Il Vietnam sta lanciando un quadro pilota nazionale per regolamentare le criptovalute, concentrandosi sulla tokenizzazione di beni reali per attrarre investimenti stranieri e stimolare la crescita economica.
Il Vietnam apre le porte alle criptovalute con una scommessa sulla tokenizzazione da 14.000 miliardi di dollari

Punti chiave
- Una risoluzione governativa del 2025 ha dato il via al quadro normativo pilota sulle criptovalute in Vietnam, limitando la tokenizzazione degli asset agli investitori stranieri.
- Il Boston Consulting Group stima che il valore globale dei beni tokenizzati raggiungerà i 14.000 miliardi di dollari, offrendo al Vietnam un notevole potenziale di crescita.
- La Commissione statale per i titoli ha approvato 5 candidati, richiedendo un capitale di 383 milioni di dollari per l’avvio delle piattaforme di scambio.
Quadro normativo e accesso degli investitori stranieri
Il Vietnam sta aprendo un nuovo canale per la raccolta di capitali e rafforzando le tutele per gli investitori attraverso un quadro normativo pilota per le criptovalute, allineandosi alle tendenze globali mentre i mercati internazionali inaspriscono le normative sugli asset digitali.
In base a una risoluzione governativa emanata nel settembre 2025, il Vietnam ha gettato le basi per il proprio progetto pilota nazionale sulle criptovalute. Il quadro normativo impone che le criptovalute emesse nel Paese siano garantite da asset reali — escludendo titoli e valute legali — e limita inizialmente le offerte esclusivamente agli investitori stranieri.
Questo sviluppo fa seguito alle precedenti iniziative delle autorità vietnamite volte a valutare la possibilità di vietare ai cittadini di effettuare operazioni su piattaforme estere di criptovalute. Le autorità di regolamentazione hanno sostenuto che limitare l’accesso straniero consentirebbe di sottoporre l’attività relativa alle criptovalute alla supervisione dello Stato, mantenendo al contempo i flussi di capitale e le commissioni di transazione all’interno del Paese.
Secondo un rapporto locale che cita esperti del settore, la misura consente alle imprese nazionali di tokenizzare beni tangibili e di attingere a un bacino globale di investitori. Tran Quy, direttore dell’Istituto vietnamita per lo sviluppo dell’economia digitale, ha affermato che il modello fa da ponte tra la tecnologia digitale e l’economia reale, frenando al contempo i token speculativi e privi di copertura grazie alla standardizzazione dei requisiti di valutazione e di informativa sugli asset.
L’iniziativa pone il Vietnam in una posizione favorevole per entrare in un mercato globale in rapida espansione. Secondo le stime del Boston Consulting Group, il mercato globale degli asset reali tokenizzati potrebbe superare i 14.000 miliardi di dollari entro il 2030.
Nguyen Thi Ngoc Quynh, direttrice del mercato vietnamita presso Republic e membro della GOE Alliance, ha osservato che la strategia cauta del Vietnam rispecchia l’inasprimento normativo nei principali mercati degli asset digitali, quali Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. Tuttavia, ha sottolineato che una maggiore chiarezza normativa e una ricerca approfondita sulle preferenze degli investitori stranieri saranno essenziali per un’adozione duratura.
Requisiti per la concessione delle licenze alle piattaforme di scambio
Intervenendo al Vietnam RWA Summit 2026, To Tran Hoa, vicedirettore permanente del Comitato per il mercato del trading di asset digitali presso la Commissione statale per i titoli, ha affermato che cinque società hanno superato la valutazione iniziale per la costituzione di exchange. Tuttavia, per ottenere l’autorizzazione definitiva, i richiedenti devono soddisfare gli standard di sicurezza dei sistemi informativi di Livello 4 e mantenere un capitale sociale minimo di circa 383 milioni di dollari (10 trilioni di dong vietnamiti).
Di pari passo con lo sviluppo del mercato, il Vietnam sta rafforzando la vigilanza sulla conformità. Il 16 luglio, il governo ha emanato un decreto che definisce le sanzioni amministrative per le violazioni del mercato delle criptovalute, comprese multe che vanno da circa 1.150 a 1.918 dollari per gli investitori nazionali che effettuano operazioni su piattaforme senza licenza.
Chiarendo i dubbi relativi all’applicazione del decreto — che entrerà in vigore il 1° settembre — Quy ha sottolineato che gli investitori nazionali non saranno soggetti a multe immediate. Ai sensi della Risoluzione 05, l’obbligo di operare esclusivamente tramite entità autorizzate diventerà vincolante sei mesi dopo il rilascio della prima licenza di borsa da parte del Ministero delle Finanze.
Gli analisti di mercato considerano l’imminente vigilanza normativa un passo fondamentale per la maturità del mercato locale. Nguyen The Minh, direttore della Divisione Investment Banking presso An Binh Securities Company, ha affermato che le piattaforme di scambio autorizzate offriranno agli investitori vietnamiti un ambiente di trading trasparente, ufficiale e sicuro, contribuendo al contempo a eliminare le piattaforme fraudolente.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












