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TRM Labs rivela che MiCA ha eliminato l'80% delle società europee operanti nel settore delle criptovalute

L'ultimo rapporto di TRM Labs evidenzia gli effetti della piena attuazione del MiCA in Europa, che rende più rigoroso l'attuale mosaico normativo. Solo un quinto di tutti i fornitori di servizi di criptovalute pre-MiCA ha ottenuto l'autorizzazione a operare, e la maggior parte di essi proviene da giurisdizioni che hanno sviluppato tempestivamente la capacità di rilasciare licenze.

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TRM Labs rivela che MiCA ha eliminato l'80% delle società europee operanti nel settore delle criptovalute

Punti chiave

  • Il MiCA ha consolidato il mercato delle criptovalute dell’UE, con solo circa il 20% delle imprese esistenti che ha ottenuto l’autorizzazione.
  • Le norme sono riuscite a isolare le società ad alto rischio, riducendo l’esposizione europea nei confronti di entità soggette a sanzioni.
  • L’UE prevede una revisione completa del quadro normativo del MiCA per affrontare i suoi impatti negativi sull’accesso alle stablecoin.

Il rapporto di TRM Labs evidenzia l’impatto del MiCA in Europa

Con la conclusione in Europa del periodo di transizione previsto dal regolamento sui mercati degli asset crittografici (MiCA), il settore europeo delle criptovalute è entrato in una nuova fase di consolidamento, poiché il panorama dei fornitori di servizi di asset crittografici (CASP) ha subito cambiamenti che hanno trasformato il panorama degli asset digitali.

In un recente rapporto, TRM Labs ha rilevato che il MiCA ha contribuito a razionalizzare e consolidare l’ecosistema europeo dei CASP, con solo circa un quinto (281 su 1.343) delle organizzazioni del settore delle criptovalute pre-MiCA che ha presentato domanda e ottenuto l’autorizzazione a operare secondo le nuove norme.

Le giurisdizioni con requisiti di registrazione meno rigidi sono state quelle più colpite. Nessuna delle oltre 1.800 organizzazioni del settore delle criptovalute registrate in Polonia ha ricevuto l’autorizzazione MiCA, mentre in Lituania ne sono state autorizzate solo otto su oltre 400.

TRM Labs sottolinea che le giurisdizioni che hanno avviato per prime il processo di concessione delle licenze, come la Germania, hanno concentrato la stragrande maggioranza delle società operanti nel settore delle criptovalute registrate. La BaFin tedesca ha autorizzato 55 società, mentre le autorità di regolamentazione francesi e olandesi ne hanno autorizzate 29 ciascuna.

Ciononostante, il MiCA sta svolgendo il proprio ruolo, poiché il quadro normativo ha impedito alle società ad alto rischio di raggiungere i clienti europei. Le valutazioni di TRM Labs indicano che il 12% delle società rimaste senza autorizzazione presenta una classificazione di rischio “Elevato” o “Grave”, rispetto al 2% del gruppo delle società autorizzate.

L’esposizione ai rischi di sanzioni è il fattore che distingue i due gruppi, poiché le società non autorizzate hanno inviato 5 miliardi di dollari a controparti soggette a sanzioni, mentre quelle autorizzate ne hanno inviati solo 1,7 miliardi, quasi un terzo.

«Sebbene l’esposizione appaia sostanzialmente simile tra i due gruppi, il rischio è più concentrato tra le aziende in fase di esclusione. La metà non mostra alcuna esposizione illecita misurabile, mentre un numero esiguo indirizza dall’1% al 12% del proprio volume direttamente verso indirizzi illeciti. Di conseguenza, l’esposizione è circa quattro volte superiore per le aziende in fase di esclusione», conclude il rapporto.

Ciononostante, il MiCA ha avuto effetti negativi sull’accesso europeo alle stablecoin, e i dirigenti del settore delle criptovalute hanno espresso preoccupazioni riguardo alle conseguenze dell’esclusione dalla regione delle stablecoin con elevata capitalizzazione di mercato.

Ciononostante, l’UE sta attualmente pianificando una revisione completa del quadro normativo MiCA, incentrata sulla risoluzione della questione delle stablecoin e sull’inclusione delle attività tokenizzate nel proprio ambito di applicazione.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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