A soli tre mesi dall’entrata in vigore prevista, le autorità dell’Illinois e due associazioni del settore delle criptovalute hanno chiesto congiuntamente a un tribunale statale di rinviare di sei mesi l’applicazione della nuova imposta statale sulle criptovalute, in attesa dell’esito di un ricorso di incostituzionalità.
L'Illinois accetta di rinviare l'introduzione dell'imposta statale dello 0,2% sulle criptovalute

Punti chiave
- I funzionari dello Stato dell’Illinois hanno acconsentito a rinviare di sei mesi l’attuazione della tassa sulle criptovalute, fissandola al 1° luglio 2027.
- Il rinvio è stato concordato per consentire il proseguimento dei ricorsi legali a seguito della firma del disegno di legge da parte del governatore JB Pritzker a luglio.
- I critici sostengono che la tassa sia incostituzionale e che la confusione relativa alla sua attuazione possa portare a una tassazione multipla delle transazioni.
La tassa sulle criptovalute va in pausa
In una mozione concordata presentata il 1° ottobre presso la Corte Circoscrizionale della contea di Sangamon, la Camera di Commercio Digitale, l’Illinois Blockchain Association, il direttore del Dipartimento delle Entrate dell’Illinois David Harris e il procuratore generale Kwame Raoul hanno chiesto al tribunale di posticipare la data di entrata in vigore dell’imposta dal 1° gennaio 2027 al 1° luglio 2027.
Le parti hanno affermato che il rinvio preserverebbe lo status quo e concederebbe il tempo necessario per l’esame delle memorie e per una decisione sulle questioni giuridiche di fondo senza pregiudicare nessuna delle due parti.
Le associazioni di categoria sostengono che la legge violi diverse disposizioni della Costituzione dell’Illinois, nonché la clausola sul commercio della Costituzione degli Stati Uniti e la clausola sul giusto processo del Quattordicesimo Emendamento. Essi sostengono inoltre che la misura sia preclusa dall’Internet Tax Freedom Act federale. I funzionari statali contestano tali affermazioni.
L’ingiunzione proposta rimarrebbe in vigore fino al 1° luglio, salvo modifiche da parte del tribunale. L’accordo non risolve la causa e entrambe le parti mantengono espressamente le proprie rivendicazioni e difese.
Come funziona l’imposta?
Il Digital Asset Tax Act (DATA), firmato a luglio dal governatore dell’Illinois JB Pritzker, tasserebbe le risorse digitali coinvolte in transazioni ammissibili effettuate per conto di clienti dell’Illinois con un’aliquota dello 0,2%. Le attività soggette all’imposta comprendono lo scambio, il trasferimento o la custodia di asset digitali quando la transazione è registrata su una blockchain e facilitata da un intermediario qualificato. La definizione di intermediario includerebbe gli exchange centralizzati, alcune piattaforme di finanza decentralizzata che riscuotono commissioni di protocollo, i depositari, i broker-dealer e i gestori di pagamenti digitali. Sarebbero escluse alcune piattaforme peer-to-peer, gli emittenti di token e le imprese che si limitano a indirizzare i clienti verso fornitori terzi. Anche i commercianti al dettaglio che accettano criptovalute come mezzo di pagamento sarebbero esenti dall’essere considerati broker di asset digitali ai fini fiscali.
La legge ha subito numerose contestazioni in sede giudiziaria sin dalla sua firma: la Digital Chamber ha intentato causa a luglio, seguita a settembre dal Crypto Council for Innovation e dalla Blockchain Association con una propria azione legale. Al di là delle contestazioni di incostituzionalità, i sostenitori del settore delle criptovalute avvertono che la legge è poco chiara e che i residenti potrebbero essere soggetti alla stessa imposta più volte sulla stessa transazione.
«La causa sostiene che nessuno dovrebbe essere tassato in modo diverso a causa delle modalità di registrazione o trasferimento della proprietà», ha affermato la Digital Chamber a luglio. «In parole povere, questa imposta discrimina chi effettua transazioni in asset digitali. Essa viene applicata in modo universale, indipendentemente dal fatto che l’investitore realizzi o meno un guadagno o che la proprietà venga effettivamente trasferita. Questa disposizione di ampia portata avrebbe ripercussioni su qualsiasi transazione tecnologica, comprese potenzialmente le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale e sul cloud».
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












