Gli operatori di Bitcoin hanno silenziosamente accumulato oltre 41 miliardi di dollari in contratti futures, mentre il mercato delle opzioni indica obiettivi di prezzo superiori di migliaia di dollari rispetto al livello effettivo di negoziazione del Bitcoin. A 64.711 dollari, il 5 agosto, il Bitcoin spot appare quasi conveniente rispetto alle scommesse che si stanno accumulando sul mercato dei derivati.
Le opzioni su Bitcoin segnano un "Max Pain" a 80.000 dollari mentre Wall Street fa incetta di titoli

Punti chiave
- Binance ha guidato i 41 miliardi di dollari in futures su BTC, mentre l’open interest del CME è balzato del 6,82% il 5 agosto.
- Newhedge.io ha mostrato che la basis dei futures su BTC è risalita al 4,3%; ora l’attenzione è rivolta alle scadenze del CME.
- Il «max pain» di Deribit e Binance è rimasto sopra i 69.000 dollari; le scadenze di agosto potrebbero mettere alla prova le scommesse rialziste.
Binance domina il campo di battaglia dei futures
Secondo le statistiche sui futures registrate mercoledì da Coinglass.com, Binance controlla la quota maggiore dell’open interest dei futures su Bitcoin. Il valore totale dei contratti ancora in essere è pari a 148.500 BTC, per un valore di 9,61 miliardi di dollari. Il CME si colloca al secondo posto con 102.840 BTC, pari a 6,66 miliardi di dollari, dopo aver registrato un balzo del 6,82% in un solo giorno. MEXC segue con 6,12 miliardi di dollari, mentre le piattaforme di criptovalute Bybit e Gate si attestano entrambe intorno alla soglia dei 4,5 miliardi di dollari.
L’impennata del CME rivela chi sta tornando in sordina
Il CME opera su una borsa statunitense regolamentata, il che lo rende la sede preferita dal capitale istituzionale. Il suo aumento giornaliero ha superato quello di quasi tutti i principali concorrenti, il tipo di movimento che di solito si verifica quando i grandi desk iniziano a ricostruire la propria esposizione. Questo dato spicca dopo che l’open interest totale dei futures su tutte le borse è crollato da circa 90 miliardi di dollari tra settembre e ottobre 2025, quando il bitcoin veniva scambiato sopra i 120.000 dollari, a circa 43 miliardi di dollari a giugno.

Su base annualizzata a tre mesi, secondo gli ultimi dati raccolti dalla società di analisi sul bitcoin Newhedge.io, il premio con cui i futures vengono negoziati rispetto al prezzo spot su base annualizzata è salito a circa il 4,3% su Binance, Deribit e OKX. Si tratta di una forte ripresa rispetto ai livelli vicini allo 0,3% registrati a fine aprile. Premi di questo tipo indicano solitamente che i trader sono disposti a pagare di più per assicurarsi un’esposizione futura, segnalando un miglioramento della fiducia senza tuttavia raggiungere i livelli a due cifre tipici dei mercati rialzisti in piena espansione.
I rialzisti delle opzioni hanno il sopravvento, ma la convinzione sembra debole
Nel mercato delle opzioni su bitcoin (BTC), i contratti call, che generano profitti se il bitcoin sale, ammontano a 254.394 BTC di open interest contro i 156.227 BTC delle opzioni put, creando un vantaggio di 62 a 38 a favore dei rialzisti. I nuovi posizionamenti dipingono un quadro diverso. Nelle ultime 24 ore, il volume delle opzioni call e put è stato suddiviso in modo quasi equo, a dimostrazione del fatto che i nuovi capitali sono titubanti, anche se le posizioni più datate rimangono orientate al rialzo.
L’open interest totale delle opzioni su bitcoin su tutte le borse è risalito verso i 36 miliardi di dollari, ma l’attività della stessa CME racconta una storia diversa. Il valore nozionale delle sue opzioni è sceso da circa 290 milioni di dollari dello scorso novembre a circa 50 milioni di dollari, mentre le opzioni put hanno costantemente superato in numero quelle call. La maggior parte delle posizioni si concentra inoltre su scadenze comprese tra uno e due mesi, il che suggerisce che i trader continuino a prorogare le scommesse a breve termine invece di spingersi più in là nel futuro.
Il «Max Pain» continua a puntare al di sopra del prezzo spot
Il "Max Pain" è il prezzo al quale la maggior parte delle opzioni scade senza valore; spesso, con l’avvicinarsi della scadenza, i prezzi tendono ad avvicinarsi a tale livello poiché sono gli emittenti delle opzioni a trarne il massimo vantaggio. Le statistiche mostrano attualmente che l’exchange di criptovalute OKX colloca il "Max Pain" di settembre e dicembre vicino ai 69.000 dollari.

Binance spinge tale obiettivo ancora più in alto, avvicinandosi agli 80.000 dollari intorno alla scadenza del 25 dicembre. Deribit mostra picchi vicini ai 69.700 dollari per settembre e dicembre, prima di scendere verso i 60.000 dollari entro la metà del 2027. Tutte le principali piattaforme di opzioni indicano ancora valori superiori all’attuale prezzo del bitcoin, pari a 64.711 dollari.
I trader che utilizzano la leva continuano ad alimentare il mercato
Le liquidazioni si verificano quando le posizioni con leva finanziaria vengono chiuse forzatamente perché le perdite superano la garanzia disponibile. Nell’ultimo mese, i dati di newhedge.io indicano che le posizioni lunghe su Binance hanno subito le perdite maggiori, con circa 70 milioni di dollari persi il 6 luglio e altri 65 milioni il 14 luglio. Anche le posizioni corte sono state colpite, con perdite comprese tra i 30 e i 40 milioni di dollari registrate il 9 e il 10 luglio. Entro il 1° agosto, sono scomparsi altri 50 milioni di dollari in posizioni lunghe, rafforzando la stessa lezione che si ripete in ogni fase di volatilità: il trading con leva eccessiva continua a subire perdite ingenti indipendentemente dalla direzione del mercato.
Le prossime scadenze settimanali e mensili del CME riveleranno se il «max pain» continuerà a salire e se la base dei futures rimarrà sopra il 4% o scenderà nuovamente. Questi due segnali hanno ripetutamente messo in luce se il posizionamento rialzista stia guadagnando terreno o stia semplicemente preparando la strada alla prossima ondata di liquidazioni.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.











