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Novità nella versione definitiva del CLARITY Act in vista del voto al Senato

I repubblicani del Senato hanno illustrato le novità contenute nella versione definitiva del CLARITY Act in vista del voto procedurale previsto per il 15 settembre. Le modifiche rafforzerebbero l'applicazione delle norme etiche, introdurrebbero una misura di salvaguardia per le stablecoin ed estenderebbero le tutele previste per gli sviluppatori anche ai miner e ai validatori.

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Novità nella versione definitiva del CLARITY Act in vista del voto al Senato

Punti chiave

  • I procuratori generali degli Stati potrebbero far rispettare le nuove restrizioni federali in materia di etica.
  • I limiti alle ricompense in stablecoin richiederebbero l’accertamento di una fuga dei depositi.
  • Le tutele per gli sviluppatori verrebbero estese ai miner e ai validatori.

Novità per i funzionari federali

I senatori statunitensi Cynthia Lummis (R-WY), John Boozman (R-AR) e Tim Scott (R-SC) hanno pubblicato la bozza finale il 14 settembre, trasformando le restrizioni etiche proposte in obblighi finanziari esecutivi. In base alle nuove disposizioni etiche, i funzionari federali interessati e i loro coniugi non potrebbero emettere o sponsorizzare asset digitali in cambio di un corrispettivo, né detenere interessi finanziari significativi. Dovrebbero vendere tali interessi o affidarli a blind trust qualificati.

I procuratori generali degli Stati potrebbero far rispettare le restrizioni, compreso il divieto per le piattaforme di scambio di quotare asset emessi o sponsorizzati in violazione di tali norme. I trasgressori andrebbero incontro a una sanzione civile pari al 20% del corrispettivo ricevuto nella transazione vietata o a 500.000 dollari, adeguati all’inflazione, a seconda di quale sia l’importo maggiore.

Le disposizioni in materia di etica entrerebbero in vigore 360 giorni dopo l’entrata in vigore della legge o 60 giorni dopo la pubblicazione del regolamento di attuazione definitivo, a seconda di quale delle due date sia precedente. Esse fanno parte delle 126 modifiche più ampie richieste dai democratici e individuate dai repubblicani del Senato.

Novità sui premi relativi alle stablecoin

La bozza definitiva non impone una restrizione immediata ai premi offerti ai detentori di stablecoin utilizzate come mezzo di pagamento. Prevede invece una risposta condizionata che potrebbe essere attivata solo nel caso in cui le banche comunitarie subissero una fuga di depositi sostanziale.

Il Segretario al Tesoro dovrebbe documentare per iscritto tale constatazione prima di emanare norme che limitino i premi. Una volta attivata, il Tesoro sarebbe incaricato di stabilire i limiti anziché limitarsi a ricevere l’autorizzazione a prenderli in considerazione. L’autorità speciale scadrebbe 18 mesi dopo l’entrata in vigore, rendendola un “circuit breaker” temporaneo legato alle condizioni di finanziamento delle banche.

Novità per sviluppatori e piattaforme di trading

I miner e i validatori beneficerebbero di tutele previste dalla bozza finale che le versioni precedenti non estendevano a loro. Il testo del «Blockchain Regulatory Certainty Act» proteggerebbe gli sviluppatori dall’obbligo di registrazione come operatori di trasferimento di denaro, dal trattamento come imprese di trasferimento di denaro e dalla classificazione come istituzioni finanziarie ai sensi del «Bank Secrecy Act».

La revisione finale elimina inoltre i riferimenti al 18 U.S.C. 1960, la norma penale federale che disciplina le imprese di trasferimento di denaro senza licenza. I promotori descrivono il risultato come una solida clausola di salvaguardia civile per gli sviluppatori, che esclude tale norma penale dal proprio ambito di applicazione.

Le borse di materie prime digitali, i broker e gli operatori sarebbero soggetti a misure di controllo più rigorose in materia di negoziazione tra parti correlate e conflitti di interesse. La Sezione Agricoltura precisa inoltre come si applichino le leggi statali sulla tutela dei consumatori e protegga gli sviluppatori senza creare esenzioni alla normativa sui derivati né incidere sul gioco d’azzardo tribale.

Una coalizione multistatale di procuratori generali di 17 Stati e del Distretto di Columbia ha contestato alcune disposizioni separate che, a suo avviso, potrebbero indebolire l’autorità statale in materia di registrazione e applicazione della legge. Il gruppo ha esortato i senatori, in una lettera del 14 settembre, a votare contro la versione attuale a meno che tali poteri non vengano pienamente preservati.

Cosa comporterebbe il voto del Senato del 15 settembre

La mozione di chiusura sulla proposta di procedere con l’H.R. 3633 maturerà il 15 settembre alle 14:15 EDT, e per invocarla sono necessari 60 voti. L’approvazione porterebbe il Senato a esaminare formalmente il CLARITY Act; ciò non comporterebbe l’approvazione della legge né l’attivazione di alcuna delle nuove norme. Se la mozione di chiusura venisse approvata, i senatori dovrebbero comunque completare l’iter relativo alla mozione di procedere. I promotori repubblicani intendono quindi presentare la bozza definitiva come emendamento sostitutivo, in sostituzione del testo di base. Seguiranno il dibattito, eventuali emendamenti e una votazione separata sull’approvazione. Anche la Camera dei Rappresentanti dovrebbe approvare lo stesso testo legislativo prima che la misura possa giungere al presidente.

I promotori hanno presentato le modifiche dell’ultima fase come risposte alle richieste dei democratici, in particolare per quanto riguarda le questioni etiche e le preoccupazioni delle banche comunitarie. Lummis ha esercitato pressioni sui democratici affinché portassero avanti il disegno di legge dopo oltre un anno di negoziati e più di 100 revisioni richieste.

Se la mozione non dovesse ottenere 60 voti, il Senato non avvierebbe l’esame secondo la procedura prevista. Altre politiche in materia di criptovalute potrebbero proseguire separatamente: Grayscale ha individuato percorsi normativi in corso al di fuori di CLARITY che riguardano le stablecoin, l’emissione di token, i titoli tokenizzati e i derivati. Il Congresso non avrebbe comunque ancora varato il quadro normativo sulla struttura di mercato previsto dal disegno di legge, che ripartisce la vigilanza tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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