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Il prezzo del Bitcoin torna a quota 79.000 dollari mentre l’open interest raggiunge i 140 miliardi di dollari

Martedì il Bitcoin ha registrato un forte calo, scendendo sotto i 79.000 dollari e toccando un minimo a metà mattinata di 78.600 dollari. Nonostante il calo, l’indice Crypto Fear and Greed è rimasto stabile a 74, segnalando che gli operatori considerano questo movimento un consolidamento piuttosto che una correzione.

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Il prezzo del Bitcoin torna a quota 79.000 dollari mentre l’open interest raggiunge i 140 miliardi di dollari

Punti chiave

  • Il Bitcoin è sceso a 78.600 dollari dopo aver toccato, poche ore prima, quota 81.255 dollari, il prezzo più alto dall’11 maggio.
  • Le "whales" hanno venduto 2 miliardi di dollari in BTC, ma i 140,9 miliardi di dollari di open interest mantengono il mercato pronto per un massiccio squeeze di liquidazione.
  • L’analista Aria Naka osserva che il sentiment sul BTC è in ritardo rispetto al prezzo, avvertendo i trader su X che il dubbio di solito precede le rotture significative.

Martedì il prezzo del Bitcoin ha registrato una nuova ondata di volatilità, azzerando quasi completamente i guadagni precedenti scendendo sotto i 79.000 dollari. Il calo si è verificato poche ore dopo aver toccato il massimo mensile di 81.255 dollari, un livello che non si vedeva dall’11 maggio.

Secondo i dati di mercato, il bitcoin è sceso a 78.600 dollari a metà mattinata, anche se il Crypto Fear and Greed Index si è mantenuto stabile a 74. Questo dato resiliente suggerisce che i trader considerino il calo come un normale consolidamento piuttosto che una correzione più profonda, nonostante gli avvertimenti in tal senso a seguito del forte rialzo del bitcoin. Infatti, alcuni operatori di mercato hanno liquidato i timori di una “bull trap”, attribuendo il calo di 3.000 dollari a una normale presa di profitto.

Tuttavia, i dati sui derivati indicano una configurazione di leva finanziaria ad alto rischio in vista. L’analisi di DXT Calls and Tools suggerisce che i trader si concentrino sui cluster di liquidità piuttosto che sui semplici numeri tondi. Evidenziando un denso cluster di posizioni corte di recente apertura, l’analisi suggerisce che la riconquista di questa zona potrebbe innescare un brusco “short squeeze”, estendendo i guadagni registrati nell’ultima settimana.

D’altra parte, l’elevata concentrazione di ordini long tra i 77.300 e i 78.000 dollari significa che un calo al di sotto dei 79.000 dollari rischia di innescare una cascata di liquidazioni in questa fascia di prezzo più bassa. Con l’open interest che si attesta a 140 miliardi di dollari e le liquidazioni nelle ultime 24 ore in aumento del 128%, il mercato è caratterizzato da una leva massima e da una fragile convinzione, conclude l’analisi, lasciando così il prezzo del bitcoin pronto a seguire le liquidazioni in qualunque direzione si apra per prima.

Questa volatilità guidata dal sentiment riflette un modello storico più ampio evidenziato dall’analista Aria Naka, la quale osserva che la narrativa di mercato e il sentiment della massa sono costantemente in ritardo rispetto alla struttura tecnica. Come sottolinea Naka, il picco di certezza di solito arriva dopo che il prezzo si è già mosso, rendendo i titoli dei giornali una guida inaffidabile durante la compressione della volatilità.

«L’attuale configurazione è interessante perché il mercato si sta nuovamente avvicinando a una zona psicologica critica. Una riconquista sostenuta al di sopra della recente struttura di resistenza potrebbe confermare un minimo più alto e riaprire la strada verso i precedenti massimi significativi. Il mancato mantenimento della zona di recupero esporrebbe invece un supporto più profondo e potrebbe potenzialmente azzerare nuovamente il sentiment», ha spiegato Naka in un post su X.

Al momento della stesura di questo articolo (12:45 p.m. EST), il bitcoin si manteneva nella fascia dei 79.000 dollari e sembrava pronto per un’altra fase rialzista.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.