Robert Kiyosaki ha sollevato nuovamente interrogativi sul futuro finanziario degli Stati Uniti, questa volta in un post dedicato alle condizioni meteorologiche avverse. L’osservazione fa seguito alle previsioni secondo cui le turbolenze di mercato potrebbero portare a una corsa agli sportelli, alla stampa di moneta e a forti rialzi dei valori patrimoniali da lui privilegiati.
Robert Kiyosaki mette in discussione il futuro finanziario degli Stati Uniti tra le previsioni di un crollo

Punti chiave
- L’ultimo post di Kiyosaki pone una domanda piuttosto che formulare una nuova previsione.
- Il suo scenario più ampio spazia da un crollo del mercato a possibili corse agli sportelli.
- Kiyosaki prevede che una crisi finanziaria potrebbe far salire notevolmente i prezzi del bitcoin e dell’oro.
Una domanda sul tempo riapre le prospettive finanziarie di Kiyosaki
L’ultima domanda di Robert Kiyosaki sul futuro finanziario degli Stati Uniti riporta al centro dell’attenzione degli investitori le sue previsioni più ampie. In un post del 26 settembre sul maltempo, l’autore di “Rich Dad Poor Dad” ha chiesto ai suoi follower se il maltempo che sta colpendo gli Stati Uniti sia una coincidenza o un avvertimento da parte di una “forza superiore” sul futuro finanziario del Paese. Ha presentato l’idea come una domanda, piuttosto che come prova di un evento economico o una nuova previsione.

La sua preoccupazione affonda le radici in uno scenario molto più ampio. Il 15 settembre, Kiyosaki ha affermato che era iniziato un crollo storico dei mercati azionari e obbligazionari, partito dall’Europa e dal Giappone. Ha attribuito la pressione al debito, alla speculazione sull’intelligenza artificiale, alla guerra in Iran e al pensionamento della generazione del baby boom. Tali affermazioni riflettono la sua valutazione delle condizioni di mercato, non un crollo globale confermato. Le previsioni di Kiyosaki vanno inoltre oltre il calo dei prezzi degli asset. Ad aprile, ha descritto un possibile crollo nel 2026-27 che potrebbe trasformarsi in una depressione. Nel suo avvertimento del 15 settembre, ha anche previsto che la paura potrebbe degenerare in panico e corse agli sportelli bancari, seguite da una nuova ondata di stampa di denaro. Queste sono fasi ipotizzate di un collasso finanziario; il post sul maltempo non ne conferma nessuna.
Al momento della pubblicazione del post di Kiyosaki, condizioni meteorologiche avverse stavano interessando diverse zone degli Stati Uniti. L’uragano Nolo minacciava le Hawaii con piogge intense, venti forti e onde pericolose, mentre si prevedeva che una tempesta proveniente da nord-est avrebbe causato inondazioni costiere, onde alte e pericolose correnti di ritorno in alcune zone del New Jersey e del Delaware.
Debito e stampa di moneta definiscono lo scenario macroeconomico
L’indebitamento pubblico è centrale nella visione di Kiyosaki, sebbene l’aumento del debito da solo non basti a stabilire che ne seguirà una crisi bancaria. Il Fondo Monetario Internazionale ha riportato nel suo «Fiscal Monitor» di aprile che il debito pubblico globale ha raggiunto poco meno del 94% del prodotto interno lordo nel 2025. Ha previsto un aumento al 100% entro il 2029, citando i crescenti costi degli interessi e le pressioni sulla spesa. Tale proiezione descrive una tensione fiscale, piuttosto che le corse agli sportelli bancari previste da Kiyosaki.
La stima sui prestiti del 3 agosto del Tesoro degli Stati Uniti prevedeva 739 miliardi di dollari di prestiti netti negoziabili detenuti da privati per il trimestre luglio-settembre. I prestiti del Tesoro consistono nell’emissione di titoli di debito per raccogliere fondi. La previsione di Kiyosaki secondo cui i responsabili politici finiranno per creare più denaro è un'affermazione a sé stante su una potenziale risposta a gravi tensioni finanziarie; la stima sull’indebitamento non la conferma.
Egli si aspetta che tale risposta indebolisca il potere d’acquisto del contante, una preoccupazione alla base della sua preferenza per il bitcoin, l’oro e l’argento. L’inflazione riduce il potere d’acquisto di una somma fissa di denaro quando i prezzi aumentano. Il percorso previsto da Kiyosaki, che va dalle perdite di mercato alle misure di emergenza per poi arrivare a un aumento dei prezzi degli asset, dipende dal verificarsi in sequenza di diversi eventi. Si tratta di un’analisi più specifica rispetto a una generica preoccupazione riguardo al debito o all’inflazione.
I suoi obiettivi sugli asset dipendono da una crisi
Kiyosaki ha associato cifre sorprendenti alla fase finale di tale scenario. A marzo, ha previsto che il bitcoin potrebbe raggiungere i 750.000 dollari e l’ethereum i 95.000 dollari un anno dopo un crollo finanziario globale. Nello stesso scenario, ha previsto che l’oro raggiungesse i 35.000 dollari l’oncia e l’argento i 200 dollari. La tempistica è condizionata: ha calcolato l’anno a partire da un ipotetico crollo, non dalla data in cui ha formulato le previsioni.
Tali obiettivi illustrano perché Kiyosaki possa prevedere sia gravi perdite a breve termine sia sostanziali guadagni successivi negli asset da lui privilegiati. Egli si aspetta che una crisi danneggi innanzitutto i mercati convenzionali, per poi innescare una risposta politica che aumenti la domanda di alternative al contante. Le sue previsioni non implicano che bitcoin, ethereum, oro e argento aumenterebbero in ogni fase di una recessione.
Kiyosaki ha già formulato in passato previsioni di crollo che non si sono verificate nei tempi da lui indicati, comprese quelle relative al 2016 e al febbraio 2025. La sua domanda del 26 settembre mantiene l’attenzione sulle sue prospettive per le finanze americane, ma la verifica delle sue previsioni dettagliate rimane la sequenza che ha descritto: una crisi di mercato sempre più profonda, pressioni sulle banche, una risposta monetaria e i prezzi degli asset che si aspetta in seguito.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












