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Il CIO di Bitwise prevede un rafforzamento del trend rialzista delle criptovalute sulla base di 5 cambiamenti chiave

Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise, ritiene che nel 2026 sia più facile sostenere una visione rialzista sulle criptovalute rispetto ai cicli precedenti. La sua prospettiva riflette i cambiamenti strutturali che, a suo avviso, hanno reso più facile mantenere un atteggiamento ottimista.

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Il CIO di Bitwise prevede un rafforzamento del trend rialzista delle criptovalute sulla base di 5 cambiamenti chiave

Punti chiave

  • Hougan cita cinque fattori alla base di una prospettiva rialzista più facile da sostenere per le criptovalute nel 2026.
  • La regolamentazione della SEC e l’adozione delle stablecoin rafforzano la sua tesi più ampia.
  • I token legati ai ricavi e la pressione sul debito aggiungono un sostegno economico.

Cinque fattori ridisegnano le prospettive rialziste delle criptovalute

Cinque fattori strutturali offrono ora agli investitori nel settore delle criptovalute ragioni più fondamentali a sostegno di una prospettiva rialzista rispetto ai cicli precedenti, come ha spiegato Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise Asset Management, in un post pubblicato il 24 agosto su X. Ha messo a confronto il contesto attuale con quello del 2014, del 2018 e del 2022, anni in cui, secondo lui, era molto più difficile mantenere un atteggiamento ottimista.

Sottolineando che era «difficile essere ottimisti» nel 2014, nel 2018 e nel 2022, Hougan ha affermato:

«La cosa incredibile del 2026 è quanto sia facile essere ottimisti: progressi normativi, scalabilità delle stablecoin, l’ascesa della tokenizzazione, asset con ricavi reali e riacquisti, e una domanda di svalutazione».

Questa visione amplia un’argomentazione di mercato avanzata da Hougan il 1° luglio, mentre il bitcoin smaltiva la leva finanziaria accumulata durante la precedente fase rialzista. Egli aveva identificato la paura estrema, le valutazioni scontate e i tassi di finanziamento negativi come possibili segnali di fondo e aveva concluso che un nuovo mercato rialzista avrebbe potuto iniziare in autunno. Il suo ultimo post amplia tale argomentazione oltre il prezzo e il posizionamento, con il bitcoin che continua a essere scambiato ben al di sotto del suo massimo storico. Ciascuno di quegli anni presentava i propri ostacoli all’ottimismo, a partire dal fallimento nel febbraio 2014 di Mt. Gox, all’epoca uno dei più grandi exchange di bitcoin. La flessione del 2018 seguì il boom speculativo delle Initial Coin Offering (ICO) e l’intensificarsi del controllo normativo. Nel 2022, l’aumento dei tassi di interesse e i crolli di Terra, Celsius, Three Arrows Capital e FTX hanno innescato perdite diffuse e un processo di riduzione della leva finanziaria nel settore.

La regolamentazione e le stablecoin rafforzano le prospettive

Il processo normativo statunitense ha compiuto progressi grazie a una proposta della Securities and Exchange Commission (SEC) pubblicata il 18 agosto, sebbene il quadro normativo non sia stato ancora adottato. Il regolamento sui cripto-asset consentirebbe offerte idonee fino a 5 milioni di dollari nell’arco di quattro anni o 75 milioni di dollari in un periodo di 12 mesi. Si propone inoltre una clausola di salvaguardia condizionata per i contratti di investimento, con termine per l’invio dei commenti fissato al 20 ottobre. L’incertezza legislativa continua a offuscare i tempi di introduzione di norme complete sulla struttura del mercato statunitense, anche se le autorità di regolamentazione stanno portando avanti iniziative separate. Hougan aveva precedentemente sostenuto che le criptovalute potrebbero resistere a una bocciatura del CLARITY Act, ma non a un’incertezza prolungata. Ha inoltre descritto le stablecoin e la tokenizzazione come aventi raggiunto la “velocità di fuga”, il che significa che la loro adozione potrebbe proseguire senza dipendere da un singolo voto del Congresso.

Le stablecoin rappresentano uno degli indicatori più chiari a sostegno dell’argomentazione strutturale di Hougan, con un valore complessivo che supererà i 300 miliardi di dollari entro la metà del 2026. Le stablecoin sono criptovalute progettate per seguire l’andamento di asset di riferimento stabili, molto spesso il dollaro statunitense, supportando al contempo il trading, i pagamenti, le rimesse e i regolamenti.

La tokenizzazione, le entrate e il debito rafforzano la tesi

Anche la tokenizzazione sta passando dalla fase sperimentale a quella di infrastruttura finanziaria regolamentata in diversi mercati principali a livello mondiale. Le autorità statunitensi e britanniche hanno ampliato la cooperazione in materia di asset digitali, stablecoin, pagamenti e mercati tokenizzati, compresi gli sforzi volti a ridurre gli attriti transfrontalieri. I piani britannici riguardano le rappresentazioni basate su blockchain di titoli, depositi, garanzie e fondi, mentre le agenzie statunitensi continuano a sviluppare norme relative alle stablecoin e alla struttura del mercato. I ricavi forniscono un argomento di valutazione a sé stante per gli asset crittografici, che in precedenza si basavano in larga misura sulla crescita della rete e sull’adozione prevista. In un’analisi del 12 agosto sui ricavi e sui riacquisti nel settore delle criptovalute, Hougan ha scritto che Hyperliquid ha generato oltre 800 milioni di dollari lo scorso anno e ne ha destinato circa il 99% all’acquisto e al burn di HYPE. Ha citato Uniswap e Aave come altri progetti che adottano meccanismi simili.

Il deprezzamento della moneta completa l’argomentazione in cinque parti di Hougan, collegando la domanda di bitcoin all’aumento del debito sovrano e al calo della fiducia nella moneta governativa. Un modello di default sovrano elaborato da Bitwise Europe ha prodotto un valore equo indicativo del bitcoin pari a 224.000 dollari – non un obiettivo di prezzo – in un scenario in cui governi e aziende si preparano a contrarre prestiti per 29.000 miliardi di dollari nel 2026. Il risultato dipende dalle probabilità di default e dal valore delle obbligazioni sovrane assicurate.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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