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Dirigente di HIVE: le GPU dedicate all’IA generano un guadagno 10 volte superiore all’ora rispetto ai sistemi di mining

Il presidente esecutivo di HIVE, Frank Holmes, ha affermato che le GPU per l’elaborazione con intelligenza artificiale dell’azienda stanno generando ricavi orari di gran lunga superiori rispetto ai suoi impianti di mining di bitcoin, mentre il fatturato dell’azienda per l’anno fiscale 2026 è aumentato del 158%, raggiungendo i 297,8 milioni di dollari.

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Dirigente di HIVE: le GPU dedicate all’IA generano un guadagno 10 volte superiore all’ora rispetto ai sistemi di mining

Punti chiave

  • Il cluster di GPU per l’intelligenza artificiale di HIVE genera circa 2,90 dollari per ora di GPU, superando di gran lunga i circa 0,12 dollari all’ora del mining di bitcoin.
  • Il fatturato dell’azienda nell’anno fiscale 2026 è balzato del 158% a 297,8 milioni di dollari, mentre l’hashrate è aumentato del 290% raggiungendo i 22,2 EH/s.
  • L’unità BUZZ HPC di HIVE ha aumentato i ricavi legati all’IA del 94% a 19,5 milioni di dollari, con un hub di IA da 320 MW in arrivo a Toronto.

I calcoli alla base dell’affermazione “10 volte di più”

Holmes ha illustrato il confronto durante la serie Roundtable 100 all’inizio di questa settimana, sostenendo che la svolta di HIVE verso le infrastrutture di intelligenza artificiale (IA) ha aperto un flusso di ricavi che fa impallidire ciò che lo stesso hardware potrebbe guadagnare con il mining di bitcoin. Un cluster HIVE composto da 504 GPU Nvidia B200, in funzione presso l’infrastruttura AI di Bell Canada nel Manitoba, genera circa 2,90 dollari per GPU-ora, rispetto ai circa 0,12 dollari all’ora generati dagli impianti di mining di bitcoin di HIVE: un divario di oltre 20 volte secondo questo specifico parametro.

HIVE exec claims GPU's are earning more revenue BTC mining rigs.
Fonte immagine: X

Questo confronto è fondamentale per comprendere come Holmes abbia delineato la strategia di HIVE in vista della seconda metà dell’anno: anziché considerare l’elaborazione per l’IA e il mining di bitcoin come utilizzi concorrenti della stessa potenza e dello stesso hardware, l’azienda sta indirizzando una quota maggiore della propria spesa infrastrutturale verso l’attività a margine più elevato, pur mantenendo attiva la propria attività di mining.

Tale attività di mining rimane comunque consistente, dato che l’hashrate medio di HIVE per l’anno fiscale 2026 si è attestato a 22,2 exahash al secondo (EH/s), in crescita del 290% rispetto all’anno precedente, garantendo all’azienda circa il 3% dell’hashrate complessivo della rete Bitcoin. Nello stesso periodo, l’azienda ha estratto 2.885 BTC, più del doppio rispetto ai 1.414 BTC estratti nell’anno fiscale 2025.

Un bilancio diversificato

Il fatturato totale di HIVE per l’anno fiscale 2026 ha raggiunto i 297,8 milioni di dollari, con un aumento del 158% su base annua, mentre i ricavi derivanti dalle valute digitali, in particolare dal mining di bitcoin, sono cresciuti del 164%. La nuova divisione BUZZ HPC dell’azienda, che ospita le attività relative all’intelligenza artificiale e al calcolo ad alte prestazioni (HPC), ha generato ricavi pari a 19,5 milioni di dollari, in crescita del 94% rispetto ai 10 milioni di dollari dell’anno precedente.

La svolta verso l’intelligenza artificiale non è una novità per HIVE, dato che l’azienda aveva scommesso 70 milioni di dollari sui chip Nvidia circa tre anni fa, in un momento in cui la maggior parte del suo parco GPU era dedicato al mining di Ether, prima che il passaggio di quella rete al proof-of-stake eliminasse del tutto il mining tramite GPU. Holmes ha affermato che quella scommessa iniziale, inizialmente incentrata sul mining di Ethereum, ha dato alla sua azienda un vantaggio quando il boom del calcolo per l’IA ha creato una nuova domanda per lo stesso hardware.

Da allora, tale infrastruttura ha ottenuto il riconoscimento di soggetti esterni. Chardan Capital, ad esempio, ha avviato la copertura di HIVE il 27 luglio con un rating “Buy” e un obiettivo di prezzo di 7,50 dollari, il primo rating in assoluto assegnato alla società da un analista sell-side. HIVE ha inoltre siglato un accordo per il cloud basato su GPU del valore di circa 220 milioni di dollari con Bell e la società di IA Cohere, e ha raccolto 75 milioni di dollari tramite un’emissione di titoli destinate all’ulteriore potenziamento dell’infrastruttura per l’IA.

La scommessa più ambiziosa: un hub di IA da 320 MW

Il progetto più ambizioso di HIVE è un data center per l’intelligenza artificiale da 320 megawatt (MW) in fase di costruzione nell’area metropolitana di Toronto, progettato per ospitare, una volta completato, oltre 100.000 GPU. L’azienda ha dichiarato che la struttura potrebbe generare circa 360 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annualizzati una volta pienamente operativa nella seconda metà del 2027.

Detto questo, HIVE è ben lungi dall’essere l’unica a compiere questa svolta, poiché anche la società mineraria rivale MARA ha affermato che l’elaborazione per l’IA genera maggiori ricavi per unità di elettricità rispetto al mining di bitcoin, indirizzando così le scarse risorse energetiche verso contratti di IA e HPC. Analogamente, Hut 8 ha siglato un contratto di locazione per l’IA in Texas del valore di circa 9,8 miliardi di dollari, mentre Terawulf si è assicurata contratti per l’IA del valore di 12,8 miliardi di dollari, nell’ambito di una più ampia transizione tra le società di mining quotate in borsa, mentre i margini del mining di bitcoin si riducono e l’hashprice scende.

Tale pressione sui margini si è accentuata per tutto l’anno nel settore del mining, poiché la difficoltà di Bitcoin è stata adeguata ben 15 volte solo quest’anno; l’economia del mining è stata ulteriormente compressa man mano che un numero crescente di megawatt viene reindirizzato verso i clienti dell’IA e del cloud computing anziché verso nuove capacità di mining.

L’obiettivo a breve termine di HIVE è quello di decuplicare i ricavi ricorrenti derivanti dall’IA e dall’HPC rispetto ai livelli attuali entro la fine dell’anno fiscale, un traguardo che richiederebbe che l’impianto di Toronto e ulteriori contratti per il cloud GPU entrino in funzione sostanzialmente nei tempi previsti.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.