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I fondi in criptovalute hanno raccolto 857,9 milioni di dollari la scorsa settimana, grazie alla spinta data dalla revisione del CLARITY Act

La scorsa settimana i fondi di investimento in asset digitali hanno registrato afflussi settimanali pari a 857,9 milioni di dollari, di cui 706,1 milioni attribuibili al bitcoin, grazie al crescente ottimismo suscitato dalla prevista discussione del CLARITY Act al Senato degli Stati Uniti il 14 maggio, che ha riacceso l'interesse degli investitori istituzionali per le criptovalute. Punti

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I fondi in criptovalute hanno raccolto 857,9 milioni di dollari la scorsa settimana, grazie alla spinta data dalla revisione del CLARITY Act
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  • <li><span style="font-weight: 400;"> Secondo Coinshares, i fondi in criptovalute hanno registrato afflussi settimanali pari a 857,9 milioni di dollari, con il bitcoin in testa a 706,1 milioni di dollari.</span></li>
  • <li><span style="font-weight: 400;"> La revisione del CLARITY Act da parte della Commissione bancaria del Senato è prevista per il 14 maggio; la votazione in aula è prevista per giugno o luglio.</span></li>
  • <li><span style="font-weight: 400;"> I ritardi precedenti del CLARITY Act avevano causato un deflusso di 952 milioni di dollari in una sola settimana; l'inversione di tendenza della scorsa settimana dimostra il ritorno della fiducia.</span></li>
  • </ul>
  • <p><span style="font-weight: 400;">

L'impeto del CLARITY Act ribalta la situazione

Coinshares, la società di investimento in asset digitali che monitora i dati settimanali sui flussi di fondi a livello globale, ha riferito che i prodotti di investimento in criptovalute hanno attirato 857,9 milioni di dollari di afflussi netti durante la settimana, portando il patrimonio totale in gestione (AuM) di tutti i fondi di asset digitali a 160 miliardi di dollari. I prodotti incentrati sul bitcoin hanno dominato la classifica con 706,1 milioni di dollari di afflussi, mentre ethereum e altri asset digitali hanno rappresentato la parte restante.

Fonte: Coinshares
L'inversione di tendenza è sorprendente se confrontata con la storia recente. Quando all'inizio di quest'anno le tempistiche del CLARITY Act sembravano essersi arenate, l'incertezza ha innescato un deflusso di 952 milioni di dollari dai prodotti di investimento in criptovalute in una sola settimana, una delle più grandi uscite mai registrate. Il fatto che gli afflussi siano ora tornati a livelli comparabili (nello stesso periodo legislativo) rende chiaro quanto il sentiment istituzionale stia seguendo direttamente i progressi normativi negli Stati Uniti.

Il catalizzatore non è difficile da individuare, dato che Bitcoin.com News ha precedentemente riportato che la Commissione Bancaria del Senato degli Stati Uniti ha programmato una sessione esecutiva per il 14 maggio (questo giovedì) per esaminare formalmente il Digital Asset Market Clarity Act del 2025. Il presidente della Commissione Bancaria del Senato, Tim Scott, ha manifestato l'intenzione di portare il disegno di legge in Senato a giugno o luglio, se supererà l'esame della commissione.

Definizione del quadro normativo e impatto sul mercato

Il CLARITY Act creerebbe il primo quadro normativo completo per le risorse digitali negli Stati Uniti. In base alle sue disposizioni, la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) otterrebbe la giurisdizione esclusiva sui mercati a pronti delle materie prime digitali, una categoria che copre esplicitamente sia il bitcoin che l'ether.

Allo stesso modo, la Securities and Exchange Commission (SEC) manterrebbe l'autorità sulle attività dei contratti di investimento. Nel disegno di legge sono state inserite anche le disposizioni bipartisan sulle stablecoin elaborate dai senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks, con le due parti che hanno raggiunto un accordo sulla controversa questione del rendimento.

Grayscale, uno dei maggiori gestori di asset digitali, ha dichiarato pubblicamente che l'approvazione del CLARITY Act rappresenterebbe l'inizio della fase successiva per gli asset digitali, in cui il capitale istituzionale potrà investire nelle criptovalute con certezza giuridica anziché con rischi normativi. La posta in gioco è considerevole, poiché gli analisti che seguono la legislazione hanno osservato che il mancato avanzamento del disegno di legge nel 2026 ritarderebbe probabilmente la regolamentazione completa delle criptovalute negli Stati Uniti almeno fino al 2030. Fortune ha riferito che il superamento della soglia degli 80.000 dollari da parte del bitcoin all'inizio di maggio era direttamente legato al CLARITY Act, e i dati sui flussi di fondi di questa settimana, con il bitcoin che ha attirato 706,1 milioni di dollari di capitali istituzionali in una sola settimana, suggeriscono che questa tesi continui a reggere.