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Michael Saylor afferma di non aver mai venduto Bitcoin, nemmeno un Satoshi

Michael Saylor afferma di non aver mai venduto alcun bitcoin di sua proprietà personale, distinguendo le proprie partecipazioni dalla tesoreria aziendale di Strategy. La sua dichiarazione è seguita alla terza vendita di BTC effettuata dalla società nel 2026, a seguito della quale Strategy detiene ora 842.138 bitcoin.

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Michael Saylor afferma di non aver mai venduto Bitcoin, nemmeno un Satoshi

Punti chiave

  • Michael Saylor afferma di non aver mai venduto alcun bitcoin di sua proprietà personale.
  • Strategy potrebbe vendere BTC nell’ambito di un programma di investimento approvato dal consiglio di amministrazione.
  • La società prevede di rimanere un acquirente netto di bitcoin nel lungo periodo.

Saylor risponde dopo l’ultima vendita di bitcoin da parte di Strategy

Il presidente esecutivo di Strategy Inc. (Nasdaq: MSTR), Michael Saylor, ha dichiarato il 3 agosto di non aver mai venduto alcun bitcoin di sua proprietà, nemmeno un singolo satoshi. La sua dichiarazione ha distinto la sua filosofia di investimento personale dalla politica di tesoreria della società quotata in borsa, che consente la vendita di bitcoin per specifici scopi aziendali.

La dichiarazione è arrivata dopo che Strategy ha annunciato la sua terza vendita di bitcoin del 2026, lasciando la società con 842.138 BTC dopo aver utilizzato parte della propria tesoreria per sostenere gli obblighi aziendali nell’ambito della propria strategia di gestione del capitale.

Convinzioni personali e politica aziendale seguono percorsi distinti

Saylor ha inquadrato il suo messaggio «Non vendere mai i tuoi bitcoin» come un consiglio condiviso tra risparmiatori piuttosto che come una regola vincolante che disciplina il bilancio di Strategy. Ha sottolineato che Strategy ha reso noto fin dal 2020 che potrebbe acquistare o vendere bitcoin nell’ambito della gestione del capitale, della liquidità, dei titoli e degli obblighi finanziari.

Il presidente esecutivo di Strategy aveva inoltre chiarito il 1° agosto che Strategy prevede di rimanere un acquirente netto di bitcoin nel tempo, ricorrendo al Programma di monetizzazione dei BTC per garantire flessibilità finanziaria. Ha aggiunto che il programma è stato annunciato il 29 giugno, prima che la società rendesse noti i risultati del secondo trimestre, e opera nell’ambito di un quadro di gestione del capitale approvato dal consiglio di amministrazione.

Le riserve aziendali di bitcoin inseriscono gli asset digitali nei bilanci delle società, dove i dirigenti devono bilanciare l’esposizione a lungo termine con gli obblighi operativi e gli interessi degli azionisti. La struttura di Strategy illustra come le partecipazioni aziendali differiscano dai portafogli personali, in particolare quando i consigli di amministrazione autorizzano misure di liquidità, pagamenti di dividendi, servizio del debito o riacquisti di titoli.

Strategy crea un quadro formale per la monetizzazione dei bitcoin

Il 29 giugno Strategy ha annunciato il proprio «Digital Credit Capital Framework», istituendo una riserva di 2,55 miliardi di dollari e autorizzando vendite di bitcoin per un massimo di 1,25 miliardi di dollari finalizzate alla costituzione di ulteriori riserve. Il quadro normativo ha inoltre introdotto programmi di riacquisto che coprono fino a 1 miliardo di dollari ciascuno per i titoli privilegiati e le azioni ordinarie MSTR.

Il documento depositato dalla società presso la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense identifica tre utilizzi autorizzati per la monetizzazione dei bitcoin: il finanziamento della riserva in dollari, il sostegno ai dividendi privilegiati e agli interessi sul debito, e il finanziamento dei riacquisti di titoli. Le transazioni che esulano da tali scopi o dai limiti stabiliti richiedono un’ulteriore autorizzazione del consiglio di amministrazione, mentre il programma non prevede una data di scadenza fissa.

Il quadro normativo ha fornito a Strategy una copertura di liquidità complessiva pari a 3,8 miliardi di dollari attraverso la riserva esistente e la capacità autorizzata di monetizzazione dei bitcoin. Tale importo rappresentava circa 25,9 mesi di dividendi privilegiati e interessi passivi previsti, mentre la società ha stabilito una soglia minima di riserva pari a 12 mesi di tali obbligazioni.

Strategy utilizza le vendite di bitcoin per sostenere gli obblighi societari

La prima vendita del 2026 segnalata da Strategy ha riguardato la cessione di 32 bitcoin per circa 2,5 milioni di dollari, con i proventi destinati a sostenere gli obblighi relativi ai dividendi sulle azioni privilegiate. L’operazione ha segnato la prima cessione della società dal 2022 e ha dimostrato come le sue attività di tesoreria potessero sostenere gli impegni finanziari nell’ambito di un approccio attivo alla gestione del capitale.

È seguita un’operazione di maggiore entità quando Strategy ha venduto 3.588 bitcoin per circa 216 milioni di dollari, con un prezzo medio di circa 60.137 dollari per moneta. La società ha destinato i proventi al pagamento dei dividendi di Digital Credit e ha trattenuto 843.775 bitcoin dopo la vendita, oltre alla propria riserva di 2,55 miliardi di dollari.

Precedenti comunicazioni avevano già lasciato aperta la possibilità di vendite di bitcoin quando i titoli di Strategy venivano scambiati a livelli che rendevano attraenti i riacquisti. Saylor ha descritto l’approccio come una gestione attiva del capitale, che consente alla società di emettere titoli a condizioni favorevoli e di riacquistarli quando il management ritiene che tali operazioni siano più vantaggiose per gli azionisti.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.