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Leader criptovalute contro annuncio WSJ sui rischi tokenizzazione

Un annuncio pubblicitario contro la tokenizzazione pubblicato dal Wall Street Journal da un’organizzazione civica senza scopo di lucro ha suscitato critiche da parte della comunità delle criptovalute, la quale sostiene che, sebbene le preoccupazioni relative alla tokenizzazione degli asset siano fondate, le idee fuorvianti sul suo funzionamento non lo sono.

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Leader criptovalute contro annuncio WSJ sui rischi tokenizzazione

Punti chiave

  • Un annuncio pubblicato sul WSJ ha messo in guardia gli amministratori delegati dalla tokenizzazione delle azioni, citando rischi quali la manipolazione del mercato e la proprietà occulta.
  • I leader del settore hanno definito l’annuncio fuorviante, sostenendo che la tokenizzazione regolamentata negli Stati Uniti mitiga tali pericoli.
  • Temendo l’instabilità, grandi aziende come Microsoft e Goldman Sachs hanno già deciso di non partecipare alle piattaforme di tokenizzazione.

L’annuncio contro la tokenizzazione sul WSJ suscita critiche da parte delle figure di spicco del settore

La questione della tokenizzazione degli asset del mondo reale (RWA) e di come tale processo si applicherà alle azioni è tornata alla ribalta.

Un annuncio a tutta pagina pubblicato sul Wall Street Journal (WSJ) domenica 24, che metteva in guardia dai pericoli della tokenizzazione degli asset e invitava gli amministratori delegati delle società quotate a rinunciare ai processi di tokenizzazione, ha scatenato un dibattito sui social media sul fatto che tali processi possano influire sulla stabilità dei mercati dei capitali.

Finanziato dal Common Sense Leadership Fund, un’organizzazione civica senza scopo di lucro di tipo 501(c)(4) fondata nel 2021 e con sede ad Arlington, in Virginia, «impegnata a promuovere politiche concrete, positive e di grande impatto che favoriscano la libertà individuale, la riduzione delle tasse e una minore regolamentazione», l’organizzazione evidenzia diversi rischi che potrebbero interessare le società che tokenizzano le proprie azioni.

Nello spot, il Common Sense Leadership Fund mette in luce diversi rischi associati alla tokenizzazione, tra cui l’insorgere di disparità di prezzo nelle diverse piattaforme di token, l’anonimato dei possessori di token, la ridotta capacità di raccogliere capitali, i rischi per la sicurezza informatica, la possibilità di manipolazione del mercato, lacune nelle norme AML/KYC e la mancanza di tutela degli investitori per gli asset tokenizzati, sottolineando che gli amministratori delegati potrebbero essere ritenuti responsabili per «qualsiasi cosa vada storta».

Carlos Domingo, amministratore delegato di Securitize, una società quotata in borsa che fornisce servizi di tokenizzazione alle aziende tradizionali, ha definito «fuorviante» la descrizione del processo di tokenizzazione contenuta nell’annuncio, sottolineando che «confonde la tokenizzazione con le modalità di attuazione e i luoghi in cui tali token vengono negoziati».

«Nessuna di queste preoccupazioni si applica a una corretta tokenizzazione effettuata negli Stati Uniti secondo le normative della SEC e negoziata su piattaforme regolamentate», ha sottolineato, evidenziando che la colpa di questi timori è da attribuire ai sintetici offshore, ovvero derivati progettati per replicare la performance economica di un titolo azionario senza ne detenere la proprietà.

«Lo vedo come un vento favorevole per aziende come la nostra che operano nel modo giusto, cosa che non è mai stata facile, ma che rappresenta un modello di business sostenibile a lungo termine», ha concluso Domingo.

Il cofondatore e CEO di MetaleX, Gabriel Shapiro, ha sostenuto che l’aumento della proprietà da parte di intermediari come Robinhood e Coinbase potrebbe diventare un problema, poiché questi potrebbero detenere un potere reale in occasione di votazioni contese in cui una percentuale minima può decidere l’esito.

«Le società quotate in borsa presteranno maggiore attenzione a questo aspetto di quanto gli operatori del settore delle criptovalute si aspettino», ha valutato.

Diverse società, tra cui Microsoft, Alphabet, Goldman Sachs, Qualcomm, Caterpillar, McDonald’s e Western Digital, si sono già opposte alla loro quotazione da parte di OKXICE, una joint venture che ha presentato domanda per operare come Tokenized Security Venue (TSV) nell’ambito dell’esenzione per l’innovazione concessa dalla Securities and Exchange Commission (SEC).

David Solomon, amministratore delegato di Goldman Sachs, illustra nel dettaglio gli asset tokenizzati, la DeFi e i mercati predittivi, mentre la banca registra un fatturato di 18,68 miliardi di dollari.

Leggi ora: L'amministratore delegato di Goldman Sachs vede nella tokenizzazione il prossimo passo di Wall Street

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.