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La strategia di Apple riguardo al Bitcoin non dipenderà solo da John Ternus

Se state cercando indizi sul prossimo amministratore delegato, John Ternus, per capire come potrebbe cambiare la strategia relativa alle criptovalute presso il colosso tecnologico Apple, del valore di svariati trilioni di dollari, dovrete cercare anche altrove.

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La strategia di Apple riguardo al Bitcoin non dipenderà solo da John Ternus

Punti chiave

  • La posizione di John Ternus riguardo al bitcoin e alle criptovalute rimane in gran parte sconosciuta ora che sta per assumere la carica di CEO di Apple.
  • La strategia di Apple in materia di criptoasset potrebbe dipendere tanto da altri dirigenti e dalle tendenze di mercato quanto da Ternus stesso.
  • I pagamenti in stablecoin potrebbero rappresentare il punto di ingresso più probabile di Apple nel mondo delle criptovalute.

Il 31 agosto è l’ultimo giorno di Tim Cook in azienda come CEO, dopo aver ricoperto questa carica per 15 anni e aver ora assunto il ruolo di presidente esecutivo. Il 1° settembre, John Ternus passerà dalla carica di vicepresidente senior dell’ingegneria hardware a quella di CEO.

Apple è stata uno dei giganti tecnologici più attentamente osservati per quanto riguarda l’integrazione di bitcoin (BTC) o altre criptovalute nei propri prodotti e servizi. Tuttavia, a parte le dichiarazioni di Cook sul suo investimento personale in BTC e alcune speculazioni sull’integrazione delle stablecoin, non ci sono state iniziative concrete, pubbliche e confermate da parte di Apple di propria iniziativa in materia di criptovalute. Attualmente, il punto di incontro più specifico e noto tra i prodotti Apple e le criptovalute è anche il più triste, poiché l’App Store e i suoi utenti sono vittime di app fasulle che rubano BTC e altre criptovalute.

I "Chief Mystery Officer"

Nel frattempo, Ternus rappresenta un mistero ancora più grande per quanto riguarda le sue opinioni sulle criptovalute, poiché non ci sono informazioni pubbliche al riguardo. Tuttavia, ciò che a volte sfugge al settore è che il CEO di Apple non è mai stato l’unica persona a plasmare la strategia aziendale in materia di criptovalute. Ora, con Ternus al timone, l’influenza del CEO su tali decisioni potrebbe essere ancora minore. È considerato meno esperto in materia di finanza e vendite; pertanto, secondo fonti di Bloomberg, il direttore operativo Sabih Khan, il direttore finanziario Kevan Parekh ed Eddy Cue, responsabile dei servizi, sono destinati ad acquisire maggiore influenza all’interno dell’azienda. Tuttavia, per quanto riguarda la strategia aziendale in materia di cripto-asset, la loro influenza dipenderà anche dalla posizione di Ternus – al momento sconosciuta – su questi asset e su questa tecnologia.

Altre due figure che potrebbero orientare la strategia di Apple verso o lontano dal bitcoin e dalle criptovalute sono il vicepresidente di Apple Pay e Apple Wallet e il responsabile dell’hardware dell’azienda. Quest’ultima è ora ricoperta dal successore di Ternus, Johny Srouji, Chief Hardware Officer, responsabile sia della progettazione dei chip che dei team di ingegneria hardware in generale, in un momento in cui il principale concorrente, Samsung, sta lavorando per trasformare i propri telefoni Galaxy in portafogli per le criptovalute. La responsabile di lunga data dei servizi Apple Pay e Wallet, Jennifer Bailey, andrà in pensione a ottobre e il suo successore è ancora sconosciuto.

"All'osservazione delle criptovalute" dal 2019

Tra tutti questi dirigenti, solo Bailey e Cue hanno parlato di criptovalute o hanno avuto legami più specifici e noti con esse. Sebbene possa non sembrare troppo incoraggiante, nel 2019 Bailey avrebbe dichiarato che Apple sta “osservando le criptovalute”, poiché l’azienda le ritiene “interessanti” e dotate di “potenziale a lungo termine”. Tuttavia, sembra che da allora non ci siano stati aggiornamenti su questo interesse. Nel frattempo, Eddy Cue era membro del consiglio di amministrazione di Autograph, la piattaforma NFT di Tom Brady ora fuori servizio, che è stata fusa con Future, una piattaforma di fitness, dove Cue figura ancora tra i membri del consiglio.

Pertanto, con l’arrivo di Ternus e l’uscita di Bailey, il settore ha ancora meno indizi su come potrebbe cambiare la strategia di Apple nei confronti delle criptovalute.

Cosa potrebbe succedere per primo

Ulteriori indizi potrebbero provenire dal settore delle criptovalute stesso, dato che l’adozione è in crescita, in particolare quella delle stablecoin, e che concorrenti come Samsung continuano a muoversi in questo ambito. Inoltre, l’azienda deve trovare nuove fonti di ricavi per continuare a crescere, dopo che il suo fatturato è quasi quadruplicato, mentre la sua capitalizzazione di mercato è cresciuta di 13 volte sotto la guida di Cook.

Tutto ciò potrebbe spingere Apple a valutare, tra le altre possibilità, i pagamenti tramite stablecoin o BTC, i portafogli di criptovalute di terze parti che utilizzano la tecnologia NFC dell’iPhone o persino l’inserimento di BTC nel proprio bilancio. Alla luce degli sviluppi del settore, un prodotto e/o servizio legato alle stablecoin è quello che con maggiore probabilità raggiungerà per primo gli utenti Apple.

Sebbene si tratti di speculazioni con vari gradi di probabilità, l’azienda potrebbe anche non avere fretta di lavorare sui propri piani relativi alle criptovalute finché gli Stati Uniti non chiariranno l’incertezza normativa che ancora persiste.

Alla luce di quanto sopra, sembra che, almeno nel prossimo futuro, Apple non si discosterà molto dalla propria linea quando si tratterà di cripto-asset. Pertanto, le app contraffatte relative alle criptovalute presenti sul suo App Store saranno probabilmente le uniche notizie confermate relative ai cripto-asset provenienti da questa azienda per un po’ di tempo, finché non ci saranno novità.

Bitcoin.com News ha contattato Apple per un commento.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.