L’Ufficio del Sovrintendente alle istituzioni finanziarie ha adottato un approccio favorevole all’innovazione nei confronti dei depositi tokenizzati, sottolineando che essi “non sono giuridicamente distinti” dai depositi tradizionali, aprendo così la strada alle banche e ad altre istituzioni finanziarie per la creazione di infrastrutture on-chain a supporto delle proprie operazioni.
L'autorità di regolamentazione canadese autorizza i depositi tokenizzati nel sistema bancario

Punti chiave
- L’OSFI canadese ha stabilito che i depositi tokenizzati sono giuridicamente equiparabili a quelli tradizionali, rimuovendo così un importante ostacolo normativo.
- L’autorità di regolamentazione ha adottato una posizione tecnologicamente neutrale, sottoponendo gli asset tokenizzati alle attuali leggi in materia di conformità finanziaria.
- Le banche possono ora implementare i depositi tokenizzati, alleggerendo gli oneri di conformità e accelerando l’adozione del digitale.
L’autorità di vigilanza bancaria canadese prende posizione sui depositi tokenizzati
Il sistema finanziario canadese ha ricevuto buone notizie riguardo alla possibile integrazione delle tecnologie decentralizzate nel proprio ecosistema bancario.
Giovedì, l’Office of the Superintendent of Financial Institutions (OSFI), l’autorità di vigilanza bancaria canadese che supervisiona quasi 350 istituzioni finanziarie e 1.200 piani pensionistici, ha assunto una posizione favorevole nei confronti dei depositi tokenizzati, ovvero rappresentazioni digitali di depositi reali che possono essere trasferiti su reti pubbliche decentralizzate a seconda della loro specifica implementazione.
Sebbene per alcuni siano controversi, l’autorità di regolamentazione ha chiarito la propria posizione di neutralità tecnologica su queste strutture, sottolineando che «la tecnologia alla base di un prodotto o servizio finanziario non ne determina la natura giuridica».
«Per essere chiari, ci concentriamo su cosa sia il prodotto o il servizio, non su come sia costruito o fornito. I depositi tokenizzati, ad esempio, non sono giuridicamente distinti dai depositi tradizionali», ha sottolineato, vincolando i prodotti che utilizzano questa tecnologia al quadro normativo vigente ed evitando la necessità di emanare ulteriori regolamenti per vigilare su tali operazioni.
Ciononostante, l’autorità di regolamentazione ha sottolineato che, in qualità di creatrici di prodotti e servizi operanti nell’ecosistema finanziario canadese, gli istituti finanziari hanno la responsabilità di garantire la conformità di queste attività innovative alle leggi e ai regolamenti applicabili, comprese quelle svolte da terzi per loro conto.
L’OSFI ha concluso che ci si «aspetta che gli istituti finanziari si consultino con i propri supervisori di riferimento dell’OSFI prima di lanciare qualsiasi prodotto o servizio innovativo», incoraggiandoli a richiedere una consulenza legale prima di lanciare uno qualsiasi di questi prodotti.
Con questa dichiarazione, l’OSFI riconosce l’importanza dei progressi digitali nel settore finanziario, ammettendo che ciò rappresenta «un caso d’uso specifico in cui una maggiore chiarezza da parte dell’OSFI sulla liceità giuridica potrebbe essere vantaggiosa».
Ciò apre la strada alle banche e ad altri istituti finanziari per iniziare con cautela a implementare i depositi tokenizzati sulle proprie piattaforme, sfruttando i vantaggi che offrono e alleggerendo l’onere di conformità per questi prodotti in un Paese in cui vi è un notevole interesse nell’offrire servizi legati alle criptovalute.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












