Secondo i dati on-chain, il protocollo di prestito di bitcoin Hashi di Sui ha elaborato oltre 1,1 milioni di depositi e 165.000 prelievi nelle tre settimane successive al lancio sulla testnet, avvenuto il 22 luglio.
Il ponte Hashi di Sui supera 1,1 milioni di depositi in Bitcoin in 3 settimane

Punti chiave
- La testnet Hashi di Sui ha elaborato 1,1 milioni di depositi in bitcoin e 165.000 prelievi fino alla scorsa settimana.
- Oltre 25 istituzioni, tra cui Bitgo e Cumberland, stanno sottoponendo a stress test il sistema di garanzie in BTC di Hashi.
- Il Guardian Layer di Hashi deve superare le verifiche di sicurezza prima che possa iniziare qualsiasi transizione alla mainnet nel 2026.
Il volume dei depositi sale nelle prime settimane della testnet
Gli analisti di Onchain hanno riferito che l’attività sulla testnet Hashi di Sui è stata intensa sin dal suo lancio il 22 luglio, con depositi cumulativi che hanno superato 1,1 milioni e prelievi che hanno raggiunto i 165.000 in sole tre settimane.

Questo ritmo sembra indicare un precoce interesse da parte degli investitori al dettaglio e istituzionali nell’introdurre bitcoin nativo su Sui senza avvolgere l’asset in un token sintetico, un modello che ha attirato l’attenzione su altre blockchain dopo che, negli ultimi anni, ripetuti attacchi agli bridge hanno prosciugato centinaia di milioni di dollari dai sistemi di custodia.
Hashi è stato presentato per la prima volta dalla Fondazione Sui nel marzo 2026 come una primitiva decentralizzata progettata per consentire al bitcoin (BTC) di fungere da garanzia nei mercati on-chain del credito e dei prestiti. Il progetto ha attraversato una fase privata su devnet prima di aprire l’attuale testnet pubblico, fornendo agli sviluppatori l’accesso ai kit di sviluppo software (SDK) e alle guide di integrazione in vista di un futuro lancio sulla mainnet.
Dal punto di vista dei numeri, vale la pena ricordare che la finanza decentralizzata (DeFi) legata al bitcoin ha vissuto un 2026 difficile, con il TVL (Totale del valore bloccato) del BTCFi di livello 2 sceso di circa il 74% dai massimi del 2025 a circa 91.000 BTC a metà anno. La scelta di Hashi di mantenere il BTC sulla sua catena nativa anziché avvolgerlo è una risposta diretta a tale scetticismo, e i primi dati relativi a depositi e prelievi forniscono a Sui un punto di riferimento per sostenere che l’approccio sta trovando un pubblico nonostante la più ampia flessione del mercato.
Come Hashi mantiene il Bitcoin nativo
A differenza dei tradizionali bridge per asset "wrapped", Hashi non sposta il bitcoin fuori dalla rete Bitcoin. Gli utenti depositano invece BTC nativo, i validatori di Sui confermano la transazione e il protocollo conia hBTC, un token rappresentativo che può essere utilizzato come garanzia programmabile per prestiti istituzionali e prestiti in stablecoin, mentre il bitcoin sottostante rimane sulla propria catena.
La sicurezza si basa su un design a più livelli in cui i depositi sono protetti da una multisig 2-di-2 che richiede le firme dei validatori del protocollo basati sul calcolo multipartitico (MPC), una configurazione crittografica in cui nessuna singola parte detiene mai una chiave privata completa.
Infine, i prelievi passano attraverso un «Guardian Layer», un sistema configurabile di gestione del rischio che funge da interruttore di sicurezza, verificando le richieste di prelievo di importo elevato rispetto a soglie preimpostate prima che vengano autorizzate. In sintesi, la struttura progettuale mira a evitare i singoli punti di fallimento che rendevano i precedenti ponti cross-chain vulnerabili agli attacchi.
I sostenitori istituzionali si schierano a favore del protocollo
Attualmente più di 25 istituzioni stanno sottoponendo il sistema a stress test, tra cui i colossi della custodia e del trading Bitgo e Cumberland, insieme a Swissborg, Fluid e Ledger. La loro partecipazione abbraccia trading desk, infrastrutture di custodia e piattaforme di gestione patrimoniale, a testimonianza della domanda di soluzioni conformi e non custodiali per impiegare i bitcoin inattivi nella DeFi senza assumersi il rischio di controparte che ha afflitto i precedenti ponti basati su wrapped bitcoin.
Il modello di reddito del protocollo si basa sugli spread dei tassi di interesse tra ciò che guadagnano i depositanti e ciò che pagano i mutuatari per i prestiti garantiti da bitcoin, piuttosto che fare affidamento su emissioni inflazionistiche di token per avviare l’attività.
Tale struttura rispecchia il modo in cui i tradizionali desk di credito determinano il prezzo del credito, un approccio che, secondo i sostenitori di Sui, reggerà meglio una volta che gli incentivi della testnet scompariranno e sarà in gioco il capitale reale.
Se Hashi riuscisse alla fine a conquistare anche solo una piccola quota del mercato dei prestiti on-chain in bitcoin, del valore di 1,4 trilioni di dollari, ciò rappresenterebbe uno dei crossover più significativi finora registrati tra il bilancio di Bitcoin e un ecosistema DeFi non legato a Bitcoin.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.











