All'inizio di questa settimana, la Fondazione Sui e Mysten Labs hanno lanciato la testnet di Hashi, un protocollo con garanzia in Bitcoin che consente di concedere prestiti on-chain in BTC senza mai uscire dalla rete Bitcoin.
Il testnet Hashi di Sui entra in funzione, puntando a conquistare una fetta del mercato di Bitcoin, del valore di 1,4 trilioni di dollari

Punti chiave
- La Fondazione Sui ha lanciato la testnet di Hashi il 22 luglio, consentendo a Bitcoin di fungere da garanzia per prestiti della finanza decentralizzata (DeFi) senza necessità di wrapping.
- Oltre 25 partner istituzionali, tra cui Bitgo, Cumberland e Wave Digital, stanno testando Hashi.
- Hashi punta a conquistare una fetta del mercato del Bitcoin, del valore di 1,4 trilioni di dollari, mentre Mysten Labs prevede il lancio della mainnet come prossimo passo.
Un ponte costruito per evitare i ponti
La Fondazione Sui e Mysten Labs hanno confermato che la testnet di Hashi è entrata in funzione il 22 luglio: si tratta dell’ultimo passo di un progetto ideato per consentire a Bitcoin di fungere da garanzia nei mercati del credito e dei prestiti on-chain senza doverlo trasformare in un token sintetico né collegarlo a un’altra catena (i due approcci che hanno ripetutamente causato perdite nel settore DeFi).
Sui aveva annunciato per la prima volta Hashi nella fase di devnet lo scorso marzo, posizionando il protocollo come uno strumento per sbloccare l’efficienza del capitale nel mercato del bitcoin, che vale circa 1,4 trilioni di dollari.
«Il bitcoin non è diverso» dagli altri principali asset quando si tratta di costruire mercati del credito attorno ad esso, ha affermato Adeniyi Abiodun, cofondatore e Chief Product Officer di Mysten Labs, aggiungendo che Hashi fornisce «l’infrastruttura per costruire tali mercati on-chain con la sicurezza, la trasparenza e la programmabilità che le istituzioni stavano aspettando».
Come funziona effettivamente Hashi
Hashi mantiene i bitcoin sulla rete Bitcoin stessa, anziché spostarli o riemetterli altrove. I depositi sono garantiti tramite un accordo multisig 2-di-2 che richiede le firme sia dei validatori di calcolo multipartitico (MPC) di Hashi sia di un «Guardian Layer» separato, un sistema configurabile di gestione del rischio progettato per rallentare o bloccare prelievi sospetti prima che le garanzie possano lasciare il sistema.
I termini dei prestiti e le posizioni delle garanzie vengono poi monitorati on-chain, offrendo ai finanziatori piena visibilità invece di dover fare affidamento sulla parola di un intermediario riguardo alla quantità effettiva di bitcoin che copre un determinato prestito.
La struttura offre inoltre un vantaggio fiscale rispetto ai modelli concorrenti. Secondo un’analisi giuridica citata da Sui, i depositi e i rimborsi sono strutturati in modo da evitare di innescare eventi imponibili ai sensi della normativa fiscale statunitense, un dettaglio significativo per le istituzioni che stanno valutando se mettere a frutto i propri bitcoin piuttosto che lasciarli inattivi.
Perché il rischio legato al Wrapped-BTC è reale
Il rischio che Hashi è stato progettato per aggirare non è ipotetico, e lo stesso ecosistema di Sui lo ha già sperimentato. Volo Protocol, una piattaforma di liquid staking e finanza basata su bitcoin anch’essa costruita su Sui, ha perso 3,5 milioni di dollari in un attacco avvenuto nell’aprile 2026, dopo che un hacker ha compromesso la chiave privata di un amministratore di vault, sottraendo circa 2,1 milioni di dollari in wrapped bitcoin (WBTC) da tre vault. Si tratta esattamente della modalità di fallimento (ovvero una singola chiave di custodia che controlla le garanzie in wrapped bitcoin) che il design «multisig più Guardian Layer» di Hashi è pensato per rendere molto più difficile da mettere in atto.
Sui ha intrapreso anche altre strade per accedere alla liquidità di Bitcoin. Il tBTC di Threshold è stato lanciato su Sui come alternativa decentralizzata e non custodiale al Bitcoin avvolto, mentre il Sui Bridge è stato lanciato separatamente sulla mainnet per trasferire asset come Ether tra Ethereum e Sui. Hashi rappresenta una scommessa diversa: anziché avvolgere o collegare in alcun modo il bitcoin, lascia l’asset sulla catena di Bitcoin stessa e gestisce tutto il resto attorno ad esso.
Chi lo sta già testando
Oltre 25 partner istituzionali stanno già sottoponendo a stress test le applicazioni di prestito e credito sulla testnet, tra cui il gigante della custodia Bitgo, le società di trading Cumberland e FalconX, il produttore di portafogli hardware Ledger, il fornitore di infrastrutture Blockdaemon, l’exchange Bullish e le piattaforme di prestito native di Sui Navi e Scallop.
Anche Wave Digital Assets si è impegnata in un piano triennale che dà priorità alla tokenizzazione di obbligazioni fruttifere in bitcoin su Sui una volta che Hashi raggiungerà la mainnet: uno dei segnali più evidenti finora che gli attori della finanza tradizionale considerano il protocollo come qualcosa di più di un semplice esperimento DeFi.
Detto questo, Hashi non ha ancora annunciato una data per il lancio della mainnet, e la fase di testnet esiste proprio per consentire a sviluppatori e istituzioni di integrare prodotti di prestito, finanziamento e credito prima che siano in gioco somme di denaro reale. Se il progetto pilota avrà successo, Hashi offrirebbe ai possessori di bitcoin un modo per ottenere rendimenti sul BTC nativo senza il rischio di un singolo punto di errore nella custodia che ha colpito il Volo Protocol appena tre mesi fa.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















