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Il Bitcoin viene scambiato a circa 61.300 dollari dopo la settimana peggiore dall'esplosione di FTX, che ha spazzato via 390 miliardi di dollari dal mercato delle criptovalute

Il Bitcoin ha registrato la sua peggiore performance settimanale dal crollo di FTX del 2022, scendendo sotto i 60.000 dollari in un crollo che ha spazzato via circa 390 miliardi di dollari dal valore di mercato delle criptovalute. Punti

Key Takeaways

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Il Bitcoin viene scambiato a circa 61.300 dollari dopo la settimana peggiore dall'esplosione di FTX, che ha spazzato via 390 miliardi di dollari dal mercato delle criptovalute
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  • <li><span style="font-weight: 400;">Il Bitcoin ha perso circa il 17,3% nella settimana terminata il 6 giugno, mentre l'Ether è sceso del 22%, registrando i cali più marcati per entrambi gli asset dal novembre 2022. </span></li>
  • <li><span style="font-weight: 400;">Sono andati persi circa 390 miliardi di dollari di valore e sono state liquidate posizioni con leva finanziaria per un valore di quasi 7 miliardi di dollari. </span></li>
  • <li><span style="font-weight: 400;">Gli investitori hanno ritirato circa 5,5 miliardi di dollari dagli ETF spot sul Bitcoin statunitensi in 13 giorni consecutivi di deflussi.</span></li>
  • </ul>
  • <p><span style="font-weight: 400;">

Un calo senza precedenti dal 2022

Il Bitcoin ha chiuso uno dei periodi più difficili degli ultimi anni, registrando un calo di circa il 17,3%, mentre l'Ether è sceso di circa il 22%, i cali settimanali più consistenti per entrambi dal novembre 2022, quando l'implosione dell'exchange FTX di Sam Bankman-Fried ha scatenato il panico in tutto il mercato. Il calo del Bitcoin sotto i 60.000 dollari ha coronato un periodo che ha spazzato via circa 390 miliardi di dollari dal mercato totale delle criptovalute, secondo i dati citati da Bloomberg.

Bitcoin Trades Near $61,130 After Worst Week Since FTX Collapse Wipes $390 Billion From Crypto
I dati mostrano la peggiore performance di prezzo del Bitcoin su 7 giorni in oltre 1.300 giorni

Il danno è stato amplificato dalla leva finanziaria, poiché durante la svendita sono state liquidate posizioni con leva finanziaria per quasi 7 miliardi di dollari, accelerando il movimento al ribasso mentre le vendite forzate si propagavano a cascata nei mercati dei derivati. In una nota pubblicata da Bloomberg, gli analisti hanno avvertito che il dolore potrebbe non essere finito, aggiungendo:

"Le forze attualmente in gioco sembrano quasi innocue al confronto, ma questo sta destando preoccupazione tra gli analisti, che avvertono che il modesto rimbalzo del token potrebbe rivelarsi di breve durata."

Diverse pressioni si sono concentrate contemporaneamente, con quella più pesante rappresentata dai deflussi inarrestabili dagli exchange-traded fund (ETF) spot. A questo punto, gli investitori hanno ritirato circa 5,5 miliardi di dollari dagli ETF spot su bitcoin quotati negli Stati Uniti in 13 giorni consecutivi di rimborsi netti, prosciugando una fonte chiave di domanda che aveva sostenuto i prezzi per gran parte del ciclo.

Inoltre, all'inizio di questa settimana, Bitcoin.com News ha riportato che gli ETF su bitcoin hanno registrato 1,72 miliardi di dollari nel loro secondo maggiore deflusso settimanale dal lancio, con lo sviluppo in parte attribuito alla vendita di bitcoin da parte di Strategy, che ha intaccato la fiducia tra gli acquirenti istituzionali che avevano assorbito l'offerta fino al 2026.

A questo si sono aggiunte le forze macroeconomiche, poiché i dati positivi sull'occupazione negli Stati Uniti e il conflitto irrisolto tra Stati Uniti e Iran hanno spinto gli operatori ad abbandonare le scommesse sui tagli dei tassi da parte della Federal Reserve e persino a scontare la possibilità di aumenti. Allo stesso tempo, il capitale si è spostato anche verso i titoli legati all'intelligenza artificiale (AI) e ai data center, suggerendo che gli investitori vedono in questi settori catalizzatori a breve termine più chiari rispetto alle criptovalute.

Il fondo è stato toccato?

La rapidità del calo ha diviso gli analisti: alcuni sostengono che il peggio potrebbe essere passato, indicando la riduzione della leva finanziaria e quel tipo di capitolazione che spesso segna i minimi locali, mentre altri vedono fragilità strutturali (scarsa liquidità, rimborsi di ETF e concorrenza per il capitale di rischio) che espongono il bitcoin a un ulteriore ribasso prima di qualsiasi ripresa duratura.

Inoltre, con oltre la metà di tutti i bitcoin ora detenuti in perdita, il mercato si trova in un territorio che storicamente ha preceduto i minimi, ma alcuni indicatori suggeriscono che le vendite non hanno raggiunto i livelli di massima capitolazione osservati nei cicli passati. Tutti gli occhi sono ora puntati sul BTC e sulla sua capacità di rimanere al di sopra della fascia dei 60.000 dollari per un periodo di tempo prolungato.