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Bessent esorta il Senato a portare avanti il “Clarity Act” in vista del voto di martedì

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha esortato i senatori a portare avanti il CLARITY Act prima del voto procedurale previsto per martedì. Il provvedimento stabilirebbe norme federali in materia di asset digitali, ma le divisioni politiche irrisolte rendono incerto il suo iter al Senato.

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Bessent esorta il Senato a portare avanti il “Clarity Act” in vista del voto di martedì

Punti chiave

  • Bessent ha esortato i senatori a sostenere la mozione per procedere.
  • Il voto previsto per martedì richiede 60 voti e non costituisce l’approvazione definitiva.
  • La formulazione rivista non ha risolto le controversie relative alle disposizioni in materia di etica.

La spinta del Tesoro aumenta la pressione in vista del voto al Senato

La legislazione federale sugli asset digitali affronta martedì una prova procedurale decisiva dopo che il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha esortato i senatori a proseguire i negoziati e a sostenere il «Digital Asset Market Clarity Act del 2025», noto come CLARITY Act e contrassegnato con il numero H.R. 3633. In un post pubblicato il 9 settembre su X, Bessent ha esortato i legislatori a portare avanti la legislazione, presentando la misura come una priorità normativa e di sicurezza nazionale.

Il segretario al Tesoro ha collegato la legislazione alla leadership degli Stati Uniti e alla capacità del governo di combattere le attività illecite che coinvolgono le criptovalute. Bessent ha dichiarato: «Quando il Senato tornerà dalla pausa estiva, esorto vivamente tutti a rimanere al tavolo delle trattative, ad approvare la mozione per procedere e a portare avanti l’iter legislativo». Il segretario al Tesoro ha aggiunto:

«Non farlo invierebbe un segnale preoccupante sia ai nostri alleati che ai nostri avversari, indicando che l’America non è disposta ad assumere un ruolo guida sul futuro degli asset digitali ed è pronta a rinunciare a strumenti potenziati di sicurezza nazionale per combatterne l’uso improprio».

I sostenitori repubblicani hanno rapidamente amplificato la sua posizione in vista del voto previsto. La senatrice statunitense Cynthia Lummis (R-WY) ha esortato i legislatori a seguire la raccomandazione di Bessent, descrivendo la legislazione come bipartisan e sostenendo che proteggerebbe i consumatori, aiuterebbe le forze dell’ordine e manterrebbe negli Stati Uniti il settore in crescita delle risorse digitali.

Il voto di martedì apre il dibattito, non ne sancisce l’approvazione definitiva

L’azione di martedì determinerà se il Senato potrà procedere verso l’esame formale, piuttosto che se la legge diventerà effettiva. Il verbale ufficiale della chiusura del dibattito al Senato identifica l’H.R. 3633 come il CLARITY Act ed elenca la mozione per procedere presentata dal leader della maggioranza al Senato John Thune l’8 agosto. La chiusura del dibattito su tale mozione richiede 60 voti.

I repubblicani detengono 53 seggi al Senato, quindi i sostenitori hanno bisogno di almeno sette voti non repubblicani se tutti i repubblicani appoggiano la mozione. I senatori repubblicani hanno messo in dubbio le prospettive del CLARITY Act, sottolineando le trattative irrisolte sulle disposizioni etiche che coinvolgono un presidente e i suoi familiari più stretti, i quali sono coinvolti in attività legate alle criptovalute.

Il provvedimento è già stato approvato dalla Camera ed è passato alla Commissione bancaria del Senato. A maggio la commissione ha approvato l’H.R. 3633 con 15 voti a favore e 9 contrari, con il sostegno dei repubblicani e di due democratici.

Il testo rivisto cerca di colmare le divergenze negoziali

I repubblicani del Senato hanno pubblicato il 10 settembre una versione rivista del testo del CLARITY Act, mentre i legislatori cercavano di ottenere sostegno in vista del voto. La proposta definirebbe le responsabilità normative della Securities and Exchange Commission (SEC) e della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), stabilendo al contempo i requisiti per gli intermediari nel settore delle risorse digitali.

Le revisioni riguardano la registrazione della finanza decentralizzata, l’autorità delle cooperative di credito e i limiti relativi alle transazioni spot o in contanti di materie prime digitali. Tuttavia, le modifiche non hanno prodotto impegni pubblici sufficienti a confermare che la misura possa raggiungere i 60 voti. Anche Patrick Witt, consulente della Casa Bianca in materia di criptovalute, ha esortato i senatori di entrambi i partiti a sostenere questa fase procedurale. Witt ha dichiarato:

«Tutti i senatori, repubblicani e democratici, dovrebbero votare martedì per approvare il disegno di legge e consentire al processo legislativo di proseguire».

Se approvata, la legge CLARITY creerebbe percorsi di registrazione federali per le borse di materie prime digitali, i broker e gli operatori, imponendo al contempo obblighi di informativa, protezione dei beni dei clienti e tenuta dei registri. La misura sottoporrebbe le criptovalute idonee e altri asset basati su blockchain alla supervisione della Commodity Futures Trading Commission, preservando al contempo l’autorità della Securities and Exchange Commission sugli asset classificati come titoli.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.