L’Unità di Informazione Finanziaria (FIU) della banca centrale dello Zimbabwe ha disposto che tutti i fornitori di servizi relativi alle risorse virtuali (VASP) si registrino formalmente presso l’organismo di regolamentazione.
Un’unità della Banca centrale dello Zimbabwe presenta il quadro normativo per le società operanti nel settore delle criptovalute

Nuove definizioni giuridiche
L’Unità di Informazione Finanziaria della Banca Centrale dello Zimbabwe ha emanato un mandato pubblico che impone a tutti i fornitori di servizi relativi alle attività virtuali di registrarsi formalmente presso l’organismo di regolamentazione. La direttiva del 16 giugno consolida la transizione del governo verso un modello normativo integrato e supervisionato per le società operanti nel settore delle criptovalute.
L’iniziativa normativa deriva dalla Legge finanziaria n. 7 del 2025, approvata nel dicembre 2025, che ha modificato la Sezione 2 della Legge dello Zimbabwe sul riciclaggio di denaro e sui proventi di reato. Tale emendamento ha formalmente incluso i fornitori di servizi relativi alle attività virtuali, o VASP, nella definizione legale di “istituzione finanziaria”.
Agendo in virtù di questi poteri recentemente ampliati, il Ministro delle Finanze dello Zimbabwe ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, il 10 giugno 2026, il Regolamento sul riciclaggio di denaro e i proventi di reato (Registrazione dei fornitori di servizi di asset virtuali), ai sensi dello Strumento Normativo n. 99 del 2026. Ai sensi della legge recentemente emanata, qualsiasi persona fisica o giuridica che fornisca o faciliti lo scambio di criptovalute e valute legali è tenuta a registrarsi a norma di legge. Ciò vale anche per i soggetti che forniscono servizi di custodia e servizi finanziari relativi alle criptovalute.
Secondo una dichiarazione rilasciata dalla FIU, l’obiettivo principale del nuovo quadro normativo è la conformità, in particolare l’allineamento dello Zimbabwe agli standard internazionali in materia di antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo. La FIU è stata designata come principale autorità di vigilanza responsabile dell’applicazione di queste misure normative.
Tuttavia, la FIU ha espressamente avvertito le parti interessate che la registrazione presso la propria unità è strettamente finalizzata al monitoraggio e non conferisce alle imprese una licenza commerciale generale. «La registrazione presso la FIU ai fini dell’AML/CFT non costituisce, di per sé, un’autorizzazione a svolgere attività commerciali in Zimbabwe», si legge nell’avviso pubblico.
I VASP sono comunque tenuti a ottenere autonomamente le approvazioni operative, le licenze o le autorizzazioni necessarie da altre autorità nazionali competenti, quali la RBZ o la Securities and Exchange Commission dello Zimbabwe, a seconda dei loro modelli di business.
Oltre all’obbligo di registrazione, la FIU ha ricordato al pubblico la natura intrinsecamente ad alto rischio del mercato delle criptovalute. L’autorità di regolamentazione ha sottolineato che la registrazione non elimina i rischi finanziari né funge da garanzia contro le perdite.
La FIU ha evidenziato diversi rischi chiave che gli investitori devono valutare attentamente, tra cui la volatilità delle criptovalute, gli attacchi informatici, le truffe e le frodi. Ha inoltre avvertito che, a differenza del sistema bancario tradizionale, gli utenti di criptovalute dispongono di meccanismi di ricorso o di risarcimento limitati o inesistenti.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.















