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Il cofondatore di Tether afferma che la stablecoin 2.0 metterà le riserve on-chain

Il cofondatore di Tether, Reeve Collins, afferma che la prossima generazione di stablecoin renderà trasparente la garanzia su blockchain, separando al contempo il rendimento dal token stesso e distribuendo i rendimenti in modo automatizzato. Si aspetta inoltre che l’intelligenza artificiale nasconda gran parte della complessità tecnica delle criptovalute, trasformando potenzialmente la finanza basata su blockchain in un’infrastruttura di cui gli utenti si accorgano a malapena.

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Il cofondatore di Tether afferma che la stablecoin 2.0 metterà le riserve on-chain

Punti chiave

  • Reeve Collins afferma che la «Stablecoin 2.0» metterà le riserve sulla blockchain e separerà il rendimento dai token.
  • Questo modello potrebbe rivoluzionare i mercati delle stablecoin rendendo più trasparenti le garanzie e i rendimenti.
  • L’intelligenza artificiale potrebbe nascondere la complessità delle criptovalute e rendere la finanza basata su blockchain quasi invisibile agli utenti.

Reeve Collins afferma che lo “Stablecoin 2.0” separerà il rendimento dai token

Le stablecoin potrebbero essere prossime a un’importante riprogettazione. Il cofondatore di Tether, Reeve Collins, afferma che il settore si sta orientando verso quella che definisce “Stablecoin 2.0”, in cui le riserve diventano visibili sulla blockchain, il rendimento è separato dalla stablecoin stessa e i contratti programmabili determinano come vengono distribuiti i rendimenti economici.

«La prossima generazione di stablecoin abbraccia pienamente il concetto di Stablecoin 2.0», ha dichiarato Collins in un’intervista a Wu Blockchain. «Tutte le garanzie sono trasparenti e presenti sulla blockchain. Il rendimento è separato ed è programmabile».

Questo cambiamento potrebbe avere un impatto ben oltre il trading di criptovalute. Le stablecoin vengono sempre più spesso posizionate come infrastrutture di pagamento, regolamento e risparmio, portando in primo piano questioni relative alla qualità delle riserve, al rendimento e alla titolarità legale.

Il rendimento delle stablecoin potrebbe diventare un prodotto a sé stante

La visione di Collins separa la stablecoin dal reddito generato dalle sue riserve sottostanti. Anziché incorporare automaticamente il rendimento in un dollaro digitale, i rendimenti potrebbero essere indirizzati in modo programmatico agli investitori, ai fornitori di liquidità o alle aziende responsabili della distribuzione dell’asset.

"Può essere distribuito in modo programmatico a chi se lo è guadagnato. Questo è il futuro delle stablecoin", ha affermato Collins. Tale distinzione ha attirato l’attenzione su X. Macro Bombastic, Product Marketer presso Coinmarketcap, ha dichiarato: "Il rendimento separato dalla stablecoin stessa è la parte che conta davvero". Ciò evidenzia come la modularizzazione dei rendimenti possa creare nuovi prodotti finanziari senza modificare radicalmente il token di pagamento. Una struttura di questo tipo potrebbe anche rivelarsi importante per le società del settore delle criptovalute che devono districarsi tra le normative relative ai premi delle stablecoin e ai prodotti fruttiferi.

La trasparenza on-chain non risolve tutti i rischi

Mettere le riserve sulla blockchain potrebbe fornire ai detentori di stablecoin una visione molto più rapida delle attività a sostegno di un token. Ma la trasparenza non equivale alla protezione legale.

Anjli Amin, responsabile per l’Europa di OpenFX, ha sottolineato tale limite, scrivendo su X: «La trasparenza delle riserve on-chain ti dice cosa detiene l’emittente. Non ti dice se tu, in qualità di detentore, hai alcun diritto legale su di esse nel caso in cui l’emittente fallisca».

Come ha osservato, i diritti in caso di insolvenza dipendono in ultima analisi dalle strutture giuridiche e dal diritto fallimentare, non semplicemente da ciò che mostra un block explorer. Tale distinzione potrebbe diventare sempre più importante man mano che le stablecoin attraggono un maggiore capitale istituzionale. La prova in tempo reale delle attività può ridurre le lacune informative, ma gli investitori dovranno comunque comprendere i concetti di custodia, segregazione e diritti sulle riserve.

L’IA potrebbe far passare in secondo piano l’infrastruttura delle criptovalute

Collins ritiene che l’intelligenza artificiale (IA) possa determinare un cambiamento altrettanto importante nel modo in cui le persone interagiscono con la finanza digitale. «L’IA cambierà le regole del gioco per tutti», ha affermato, prevedendo che le reti blockchain, le stablecoin e i protocolli scompariranno sempre più dietro interfacce più semplici.

Invece di districarsi tra portafogli, bridge e singole applicazioni di finanza decentralizzata (DeFi), gli utenti potrebbero alla fine incaricare i sistemi di IA di eseguire complesse transazioni finanziarie tramite comandi vocali o altre interfacce naturali. L’obiettivo finale, secondo Collins, è un livello finanziario globale in grado di trasferire valore con la stessa facilità con cui Internet trasferisce le informazioni.

Ecco perché l’idea dello “Stablecoin 2.0” merita attenzione. La prossima battaglia sugli stablecoin potrebbe non riguardare semplicemente quale token diventerà il più diffuso. Potrebbe invece vertere su quale architettura renderà il denaro digitale trasparente, programmabile e quasi invisibile a chi lo utilizza.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.