I fondi in Bitcoin hanno registrato un deflusso di 465 milioni di dollari nel corso delle due sessioni della scorsa settimana, nonostante la liquidità complessiva negli Stati Uniti abbia continuato ad aumentare fino a raggiungere i 5,92 trilioni di dollari, lasciando l’asset confinato in un ristretto intervallo compreso tra 63.700 e 65.500 dollari. Questo divario indica una riduzione della leva finanziaria piuttosto che un cambiamento nelle convinzioni degli investitori.
Il Bitcoin torna a quota 65.500 dollari, ma la volatilità persiste mentre la liquidità negli Stati Uniti raggiunge i 5,92 trilioni di dollari

Punti chiave
- Gli ETF spot sul bitcoin statunitensi hanno perso 465 milioni di dollari in un arco di 48 ore la scorsa settimana, interrompendo una serie di afflussi durata sette giorni.
- La liquidità netta negli Stati Uniti è salita a 5,92 trilioni di dollari, nonostante la riserva di reverse repo della Federal Reserve si avvicini allo zero.
- Saeed Al-Marri di Ethra Invest afferma che le posizioni lunghe vengono liquidate in un rapporto di sei a uno, in vista della pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) del 12 agosto.
Si interrompe una serie positiva
Il bitcoin viene scambiato a circa 65.300 dollari, mentre gli ETF spot sul bitcoin statunitensi hanno registrato deflussi complessivi pari a 465 milioni di dollari il 23 e il 24 luglio. I rimborsi hanno raggiunto i 225,1 milioni di dollari il primo giorno e i 240,08 milioni di dollari il secondo, ponendo fine a una serie di sette sessioni che aveva attirato quasi 1 miliardo di dollari nella settimana precedente.
I prelievi non sono stati sufficienti a invertire in negativo la tendenza generale, nonostante un modesto afflusso netto di 33,79 milioni di dollari per la settimana nel suo complesso; ciò significa che le vendite di fine settimana hanno azzerato gran parte, ma non tutto, dello slancio precedente. Il Bitcoin stesso ha assorbito i deflussi senza particolari scossoni, oscillando per un certo periodo tra i 63.700 e i 65.400 dollari prima di attestarsi vicino ai 65.000 dollari.
Inoltre, vale la pena sottolineare che gli ETF spot sul bitcoin statunitensi hanno perso oltre 160.000 BTC dal loro picco di ottobre 2025, il calo annuale più consistente dal lancio dei prodotti nel gennaio 2024.
La leva finanziaria, non un'uscita, alla base del calo
L’amministratore delegato di Ethra Invest, Saeed Al-Marri, ha affrontato un andamento simile all’inizio di questo mese, dichiarando a Forbes che i ribassi del bitcoin sono stati determinati da vendite forzate piuttosto che da un ritiro generalizzato dall’asset. Ha aggiunto:
«In questo momento, le posizioni lunghe vengono liquidate sei volte più spesso di quelle corte (6 a 1), il che indica che si tratta di scommesse rialziste che vengono spazzate via, non di un’uscita generalizzata dall’asset».
I dati confermano la sua tesi, dato che un calo registrato a metà luglio ha azzerato 73,15 milioni di dollari di posizioni in bitcoin in un solo giorno, di cui 62,63 milioni provenienti da trader con posizioni lunghe contro appena 10,52 milioni da posizioni corte: un rapporto di circa sei a uno che corrisponde all’interpretazione di Al-Marri.
Il quadro macroeconomico complica ulteriormente l’interpretazione ribassista, poiché la liquidità netta statunitense – una misura della liquidità disponibile per affluire verso gli asset di rischio una volta che il bilancio della Federal Reserve, il Conto Generale del Tesoro e le operazioni di reverse repo (RRP), è salita a circa 5,92 trilioni di dollari, con un aumento di oltre il 3% nelle ultime 12 settimane.

Gli analisti che monitorano settimanalmente questo indicatore collocano il dato attuale all’80° percentile di tutte le osservazioni settimanali dal 2003, un livello storicamente associato a condizioni finanziarie più espansive, non più restrittive.
Lo strumento di reverse repo, un tempo un cuscinetto in grado di assorbire trilioni di liquidità in eccesso, si è quasi esaurito. I volumi delle operazioni RRP overnight sono scesi a poche centinaia di milioni di dollari nelle recenti operazioni, una frazione del picco di 2,37 trilioni di dollari raggiunto dallo strumento nel settembre 2022. Con la scomparsa di tale cuscinetto, la liquidità in eccesso non ha ora altra destinazione se non quella di confluire direttamente nei mercati, compresi il bitcoin e altri asset di rischio, anziché essere depositata overnight presso la Fed. Il prossimo test previsto per verificare questa strategia è fissato per il 12 agosto, quando il Bureau of Labor Statistics pubblicherà il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) relativo a luglio. Gli operatori hanno indicato questo dato come il catalizzatore più probabile per il prossimo movimento concreto del bitcoin, poiché un dato sull’inflazione elevato spingerebbe la Federal Reserve a mantenere i tassi più alti più a lungo, inasprendo proprio quelle condizioni di liquidità che hanno sostenuto il mercato per tutto questo mese.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















