dopo le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, riconoscendo che è difficile stabilire se il calo dei titoli legati all’intelligenza artificiale e ai chip sarà temporaneo. Di conseguenza, gli investitori si sono riversati sui titoli rifugio mentre il rendimento dei titoli di Stato cinesi a 10 anni è sceso al minimo storico.

Il ruolo del Bitcoin

Il Bitcoin non è sfuggito all’ira del mercato, anche se ha perso meno rispetto al settore tecnologico. Il prezzo dell’asset è sceso di circa il 6% nelle ultime 24 ore, attestandosi a circa 75.600 dollari, dopo aver toccato i 75.200 dollari. Bitcoin.com News ha seguito la prima fase del calo, quando giovedì il prezzo del BTC è sceso sotto i 77.000 dollari. Tale forza relativa è rara e l’analista macroeconomico Alex Krüger ha sottolineato che giovedì è stata solo la seconda volta nella storia in cui il Nasdaq ha registrato un calo superiore al 5% e il Bitcoin un calo inferiore. L’altra occasione risale al 16 marzo 2020, quando il QQQ scese del 12% e il bitcoin del 10,6%. Giovedì, il QQQ ha registrato un calo del 6,4% e il bitcoin del 5,3%.

Il mercato dei derivati ha comunque subito un duro colpo, con liquidazioni di criptovalute che hanno superato 1,25 miliardi di dollari in 24 ore, di cui quasi il 90% proveniente da posizioni lunghe. Anche gli operatori di opzioni stanno puntando alla soglia dei 75.000 dollari.

Infine, una scadenza settimanale su Deribit fissata per le 8:00 UTC di venerdì non presenta opzioni call a 75.000 dollari o inferiori, il che garantisce ai ribassisti un ingente guadagno se il bitcoin chiuderà al di sotto di tale livello.

Difficoltà in vista?

Tom Lee di Fundstrat ha detto ai suoi follower che il calo sembrava un «Liberation Day più DeepSeek», aggiungendo che le vendite massicce di questo tipo più lunghe hanno impiegato circa tre giorni per toccare il fondo. Mantenere la soglia dei 75.000 dollari fino alla scadenza delle opzioni e all’apertura dei mercati statunitensi avvalorerebbe l’ipotesi che il bitcoin si stia sganciando dal trend legato all’intelligenza artificiale. Bitcoin.com News ha recentemente riportato le opinioni di alcuni esperti secondo cui una correzione nel settore dell’intelligenza artificiale e della tecnologia potrebbe, alla fine, spingere il capitale verso le criptovalute.

Il 5 novembre il prezzo del Bitcoin è sceso di 4.338 dollari, passando dal massimo di 81.105 dollari a 76.059 dollari, quando una ondata di vendite nel settore tecnologico del Nasdaq ha colpito i mercati azionari e quelli delle criptovalute.

Leggi ora: Prezzo Bitcoin sotto 77.000 dollari nella correzione dei tech

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

Informazioni sull'autore

SCRITTO DAShiraz JagatiCrypto Reporter

Shiraz è un giornalista e analista il cui lavoro ha trattato il settore degli asset digitali e gli sviluppi legati alla blockchain dal 2016.