Una startup di San Francisco sostiene di aver trasformato il mercurio in oro vero, superando di dieci volte il tasso di produzione del CERN. Questa impresa nel campo del nucleare arriva in un momento in cui l’oro viene scambiato a poco meno di 4.000 dollari l’oncia, circa il 26% in meno rispetto al picco raggiunto a gennaio, sollevando interrogativi sulla sua futura scarsità.
Incubo per gli appassionati d’oro: una macchina che stampa oro

Punti chiave
- Marathon Fusion sostiene di aver convertito il mercurio in oro stabile, superando di dieci volte il tasso di produzione del CERN.
- Il 23 ottobre l’oro ha chiuso a circa 3.996 dollari, circa il 26% in meno rispetto al picco raggiunto a gennaio, in un contesto di generale debolezza del mercato.
- Secondo le stime del World Gold Council, le riserve di oro disponibili ammontano a 222.600 tonnellate, una cifra che fa impallidire la produzione di laboratorio.
Marathon Fusion annuncia una svolta nella produzione dell’oro
Marathon Fusion ha annunciato questa settimana di aver dimostrato un processo per convertire il mercurio in oro stabile, utilizzando reazioni nucleari anziché la mitica alchimia perseguita dagli alchimisti medievali.

L’azienda, fondata nel 2023, ha condiviso le misurazioni dei raggi gamma che, secondo quanto affermato, avvalorano l’esperimento. Tuttavia, secondo diverse fonti, tra cui il Financial Times (FT), Marathon Fusion non ha rivelato quanta quantità di oro abbia prodotto, a quale costo, né se i risultati siano stati verificati in modo indipendente.
La fisica non è fantascienza. La ricerca di Marathon del luglio 2025 proponeva di bombardare il mercurio-198 con neutroni ad alta energia all’interno di un reattore a fusione, creando mercurio-197, che successivamente decade in oro-197, l’isotopo stabile presente in gioielli, monete e nei caveau delle banche centrali. Le sue simulazioni prevedevano circa due tonnellate di oro all’anno per ogni gigawatt di potenza termica da fusione. Si tratta di una produzione industriale teorica, non di una produzione dimostrata.
L’esperimento sull’oro del CERN stabilisce un punto di riferimento microscopico
L’affermazione di Marathon di aver superato il CERN di 10 volte sembra straordinaria finché non entra in gioco il punto di riferimento originale. Nel 2025, i ricercatori del CERN hanno riferito che le collisioni di piombo al Large Hadron Collider hanno generato circa 86 miliardi di nuclei d’oro tra il 2015 e il 2018. La loro massa complessiva ammontava a soli 29 picogrammi, ovvero 29 trilionesimi di grammo.

Anche moltiplicando tale quantità per 10 si ottengono solo 290 picogrammi, sebbene il confronto sul tasso di produzione effettuato da Marathon non indichi la sua produzione effettiva. Nessuno dei due esperimenti ha dimostrato una produzione di oro commercialmente sostenibile. I sottoprodotti radioattivi, le costose attrezzature e la complessa separazione degli isotopi rappresentano ulteriori ostacoli.
L’oro viene scambiato sotto i 4.000 dollari mentre emergono dubbi sull’offerta
L’affermazione scientifica arriva in un momento difficile per gli investitori in oro. Il metallo prezioso ha chiuso venerdì 23 ottobre a circa 3.995 dollari per oncia troy, in calo di circa lo 0,7% nella giornata e del 4% nel corso della settimana. Il quadro mensile appare altrettanto scoraggiante, con l’oro che ha perso circa il 6,5%–7% negli ultimi 30 giorni e circa il 7,5%–8,5% dall’inizio del 2026.

I prezzi dell’oro hanno registrato un calo di circa il 26% rispetto al picco raggiunto a fine gennaio, compreso tra i 5.400 e i 5.600 dollari, sotto la pressione dei rendimenti elevati dei titoli del Tesoro, dell’aumento dei prezzi del petrolio e delle aspettative di una politica restrittiva prolungata da parte della Federal Reserve. Nonostante le recenti vendite, l’oro rimane comunque in rialzo di oltre il 120% su un orizzonte quinquennale. Nel frattempo, il World Gold Council stima le riserve in superficie a circa 222.600 tonnellate, che rappresentano all’incirca 60 anni dell’attuale produzione mineraria annuale.
La produzione mineraria globale ha raggiunto circa 3.672 tonnellate nel 2025. Per eguagliare tale offerta annuale attraverso il processo proposto da Marathon sarebbero necessari circa 1.800 gigawatt di capacità di fusione termica, ipotizzando che le rese teoriche rimangano invariate.
Gli impianti di fusione commerciali non operano ancora su tale scala e la redditività dell’oro sintetico rimane da dimostrare. Anche se il processo dovesse alla fine diventare commercialmente sostenibile, il metallo ottenuto sarebbe chimicamente indistinguibile dall’oro estratto naturalmente.
I sostenitori del Bitcoin prendono in giro gli appassionati dell’oro per la svolta di Marathon Fusion
I sostenitori del Bitcoin, nel frattempo, hanno colto l’occasione dell’annuncio di Marathon per stuzzicare i sostenitori di lunga data dell’oro, sostenendo che la capacità di produrre oro metta a nudo una debolezza fondamentale nella narrativa sulla scarsità del metallo prezioso. Alcuni hanno fatto paragoni con i diamanti sintetizzati in laboratorio, mentre altri hanno scherzato sul finanziamento della ricerca sulla fusione per minare il premio monetario dell’oro. I diamanti veri, formati in natura, hanno subito un calo di valore del 50% dall’introduzione dei diamanti di laboratorio.

La discussione ha anche riacceso la nota rivalità tra i sostenitori del bitcoin e il difensore dell’oro Peter Schiff, con i sostenitori del bitcoin che sottolineano il limite di offerta di 21 milioni di monete della rete come elemento distintivo. I difensori dell’oro ribattono che la produzione teorica e quella economicamente sostenibile sono due cose completamente diverse, lasciando ben lungi dall’essere risolto l’annoso dibattito su quale asset rappresenti la moneta più solida.
Per ora, la sfida immediata per l’oro proviene dai mercati finanziari, non dall’alchimia nucleare. La vera domanda è se la produzione di un’oncia commerciabile costerà mai meno che acquistarne una.
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Leggi ora: Chamath Palihapitiya: Bitcoin a zero dopo anni di previsioni rialzisteQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















