David Solomon, CEO di Goldman Sachs, ritiene che la tokenizzazione stia ridefinendo i mercati finanziari, aprendo potenzialmente nuove opportunità di guadagno piuttosto che limitarsi a minacciare la finanza tradizionale (TradFi) e le attività di Wall Street. Durante la conference call sui risultati finanziari della banca tenutasi il 13 ottobre, Solomon ha illustrato in dettaglio le obbligazioni tokenizzate, i fondi del mercato monetario, il settore immobiliare e la partecipazione al servizio di tokenizzazione della DTCC. La discussione ha toccato anche la finanza decentralizzata (DeFi), i mercati predittivi e il trading automatizzato, sebbene Solomon abbia sottolineato che l’attività basata sulla blockchain rimane relativamente limitata.
L'amministratore delegato di Goldman Sachs vede nella tokenizzazione il prossimo passo di Wall Street

Punti chiave
- David Solomon, CEO di Goldman Sachs, ritiene che la tokenizzazione stia ampliando le opportunità nei mercati finanziari.
- Goldman Sachs ha aderito al lancio del servizio di tokenizzazione della DTCC a luglio e sta esplorando applicazioni scalabili.
- Goldman Sachs ha discusso di DeFi e mercati predittivi, ma non ha annunciato prodotti specifici in nessuno dei due settori.
David Solomon, CEO di Goldman Sachs, vede un’opportunità nella sfida che la blockchain lancia a Wall Street
Il consolidato sistema di trading di Wall Street sta affrontando una nuova sfida tecnologica, ma David Solomon, CEO di Goldman Sachs, non sembra allarmato. Durante la conference call sui risultati del terzo trimestre della banca d’investimento, tenutasi il 13 ottobre, Solomon ha descritto la tokenizzazione come uno sviluppo importante in tutti i mercati finanziari, illustrando gli investimenti nell’infrastruttura blockchain e negli asset tokenizzati.
La conversazione è iniziata con una domanda mirata sul fatto che fenomeni come la DeFi, i mercati predittivi e il trading automatizzato potessero intaccare la redditizia attività di Goldman nel settore dei mercati. La risposta di Solomon ha suggerito la possibilità opposta. Queste tecnologie emergenti potrebbero, in ultima analisi, portare al colosso bancario più prodotti, più clienti e un volume d’affari notevolmente maggiore.
Dai DeFi Vault ai mercati predittivi, Goldman affronta una nuova era del trading
L’analista di Evercore ISI Glenn Schorr ha alzato la posta in gioco indicando la tokenizzazione, il trading automatizzato, i vault DeFi e i mercati predittivi come potenziali sfidanti delle operazioni di trading di Goldman. Solomon ha riconosciuto il cambiamento tecnologico, ma ha citato il trading elettronico di azioni come un precedente esempio di rivoluzione che Goldman ha saputo gestire con successo.
«Oggi la tokenizzazione è ovviamente una tendenza importante. La vediamo in tutte le classi di attività», ha osservato Solomon durante la conferenza. L’amministratore delegato ha sostenuto che le strutture di mercato emergenti possono introdurre nuovi prodotti, attrarre clienti e ampliare la distribuzione, espandendo di fatto il mercato potenziale complessivo della banca.
Le sue osservazioni non hanno annunciato un mercato predittivo, un vault DeFi o un prodotto di trading agentico da parte di Goldman. Piuttosto, hanno inquadrato questi sviluppi all’interno di una più ampia trasformazione dell’infrastruttura finanziaria che la banca intende monitorare e alla quale intende partecipare.
Obbligazioni tokenizzate, immobili e fondi del mercato monetario già in gioco
Goldman non si limita a osservare da lontano. Solomon ha sottolineato gli anni di investimenti in società di asset digitali e nelle infrastrutture di mercato, oltre alla propria piattaforma proprietaria GS DAP, che fornisce un’infrastruttura basata su blockchain per gli asset finanziari. «Abbiamo tokenizzato le obbligazioni. Abbiamo una serie di fondi del mercato monetario tokenizzati, oltre a beni immobiliari per alcuni clienti», ha spiegato Solomon. La banca ha inoltre partecipato al lancio, avvenuto a luglio, del servizio di tokenizzazione della Depository Trust & Clearing Corp. (DTCC) e sta valutando applicazioni in grado di operare su scala più ampia. Il vantaggio è evidente. La tokenizzazione consente di rappresentare digitalmente la proprietà di asset tradizionali, rendendo potenzialmente più efficienti i trasferimenti, la tenuta dei registri e il regolamento. Solomon prevede che la tecnologia ridurrà i costi, automatizzerà i processi e migliorerà la liquidità in tutte le classi di asset. Tuttavia, ha smorzato le aspettative di una rivoluzione finanziaria immediata, definendo l’attività attuale ancora limitata.
Goldman Sachs sostiene la chiarezza normativa mentre le agenzie portano avanti le regole
Anche la regolamentazione ha avuto un ruolo di primo piano nella valutazione di Solomon. Egli ha confermato che Goldman ha pubblicamente sostenuto l’approvazione della legge CLARITY, nonostante le riserve sulle sue disposizioni. “Abbiamo pubblicamente sostenuto l’approvazione del CLARITY. Non era perfetto, ma abbiamo ritenuto che sarebbe stato positivo fornire maggiore chiarezza al mercato – senza giochi di parole – e garantire la tutela degli investitori”, ha osservato.
Solomon ha aggiunto che le agenzie di regolamentazione stanno già perseguendo regole di mercato più chiare, con Goldman che partecipa attivamente a tali discussioni. Per una banca che opera sia nei mercati tradizionali dei titoli che in quelli emergenti degli asset digitali, la certezza normativa è fondamentale per determinare quali prodotti possano raggiungere i clienti istituzionali.
Un business azionario da 6,4 miliardi di dollari incontra l’innovazione della blockchain
La discussione si è svolta in un contesto finanziario di grande rilievo. Goldman ha registrato ricavi netti trimestrali pari a 18,68 miliardi di dollari, mentre i ricavi del settore azionario sono saliti del 72% su base annua, raggiungendo i 6,4 miliardi di dollari. I ricavi derivanti dal finanziamento azionario hanno raggiunto il livello record di 3,37 miliardi di dollari, quasi raddoppiando rispetto all’anno precedente. Il direttore finanziario Denis Coleman ha inoltre riportato ricavi complessivi da attività di finanziamento pari a 12,7 miliardi di dollari tra azioni, reddito fisso, valute e materie prime nei primi nove mesi.
Queste cifre illustrano il business consolidato che i concorrenti basati sulla blockchain sperano di sfidare e le risorse finanziarie che Goldman può impiegare in risposta. L’argomentazione di Solomon era che il cambiamento tecnologico non elimina necessariamente gli intermediari consolidati. Può creare ulteriori opportunità per le istituzioni in grado di adattarsi. Per ora, la distinzione è netta. I mercati predittivi e i «defi vaults» sono stati citati come possibili minacce competitive, mentre la tokenizzazione è emersa come un’area di investimento e sperimentazione concreta. Goldman dispone dell’infrastruttura, del capitale e dell’interesse. Ciò che non ha ancora dimostrato è quale volume di ricavi questi mercati emergenti riusciranno a generare in un mondo ancora dominato dai sistemi TradFi.
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Leggi ora: ETF su Bitcoin ed Ether perdono 152 milioni, Blackrock guida vendite venerdìQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















