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L'inflazione rallenta, il Bitcoin segna una battuta d'arresto mentre la Fed si appresta ad affrontare la sua prossima grande prova

A luglio l’inflazione negli Stati Uniti ha registrato un rallentamento per il secondo mese consecutivo, un ulteriore segnale che lo shock dei prezzi causato dai prezzi dell’energia in primavera si sta attenuando, anche se l’inflazione rimane ostinatamente al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve.

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L'inflazione rallenta, il Bitcoin segna una battuta d'arresto mentre la Fed si appresta ad affrontare la sua prossima grande prova

Punti chiave

  • L’indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense è sceso al 3,4% a luglio, proseguendo il calo dell’inflazione dal picco del 4,2% registrato a maggio.
  • La pressione sulla Federal Reserve si è allentata grazie al rallentamento dell’IPC core al 2,5%, ma il settore energetico rimane un fattore di rischio.
  • Il Bitcoin si è mantenuto vicino ai 64.000 dollari mentre i mercati attendevano il rapporto sull’IPC dell’11 settembre.

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti è aumentato dello 0,1% a luglio su base destagionalizzata, secondo quanto riportato dal Bureau of Labor Statistics il 12 agosto. Il dato è risultato esattamente in linea con le aspettative e ha spinto l’inflazione annuale al ribasso al 3,4% dal 3,5% di giugno. L’IPC core, che esclude i prezzi volatili dei generi alimentari e dell’energia, è salito dello 0,2% nel mese e del 2,5% rispetto a un anno prima. I titoli azionari statunitensi hanno registrato un immediato aumento della domanda nel pre-mercato sulla scia della notizia.

L’inflazione si allontana dal picco raggiunto in primavera

L’ultimo dato conferma la tendenza al calo iniziata a maggio, quando l’inflazione annuale aveva toccato il 4,2% durante lo shock energetico. Il tasso è sceso al 3,5% a giugno prima di attenuarsi ulteriormente a luglio, fornendo ai responsabili politici due dati consecutivi più contenuti dopo mesi di pressioni al rialzo sui prezzi.

Il settore immobiliare rimane uno dei problemi più difficili da risolvere in termini di inflazione. I prezzi delle abitazioni sono aumentati dello 0,1% a luglio e hanno contribuito per circa due terzi all’incremento mensile dell’IPC complessivo. Gli affitti e l’affitto equivalente dei proprietari, che stima quanto i proprietari di case pagherebbero per affittare i propri immobili, sono entrambi aumentati dello 0,3%.

I prezzi dei prodotti alimentari hanno registrato un leggero aumento dello 0,1%, con i prezzi dei ristoranti e di altri pasti consumati fuori casa in crescita dello 0,3%. I prezzi dei generi alimentari sono scesi dello 0,1%. Il settore energetico ha seguito un andamento opposto, registrando un calo dell’1,5% nel mese di luglio, poiché i prezzi della benzina sono diminuiti del 2,9% su base destagionalizzata.

L’impennata del 24,6% della benzina mantiene accesa la miccia dell’inflazione

Questa tregua mensile non significa affatto che il problema energetico sia risolto. I prezzi dell’energia sono rimasti superiori del 14,7% rispetto a un anno prima, mentre la benzina ha registrato un aumento del 24,6%. Questi dati recano i segni dello shock petrolifero verificatosi in precedenza, legato alle tensioni in Medio Oriente e alle interruzioni dell’approvvigionamento durante la prima metà del 2026. Al momento della stesura di questo articolo, il greggio Brent si attesta a 91 dollari al barile, mentre il greggio West Texas Intermediate (WTI) è a 83 dollari.

US equities bar chart
Uno sguardo ai quattro principali indici statunitensi, tutti in rialzo all’apertura dei mercati di mercoledì, con il Nasdaq in testa per percentuale di guadagno.

L’inflazione di fondo ha fornito il segnale più chiaro. Il suo tasso annuo del 2,5% si colloca tra i valori più contenuti dall’inizio del 2021, sebbene diverse categorie di servizi abbiano continuato a registrare aumenti. L’assistenza sanitaria è aumentata dello 0,4% a luglio, le tariffe aeree hanno registrato un balzo del 2,2%, le auto e i camion usati hanno guadagnato lo 0,4% e i veicoli nuovi lo 0,1%.

La Fed guadagna un po’ di respiro, ma la vittoria è ancora lontana

Per la Federal Reserve, l’ultimo rapporto sull’IPC fa guadagnare tempo piuttosto che imporre una mossa immediata in materia di politica monetaria. La banca centrale ha mantenuto il proprio intervallo obiettivo per i fondi federali tra il 3,50% e il 3,75% alla fine di luglio, sebbene tre membri del comitato di politica monetaria abbiano espresso dissenso, propendendo di fatto per un aumento dei tassi. I funzionari hanno chiarito che sono necessari diversi mesi di raffreddamento prima di poter dichiarare che l’inflazione è tornata saldamente sulla strada del 2%.

I dati sull’inflazione di luglio allentano un po’ la pressione immediata per un altro aumento dei tassi, ma l’energia rimane l’ovvio punto critico. Un altro shock petrolifero o un’inflazione persistente nel settore dei servizi potrebbero riportare in auge una politica monetaria più restrittiva nel corso dell’anno, specialmente se i costi delle abitazioni smettessero di raffreddarsi.

I mercati finanziari si erano per lo più preparati a un dato più debole, attenuando la reazione iniziale sui titoli azionari e su altri asset di rischio. Anche i salari medi orari reali hanno mostrato una modesta tensione, poiché i prezzi al consumo hanno superato la crescita salariale secondo alcuni indicatori.

Il Bitcoin si mantiene vicino ai 64.000 dollari mentre l’IPC non riesce a scatenare fuochi d’artificio

Anche il Bitcoin è rimasto sostanzialmente stabile in seguito alla pubblicazione del dato, pur registrando un calo dello 0,4% circa nell’ultima ora. La principale criptovaluta è stata scambiata tra circa 63.800 e 64.300 dollari nelle ore successive alla pubblicazione dell’IPC, dopo essere scesa nella fascia bassa dei 63.000 dollari all’inizio della sessione.

Il Bitcoin ha trascorso le ultime settimane oscillando tra i 60.000 e i 65.000 dollari, con i dati sull’inflazione che non sono riusciti a scatenare la violenta volatilità osservata durante i precedenti periodi di incertezza macroeconomica.

Il prossimo appuntamento è fissato per l’11 settembre, quando il governo pubblicherà i dati sull’IPC di agosto. Gli investitori e i funzionari della Fed esamineranno attentamente i settori dell’energia, degli alloggi e dei servizi di base alla ricerca di prove che il rallentamento di luglio si stia trasformando in un fenomeno duraturo, piuttosto che in un’altra pausa transitoria dell’inflazione.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.