Il 30 giugno il Bitcoin è sceso sotto i 58.000 dollari, chiudendo il suo peggior trimestre degli ultimi anni: le vendite di fine trimestre, i continui deflussi dagli ETF e le nuove preoccupazioni relative al cambio di rotta di Strategy Inc. hanno trascinato il token a una perdita del 34% da inizio anno.
Il Bitcoin scende sotto i 58.000 dollari mentre le vendite di fine trimestre e i timori legati alle strategie aggravano le perdite del 2026

Punti chiave
- Il 30 giugno il Bitcoin è sceso sotto i 58.000 dollari, scendendo per la prima volta sotto i 60.000 dollari dal 2024 e portando le perdite del 2026 al 34%.
- La revisione del piano di finanziamento di Strategy, il trasferimento di 950 milioni di dollari dal portafoglio Mt. Gox e i continui deflussi dagli ETF hanno alimentato il calo.
- L’andamento del terzo trimestre dipenderà dalla stabilizzazione della domanda spot.
Un giugno brutale conclude un semestre in perdita
Il Bitcoin ha iniziato giugno con un prezzo superiore ai 73.500 dollari, per poi perdere oltre il 20% nel corso del mese. Ieri ha chiuso a 58.400 dollari, portando le perdite del 2026 al 34% e la sua capitalizzazione di mercato al di sotto di 1,2 trilioni di dollari. Il calo ha segnato la prima volta dal 2024 in cui il bitcoin è stato scambiato sotto i 60.000 dollari, e si attesta a circa il 50% al di sotto del massimo storico (ATH) di 126.000 dollari raggiunto all’inizio di ottobre 2025.
Nelle 24 ore precedenti, le vendite forzate hanno azzerato circa 91,5 milioni di dollari di posizioni lunghe a fronte di soli 12,7 milioni di dollari di posizioni corte, un rapporto sbilanciato che rivela quanto fortemente i trader avessero scommesso su un rimbalzo.

Gran parte delle vendite di martedì è riconducibile a Strategy Inc. (Nasdaq: MSTR), il maggiore detentore aziendale di bitcoin. Bloomberg ha riferito che gli investitori hanno revocato la fiducia inizialmente accordata alla riorganizzazione finanziaria guidata dal cofondatore Michael Saylor, poiché l’attenzione si è spostata sulla nuova flessibilità della società di vendere bitcoin e dare priorità alla gestione del bilancio rispetto all’accumulo incessante.
Strategy aveva precedentemente reso nota la sua prima vendita in assoluto di questa risorsa, destabilizzando i detentori che da tempo consideravano l’azienda un acquirente permanente. A peggiorare la situazione, gli ETF (Exchange Traded Fund) spot sul bitcoin hanno registrato l’ottavo giorno consecutivo di deflussi, mentre un portafoglio collegato alla defunta piattaforma di scambio Mt. Gox ha trasferito circa 953 milioni di dollari in BTC, alimentando i timori relativi all’offerta.
Venti contrari a livello macroeconomico e un divario crescente con le azioni
Le condizioni generali non hanno offerto grande sollievo, poiché l’inflazione persistente e un dollaro più forte hanno allontanato ulteriormente le aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, indebolendo la domanda di attività rischiose. La correzione ha inoltre messo in evidenza il netto disaccoppiamento delle criptovalute dai titoli azionari, con l’indice Nasdaq Composite che ha guadagnato oltre il 12% nello stesso periodo di sei mesi (e il 21% nel secondo trimestre) in cui il bitcoin ha perso circa un terzo del suo valore.

L’economia delle criptovalute ha chiuso giugno appena sopra i 2,1 trilioni di dollari, in calo rispetto al picco di 4,3 trilioni raggiunto all’inizio di ottobre 2025. L’inversione di tendenza è stata rapida e generalizzata, con pochi settori del mercato risparmiati mentre la leva finanziaria veniva smobilizzata e gli acquirenti facevano un passo indietro.
Gli analisti rimangono divisi su ciò che accadrà in seguito: alcuni ritengono che un pullback e posizioni ribassiste estreme abbiano storicamente preceduto i rimbalzi, mentre i ribassisti sottolineano che i persistenti deflussi dagli ETF e i segnali contrastanti di accumulo/vendita di Strategy hanno eliminato due delle fonti di domanda più affidabili del mercato.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















