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La Russia considera le criptovalute un rischio rilevante per la sovranità monetaria

L’ultima bozza del documento programmatico della Banca di Russia classifica le criptovalute e le stablecoin come rischi significativi per i mercati finanziari, citando le minacce alla sovranità monetaria, le potenziali perdite totali per gli investitori e il loro ruolo nel favorire i mercati ombra.

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La Russia considera le criptovalute un rischio rilevante per la sovranità monetaria

Punti chiave

  • La Banca di Russia ha inserito le criptovalute tra i rischi finanziari nella sua bozza di politica per il periodo 2027-2029.
  • In base alle nuove norme, gli investitori al dettaglio nazionali sono soggetti a un rigoroso limite annuale di circa 3.700 dollari per il trading di criptovalute.
  • Gli esportatori e gli importatori russi possono ora utilizzare il Bitcoin per regolare le transazioni commerciali transfrontaliere nel rispetto dei regimi giuridici vigenti.

La Banca Centrale individua i principali rischi legati alle criptovalute

La Banca di Russia ha classificato le criptovalute e le stablecoin come rischi significativi per i mercati finanziari nella sua ultima bozza di documento programmatico. Secondo un rapporto di Bits.media, la banca centrale ha espresso crescente preoccupazione riguardo alla possibilità che le valute digitali private possano minare il rublo russo e erodere la sovranità monetaria.

I funzionari sottolineano inoltre che gli investimenti in asset digitali decentralizzati comportano un elevato rischio di perdita totale, citando l’assenza di soggetti giuridicamente responsabili o di garanzie collaterali. Inoltre, la banca centrale ha avvertito che la natura transfrontaliera e decentralizzata delle criptovalute favorisce attività illecite e facilita l’espansione di mercati ombra al di fuori della portata dei divieti legali locali.

Per affrontare queste vulnerabilità, la banca centrale sta sollecitando misure di applicazione rigorose, sostenendo la responsabilità penale per le piattaforme o gli exchange senza licenza che facilitano la circolazione delle valute digitali, nonché severe sanzioni amministrative per gli operatori conformi che violino le regole di negoziazione stabilite. La presentazione del documento programmatico avviene proprio mentre la Russia si appresta a formalizzare il proprio settore delle criptovalute. Come riportato di recente da Bitcoin.com News, il Paese ha ufficialmente aperto il trading regolamentato di criptovalute a livello nazionale, fissando un limite massimo di circa 3.700 dollari all’anno per gli investitori al dettaglio tramite intermediari autorizzati. In base alle nuove norme, la Banca di Russia supervisionerà il mercato regolamentato delle criptovalute del Paese, richiedendo a exchange, broker e custodi di registrarsi come intermediari autorizzati.

Tuttavia, sebbene il documento programmatico possa essere visto come un ostacolo al trading o all’uso delle criptovalute, i funzionari sostengono che la strategia sia volta a proteggere il sistema finanziario nazionale sfruttando al contempo le risorse digitali a livello esterno.

La strategia a doppio binario

Sebbene il bitcoin e altre risorse digitali consentano agli importatori e agli esportatori russi di aggirare gli intermediari finanziari stranieri, la Banca di Russia rimane contraria all’uso delle criptovalute come moneta a corso legale o come metodo di pagamento quotidiano. Consentire un’adozione diffusa delle criptovalute o delle stablecoin sul territorio nazionale rischia di sostituire il rublo russo, indebolendo la capacità della banca centrale di controllare l’inflazione e gestire i tassi di interesse.

In base a una normativa che istituisce un regime giuridico sperimentale, la Russia consente ad alcune imprese selezionate di utilizzare le criptovalute, sotto la supervisione della banca centrale, per regolare i contratti di commercio internazionale. Al di fuori di questi canali sperimentali controllati, l’uso standard da parte dei privati, gli exchange senza licenza e i trasferimenti non verificati sono fortemente limitati per prevenire la fuga di capitali e l’evasione fiscale.

Inoltre, agenzie come Rosfinmonitoring hanno una visibilità diretta sulle transazioni in criptovaluta all’interno della Russia. Inoltre, le nuove normative richiedono ai contribuenti russi di fornire il proprio codice fiscale per detenere o negoziare asset tramite depositari digitali russi autorizzati.

La politica della Russia non è contraddittoria, ma piuttosto compartimentata: le criptovalute sono considerate uno strumento necessario per il commercio estero in presenza di sanzioni economiche, ma un rischio per la stabilità monetaria quando circolano liberamente all’interno dei confini nazionali.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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