Strategy deve far fronte a circa 1,5 miliardi di dollari di dividendi annuali sulle azioni privilegiate a fronte di circa 477 milioni di dollari di ricavi derivanti dal software: un divario di flusso di cassa che, secondo Zach Pandl, responsabile della ricerca di Grayscale, rappresenta un problema di finanziamento e non un problema legato al bitcoin. PuntiKey Takeaways
Il responsabile della ricerca di Grayscale afferma che la strategia di Saylor si trova di fronte a una trappola di flusso di cassa da 1,5 miliardi di dollari, non a una legata al Bitcoin

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- <li><span style="font-weight: 400;">Strategy deve pagare circa 1,5 miliardi di dollari in dividendi annuali sulle azioni privilegiate a fronte di ricavi stimati per il 2025 pari a circa 477 milioni di dollari. </span></li>
- <li><span style="font-weight: 400;">A maggio, la società di Saylor ha venduto 32 BTC per 2,5 milioni di dollari, la sua prima vendita di bitcoin dal 2022, per finanziare i pagamenti. </span></li>
- <li><span style="font-weight: 400;">Il responsabile della ricerca di Grayscale lo definisce un problema di flusso di cassa, dato che il valore complessivo delle azioni privilegiate supera i 15 miliardi di dollari.</span></li>
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Un problema di flusso di cassa, non un problema legato alle criptovalute
In un podcast con la giornalista Laura Shin, il responsabile della ricerca di Grayscale (che su X pubblica con lo pseudonimo LowBeta) ha sostenuto che gli obblighi relativi alle azioni privilegiate di Strategy vanno intesi «come un problema di flusso di cassa, non come un problema legato alle criptovalute», aggiungendo:
«Il bitcoin non produce alcun rendimento. Se il prezzo non sale, ci sono solo due modi per pagare la cedola, e nessuno dei due è pulito».
È importante notare questa sua distinzione, dato che Strategy si è promossa come un puro proxy del bitcoin. Ma le obbligazioni che ora deve onorare sono denominate in dollari e hanno scadenze fisse, indipendentemente da dove venga scambiato il BTC.
Anche i numeri sono impressionanti. Strategy deve far fronte a circa 1,5 miliardi di dollari di obblighi di dividendi annuali relativi ai propri strumenti azionari privilegiati, tra cui STRC, il titolo privilegiato a tasso variabile “Stretch” che presenta un tasso annuo vicino all’11,5%, e STRK, che paga l’8%. A fronte di ciò, la sua attività nel settore del software ha generato circa 477 milioni di dollari di ricavi nel 2025, il che significa che gli obblighi di dividendi superano i ricavi in un rapporto di oltre tre a uno. La posizione di cassa della società offre una copertura limitata: la riserva di liquidità di Strategy, pari a circa 1 miliardo di dollari, copre meno di un anno di tali pagamenti. Inoltre, lo stock delle azioni privilegiate è cresciuto a dismisura, passando da circa 730 milioni di dollari all’inizio del 2025 a circa 15,5 miliardi di dollari a metà del 2026. Questa crescita, avvertono alcuni analisti, potrebbe alimentare una “spirale di morte” se la società continuasse a emettere nuove azioni per pagare i dividendi su quelle vecchie.
Vendita di Bitcoin per pagare le spese
Bitcoin.com News ha riportato di recente che Strategy ha venduto 32 BTC per circa 2,5 milioni di dollari a un prezzo medio di 77.135 dollari per moneta alla fine di maggio, la sua prima vendita di bitcoin dal 2022, per finanziare i dividendi delle azioni privilegiate. Il presidente Michael Saylor, da tempo sostenitore del credo del «non vendere mai», ha cercato di presentare la mossa come una pratica di routine, insistendo sul fatto che la società prevede di acquisire da 10 a 20 BTC per ogni unità venduta e dichiarando di voler rendere l’STRC il miglior strumento di credito al mondo.
I mercati non sono stati del tutto rassicurati e Strategy ha da allora sospeso il programma «at-the-market» attraverso il quale emette STRC (dopo che il titolo è sceso ben al di sotto della soglia dei 100 dollari che era stata progettata per mantenere).
Ciononostante, non tutti interpretano allo stesso modo la recente debolezza dello STRC perché, quando il titolo privilegiato è crollato al minimo intraday di 82,53 dollari, alcuni analisti hanno attribuito il calo a una cascata di liquidazioni innescata dalla leva finanziaria piuttosto che a una carenza di flussi di cassa, sostenendo che il bilancio di Strategy fosse rimasto intatto e che il dividendo potesse continuare a essere erogato.
La critica relativa al flusso di cassa smorza tale ottimismo perché, anche se oggi la cedola è coperta, il divario tra gli obblighi in dollari e i ricavi derivanti dal software si allarga ogni volta che la società emette nuove azioni privilegiate per coprire l’ultimo round.
Il problema del rendimento al centro della questione
Ogni argomentazione ribassista torna allo stesso punto, ovvero che il bitcoin non genera flussi di cassa. Una società che detiene azioni che pagano dividendi o obbligazioni fruttifere può onorare i propri obblighi grazie al reddito generato da tali attività. Strategy detiene un’attività che non produce nulla finché non viene venduta.
I modelli di Saylor suggeriscono che il bitcoin debba apprezzarsi solo di qualche punto percentuale all’anno per mantenere il sistema in funzione, ma tale ipotesi crolla proprio quando viene messa alla prova, ovvero durante le fasi di ribasso prolungate in cui il BTC è stabile o in calo e le cedole continuano a maturare.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















