Le nuove misure mirano a rafforzare la vigilanza della banca centrale in materia di antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo sulle transazioni di asset digitali in cui i portafogli sono sotto il completo controllo degli utenti, una situazione che, secondo la banca, “può ridurre la disponibilità di informazioni ai fini del monitoraggio e della valutazione dei rischi”.
Il Brasile impone la segnalazione delle operazioni effettuate con portafogli di criptovalute in custodia propria per importi superiori a 10.000 dollari

Punti chiave
- La Risoluzione 588 impone ai VASP di segnalare i trasferimenti in autocustodia superiori a 10.000 dollari, consentendo potenzialmente di mappare le partecipazioni private.
- La Risoluzione 589 vieta le operazioni con fornitori di criptovalute non autorizzati, chiudendo il mercato ai soggetti non regolamentati.
- Entrate in vigore il 1° ottobre 2026, queste rigide norme stanno consolidando il mercato, con soli 5 VASP che ne fanno richiesta.
La Banca Centrale del Brasile punta l’attenzione sui portafogli in autocustodia in una nuova risoluzione
La Banca Centrale del Brasile ha emanato una nuova risoluzione per rafforzare la vigilanza sui portafogli in custodia propria e sui fondi che gli utenti brasiliani detengono sotto il proprio controllo diretto.
Mercoledì, la Banca Centrale del Brasile ha emanato le Risoluzioni 588 e 589, che insieme modificano le precedenti norme sull’applicazione dei controlli antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo (AML/TF), rafforzano gli obblighi di segnalazione per i fornitori di servizi di asset virtuali (VASP) e chiudono il sistema brasiliano delle criptovalute ai fornitori di servizi non autorizzati.
La risoluzione n. 588 impone alle istituzioni autorizzate a operare dalla banca centrale di segnalare le operazioni «relative a trasferimenti di asset virtuali da o verso portafogli in custodia autonoma di valore pari o superiore all’equivalente di 10.000,00 dollari USA».
L’istituzione ha sottolineato che la misura è volta a rafforzare la vigilanza sui portafogli in custodia autonoma, controllati dagli utenti anziché dai VASP — una situazione che, secondo quanto affermato, può «ridurre la disponibilità di informazioni ai fini del monitoraggio e della valutazione del rischio, a differenza dei casi in cui le risorse sono detenute in custodia presso un’istituzione autorizzata dalla Banca Centrale».
I dati saranno trasmessi all’autorità nazionale di vigilanza antiriciclaggio, il Consiglio per il Controllo delle Attività Finanziarie (COAF), che potrebbe quindi organizzare tali transazioni e potenzialmente creare una banca dati dedicata alle custodie autonome per questi indirizzi, mappando le partecipazioni degli utenti brasiliani che utilizzano exchange centralizzati autorizzati.
La risoluzione 589 stabilisce un quadro rigoroso per la condivisione delle informazioni e chiude il sistema brasiliano regolamentato delle criptovalute a soggetti non autorizzati, in quanto prevede il divieto di operazioni «che abbiano come controparti istituzioni o entità che forniscono servizi relativi agli asset virtuali e non sono autorizzate a operare nel Paese».
Queste modifiche entreranno in vigore il 1° ottobre 2026, data in cui scadrà il termine entro il quale i VASP dovranno ottenere l’autorizzazione a operare in Brasile. L’aumento degli oneri di conformità e dei requisiti patrimoniali ha già influito sulle operazioni: solo 5 VASP hanno presentato domanda di licenza per operare, il che fa presagire un importante processo di consolidamento nel settore delle criptovalute brasiliano.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












