Secondo Grayscale, gli operatori di Bitcoin potrebbero avere meno da temere dall’ultimo inasprimento monetario della Federal Reserve rispetto a quanto accaduto durante l’ultimo mercato ribassista. Il gestore di cripto-asset considera l’attuale ciclo dei tassi più come un aggiustamento limitato che come un cambiamento prolungato della politica monetaria.
Grayscale sostiene che gli operatori di Bitcoin non dovrebbero temere questo ciclo della Fed

Punti chiave
- Grayscale considera l’ultimo aumento dei tassi da parte della Fed come un aggiustamento a metà ciclo.
- Il Bitcoin si trova ad affrontare un contesto di tassi diverso rispetto a quello del mercato ribassista del 2022.
- Tassi più elevati potrebbero favorire le stablecoin e i prodotti finanziari tokenizzati.
Grayscale prevede un ciclo della Fed diverso per il Bitcoin
Secondo un’analisi pubblicata da Grayscale il 17 settembre, i trader di Bitcoin non dovrebbero considerare l’ultimo aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve alla stregua dell’aggressivo ciclo di inasprimento che ha accompagnato l’ultimo mercato ribassista delle criptovalute. Zach Pandl, responsabile della ricerca di Grayscale, ha definito la mossa di mercoledì un “aggiustamento a metà ciclo” piuttosto che l’inizio di un cambiamento significativo nella politica monetaria.
Il 16 settembre il Federal Open Market Committee ha innalzato il proprio intervallo obiettivo di 25 punti base, portandolo al 3,75%-4%. La banca centrale ha citato l’inflazione elevata e ha affermato che l’aumento sosterrebbe un ritorno più tempestivo verso il proprio obiettivo di inflazione del 2%. Pandl ha sintetizzato le prospettive di Grayscale:
«A nostro avviso, l’aumento dei tassi di 25 punti base deciso mercoledì dalla Fed — e un potenziale secondo aumento ancora quest’anno — difficilmente determineranno cambiamenti significativi nei mercati degli asset digitali».
La distinzione operata dalla società verte sull’entità e sulla durata della stretta monetaria piuttosto che sulla direzione dell’ultima mossa. Grayscale prevede che l’attuale ciclo avrà un effetto più limitato sull’allocazione del capitale rispetto alla campagna di stretta monetaria prolungata iniziata nel 2022.
L’ultimo aumento ha inoltre posto fine a un lungo periodo senza inasprimenti da parte della Fed, con la banca centrale che ha alzato i tassi per la prima volta dal 2023. In precedenza, la Fed aveva tagliato i tassi più volte da settembre 2024 a dicembre 2025, prima di invertire la rotta questa settimana.
Perché Grayscale sostiene che non si tratti di un bis del 2022
Il contrasto con il 2022 è fondamentale nell’argomentazione di Grayscale rivolta ai trader di bitcoin. A partire da marzo 2022, la Fed ha avviato una campagna di inasprimento monetario prolungata che, alla fine, ha portato il tasso di riferimento a un aumento di 525 punti base entro luglio 2023, incrementando drasticamente i rendimenti disponibili sulla liquidità e su altre attività fruttifere.
Quel contesto ha aumentato il costo opportunità del detenere bitcoin, che non genera interessi, innescando al contempo un inasprimento delle condizioni finanziarie su tutti gli asset di rischio. Per gli investitori che seguono l’impatto della politica della Federal Reserve sui mercati finanziari, quella campagna prolungata rappresenta un contesto diverso da quello attuale, in cui un singolo aumento segue diversi anni di aumenti, tagli e stabilizzazioni dei tassi.
All’inizio di quest’anno, Grayscale aveva già collegato la performance relativa del bitcoin alle mutevoli aspettative sui tassi. A giugno, la società aveva sostenuto che il bitcoin avrebbe potuto ridurre il divario di performance rispetto alle azioni se la Fed si fosse astenuta dall’adottare una politica restrittiva, dopo che le aspettative di tassi più elevati avevano coinciso con una performance del bitcoin inferiore a quella delle azioni.
Pandl ha indicato il marzo 1997 come termine di paragone storico per la situazione attuale. La Fed guidata da Greenspan aumentò il tasso obiettivo di 25 punti base al 5,5% il 25 marzo, ma non fece seguire a tale mossa una sequenza prolungata di aumenti. I dati della Federal Reserve indicano che l’unico aumento del 1997 fu l’unica variazione dei tassi di quell’anno.
L’aumento dei tassi potrebbe influire in modo diverso su alcuni settori delle criptovalute
Grayscale non sostiene che i tassi più elevati non abbiano alcun effetto sugli asset digitali. Al contrario, la società prevede che le conseguenze varieranno all’interno del mercato delle criptovalute, con alcuni modelli di business che potrebbero trarne vantaggio anche quando una politica monetaria più restrittiva presenta delle sfide per gli asset non fruttiferi.
Gli emittenti di stablecoin ne sono un esempio. Società come Circle e Tether possono ottenere maggiori proventi da interessi sulle riserve detenute in contanti e titoli di Stato a breve termine quando i rendimenti aumentano. Grayscale ritiene inoltre che rendimenti più elevati sulle obbligazioni tokenizzate e sui fondi del mercato monetario possano potenzialmente incoraggiare il flusso di capitali verso prodotti finanziari basati sulla blockchain.
Il Bitcoin, nel frattempo, è rimasto volatile in seguito alla decisione della Fed, anziché entrare in una fase di calo prolungato dopo l’aumento dei tassi. Il 17 settembre il Bitcoin ha superato brevemente i 77.000 dollari dopo aver toccato il minimo mensile meno di 24 ore prima, mentre durante il rimbalzo sono state liquidate posizioni corte in criptovalute per un valore di quasi 260 milioni di dollari.
Per Grayscale, la distinzione fondamentale rimane l’entità prevista della stretta monetaria. La società ritiene che uno o due aumenti nel 2026 siano significativamente diversi dal rapido ciclo di inasprimento di 525 punti base che ha ridefinito l’allocazione del capitale dal 2022 fino alla metà del 2023.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












