Il 23 ottobre il prezzo spot dell’oro è sceso sotto i 4.000 dollari l’oncia, a seguito di un’ondata di vendite che in un solo giorno ha fatto perdere al mercato dell’oro e dell’argento circa 1.000 miliardi di dollari.
Oro sotto 4.000 dollari, il messaggio di Peter Brandt a Peter Schiff

Punti chiave
- Il 23 ottobre l’oro è sceso a circa 3.986 dollari, dopo che il giorno precedente l’argento aveva registrato un calo del 5,8% e l’oro del 2,8%.
- Peter Brandt ha avvertito che l’oro potrebbe azzerare l’intero rialzo registrato nel 2025, sferrando un attacco diretto al sostenitore dell’oro Peter Schiff.
- Gli operatori tengono ora d’occhio la riunione della Fed del 27-28 ottobre, con il CME FedWatch che attribuisce una probabilità del 90% circa a un rialzo dei tassi a dicembre.
Il dato cruciale
Venerdì mattina in Asia l’oro veniva scambiato a 3.998,72 dollari, in calo dello 0,63% rispetto alla giornata precedente, e ha toccato brevemente un minimo intraday vicino ai 3.986 dollari. Ciò ha lasciato il metallo prezioso a circa il 22% al di sotto del record di 5.110,50 dollari stabilito il 26 gennaio.
Il crollo è iniziato giovedì, quando l’argento ha perso il 5,8% e l’oro il 2,8%, portando il valore di mercato perso da quest’ultimo a circa 810 miliardi di dollari e quello del primo a oltre 190 miliardi di dollari. Il platino ha perso il 4%, il palladio il 3,7% e il rame il 2,8%. Venerdì mattina, gli analisti stimavano che il crollo registrato nei due giorni ammontasse a oltre 1,3 trilioni di dollari, con l’argento al livello più basso degli ultimi 11 mesi.
La tendenza iniziata giovedì
Due fattori principali hanno colpito contemporaneamente:
- il petrolio ha registrato un’impennata a causa dei timori di guerra con l’Iran, con il Brent in rialzo di circa il 3,8% a 112,92 dollari, il che ha riacceso i timori di inflazione.
- Gli operatori sui futures hanno reagito scommettendo su un aumento dei tassi e i dati del CME FedWatch hanno indicato una probabilità vicina al 90% di un rialzo da parte della Federal Reserve a dicembre, un peso notevole su un asset che non offre alcun rendimento.
Allo stesso tempo, i titoli legati all’intelligenza artificiale hanno subito un crollo, con il Nasdaq che ha registrato la giornata peggiore da giugno e l’S&P 500 quella peggiore da luglio. Normalmente, un crollo dei titoli spinge gli investitori verso l’oro, ma questa volta hanno invece acquistato titoli del Tesoro.
Il rendimento dei titoli a 10 anni è sceso di circa 17 punti base al 4,96% e i rendimenti corretti per l’inflazione si sono attenuati, eppure l’oro ha comunque registrato un calo. Gli analisti hanno indicato le vendite forzate come una causa plausibile, sebbene abbiano osservato che l’entità delle liquidazioni «rimane da verificare».
Brandt contro Schiff
Il trader veterano Peter Brandt non ha potuto fare a meno di esprimere la propria opinione sugli sviluppi sopra citati. Ha pubblicato un grafico dei futures sull’oro, affermando di «non voler fare previsioni», ma che, se il calo dovesse continuare, «l’intero rialzo del 2025 verrebbe azzerato». Ha poi taggato direttamente Schiff, aggiungendo:
Questo non sarebbe in linea con il tuo [Schiff’s] sceneggiatura.
Quando un follower gli ha chiesto quali fossero i tempi, Brandt ha risposto «Forse da 3 a 5 anni», mentre in un’altra risposta ha affermato che c’è «un’ottima probabilità» che il rialzo delle materie prime sia «diretto al macello».
Meno di una settimana fa, Schiff aveva detto ai suoi follower che «l’oro a 4.145 dollari è un regalo». Chiunque abbia seguito quel consiglio ha ora perso circa il 3,5%.
Il ruolo del Bitcoin in tutto questo
Neanche il Bitcoin ha offerto riparo, dato che giovedì il suo prezzo è sceso sotto gli 81.000 dollari nonostante afflussi per oltre 1 miliardo di dollari nei fondi negoziati in borsa (ETF). Allo stato attuale, il Bitcoin è in calo del 4,1% nella giornata, contro il -2,3% dell’oro (in quel momento).
Sull’intero anno, però, il confronto è più serrato di quanto vorrebbe il campo dell’oro. L’oro ha chiuso il 2025 vicino ai 4.354 dollari e il bitcoin vicino agli 87.498 dollari. A 4.000 dollari, l’oro registra un calo di circa l’8% nel 2026. A 81.000 dollari, il prezzo del bitcoin registra un calo di circa il 7,4%. La strategia di Schiff, da tempo incentrata sul “vendere bitcoin, comprare oro”, risulta sostanzialmente invariata sull’anno dopo la giornata di giovedì.
Tre livelli da tenere d’occhio
Gli analisti tecnici stanno monitorando tre livelli dell’oro in vista della riunione della Fed del 27-28 ottobre:
- 4.198,93 dollari, la resistenza che l’oro deve riconquistare per poter dichiarare conclusa la fase di ribasso.
- Da 3.924 a 3.942 dollari, la prossima zona di supporto al di sotto della soglia dei 4.000 dollari.
- 3.754 $, l’obiettivo al ribasso qualora tale supporto dovesse cedere.
La decisione della Fed della prossima settimana e i dati sull’inflazione negli Stati Uniti determineranno probabilmente quale di questi livelli verrà messo alla prova per primo.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.















