SpaceX, di proprietà di Elon Musk, ha rinviato al venerdì 24 luglio il 13° volo di prova del suo razzo Starship, dopo che le condizioni meteorologiche hanno rischiato di compromettere le riprese dello scudo termico, di fondamentale importanza. Si tratta dell’ultimo contrattempo per un’azienda le cui azioni, da metà luglio, vengono scambiate al di sotto del prezzo di 135 dollari fissato in occasione dell’offerta pubblica iniziale (IPO).
La SpaceX di Musk rinvia a venerdì il 13° volo della Starship, mentre le azioni della società vengono scambiate a soli 118 dollari

Punti chiave
- SpaceX ha rinviato il 13° volo di prova di Starship al 24 luglio a seguito di un'interruzione del motore avvenuta il 16 luglio e di un annullamento dovuto alle condizioni meteorologiche.
- Le azioni SPCX sono scambiate al di sotto del prezzo di IPO di 135 dollari dal 17 luglio, con un calo di quasi il 23% dal debutto.
- La finestra di lancio di venerdì si aprirà alle 18:45 ET, con Starship pronta a lanciare 20 satelliti Starlink V3.
Terza battuta d’arresto in poco più di una settimana
SpaceX ha rinviato il 13° test di volo del suo razzo Starship a causa delle condizioni meteorologiche; il lancio è ora previsto per venerdì 24 luglio. Si tratta della terza interruzione in poco più di una settimana per il veicolo su cui Musk conta per trasportare, un giorno, gli astronauti sulla Luna e oltre.
I problemi sono iniziati il 16 luglio, quando diversi motori Raptor del Booster 20 non si sono accesi nell’ultimo secondo del conto alla rovescia. Musk ha descritto il guasto su X come un'interruzione automatica del lancio innescata dal mancato avvio di alcuni motori; gli ingegneri hanno quindi sostituito due dei motori Raptor del booster prima di autorizzare un nuovo tentativo.
Anche un tentativo successivo, il 23 luglio, è fallito, questa volta perché le telecamere a terra necessitavano di un cielo sereno per catturare immagini dettagliate delle piastrelle dello scudo termico di Starship durante l’ascesa (dati che SpaceX considera essenziali per dimostrare che il veicolo può essere riutilizzato).
Il tentativo riprogrammato di venerdì prevede una finestra di lancio di 90 minuti a partire dalle 18:45 ET (17:45 ora locale) dalla base Starbase dell’azienda nel sud del Texas. Se il volo avrà successo, il booster Super Heavy dovrebbe separarsi, eseguire una manovra di ritorno in orbita e ammarare nel Golfo del Messico, mentre lo stadio superiore di Starship disporrà 20 satelliti Starlink V3 (la sua prima consegna di un carico utile operativo) prima di tentare un rientro controllato e un ammaraggio nell’Oceano Indiano.
Un tesoro in Bitcoin a bordo
Per i lettori di Bitcoin.com News, la saga di Starship presenta una seconda trama che non ha nulla a che vedere con i razzi, ma riguarda piuttosto il bilancio di SpaceX. I documenti depositati presso le autorità di regolamentazione in vista del debutto della società al Nasdaq hanno rivelato che SpaceX detiene 18.712 BTC, una posizione valutata a circa 1,29 miliardi di dollari in un documento depositato il 20 maggio in relazione alla documentazione per l’IPO della società (una cifra sufficiente a collocare SpaceX tra i maggiori detentori aziendali di Bitcoin sui mercati statunitensi).
La consociata Tesla detiene a sua volta una riserva di bitcoin pari a 11.509 BTC, rimasta stabile nel corso del secondo trimestre, a fronte di una perdita da svalutazione di 112 milioni di dollari contabilizzata secondo i principi contabili standard.
Gli osservatori hanno classificato SpaceX come l’ottavo maggiore detentore di bitcoin tra le società quotate al momento del deposito della documentazione, ben dietro alla riserva di Strategy, pari a oltre 840.000 BTC, ma davanti alla maggior parte delle altre società del Nasdaq che hanno aggiunto bitcoin al proprio portafoglio a partire dal 2024. A differenza di Tesla, che detiene i propri bitcoin dal 2021 e li contabilizza secondo le norme contabili societarie standard, la posizione di SpaceX è diventata di dominio pubblico solo grazie agli obblighi di informativa previsti dall’IPO.
Un debutto burrascoso al Nasdaq
L’andamento azionario di SpaceX si è rivelato turbolento quasi quanto i suoi voli di prova. La società ha fissato il prezzo della sua IPO del 12 giugno a 135 dollari per azione, valutando SpaceX a circa 1,75 trilioni di dollari, ma le azioni SPCX sono scese al di sotto di quel prezzo di IPO per la prima volta il 17 luglio (il giorno dopo il tentativo di lancio fallito) e da allora sono rimaste in territorio negativo, con un calo di quasi il 23% da quando il titolo è entrato a far parte del Nasdaq-100. Inoltre, il titolo della società è attualmente scambiato a 118 dollari, oltre il 40% in meno rispetto al suo massimo storico di quasi 202 dollari.
Musk ha dichiarato dopo l’annullamento del 16 luglio che SpaceX avrebbe riprovato «si spera tra pochi giorni», e la società ha rispettato quasi alla lettera tale tempistica nonostante l’ulteriore ritardo dovuto alle condizioni meteorologiche. Un volo senza intoppi venerdì segnerebbe il primo dispiegamento riuscito da parte di Starship di un carico utile satellitare operativo, fornendo ai nuovi azionisti di SpaceX – molti dei quali hanno acquistato a un prezzo superiore a quello attuale – il segnale di affidabilità più chiaro finora. Fino ad allora, sia il razzo che il titolo rimangono a terra, al di sotto del livello di partenza.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.















