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Gamdom: riscatto Bitcoin da 15 milioni di dollari dopo attacco hacker

Il casinò crypto Gamdom deve affrontare una richiesta di riscatto di 15 milioni di dollari in bitcoin dopo che il gruppo di cyber-estorsione Whitearmor ha affermato di aver rubato i dati relativi a 15,4 milioni di account. L’accusa è emersa a meno di due settimane di distanza da un altro attacco a un hot wallet che è costato alla piattaforma di gioco d’azzardo oltre 3 milioni di dollari. Gamdom contesta le dimensioni del presunto database, mentre gli aggressori minacciano di rendere pubbliche informazioni sensibili sui clienti.

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Gamdom: riscatto Bitcoin da 15 milioni di dollari dopo attacco hacker

Punti chiave

  • Whitearmor sostiene di possedere 15,4 milioni di record relativi agli account di Gamdom e chiede un riscatto di 15 milioni di dollari in bitcoin.
  • Gamdom aveva già ammesso di aver perso oltre 3 milioni di dollari in un attacco agli hot wallet avvenuto il 13 ottobre.
  • Gamdom contesta le dimensioni del presunto database e la richiesta completa di Whitearmor rimane non verificata.

Il gruppo di hacker Whitearmor chiede 15 milioni di dollari in bitcoin dopo l’attacco al portafoglio di Gamdom

Il casinò crypto Gamdom si è appena ripreso da una violazione del wallet da svariati milioni di dollari, e ora si sta verificando un’altra crisi di sicurezza. Diverse fonti riportano che il gruppo di cyber-estorsione Whitearmor sostiene di possedere un database contenente 15.420.003 account di clienti e chiede 15 milioni di dollari in bitcoin per mantenerne la riservatezza.

La richiesta è emersa il 26 ottobre, meno di due settimane dopo che Bitcoin.com News aveva riportato che gli hacker avevano sottratto oltre 3 milioni di dollari dagli hot wallet della piattaforma di gioco d’azzardo. Tuttavia, Gamdom contesta le dimensioni dichiarate del database, lasciando in sospeso un rischio potenzialmente enorme che grava su milioni di presunti record di account.

Una richiesta di 15 milioni di dollari per 15,4 milioni di account

Whitearmor ha pubblicato i dettagli relativi a Gamdom sul proprio sito dedicato all’estorsione, sostenendo di avere accesso a 146 campi di dati per ogni account. Il gruppo ha pubblicato un campione JSON di circa 437 kilobyte contenente circa 100 record come presunta prova. Gli aggressori avrebbero sfruttato un account interno obsoleto le cui credenziali non erano mai state aggiornate, mantenendo i privilegi amministrativi molto tempo dopo la sua creazione. Gambling Lore ha riferito che un hacker che si identifica come Veryso ha affermato di aver estratto i record il 13 ottobre, in coincidenza con la violazione dei portafogli di Gamdom. Secondo quanto riferito, il sito avrebbe verificato il record di un utente di lunga data contenente i timestamp di accesso, un indirizzo IP e informazioni sulle scommesse. Tale conferma limitata non dimostra che 15,4 milioni di account siano stati compromessi.

La precedente violazione del portafoglio di Gamdom da 3 milioni di dollari

Il 13 ottobre, Gamdom ha subito un attacco separato che ha preso di mira i suoi portafogli operativi di criptovaluta. All’epoca, il fondatore di Gamdom, Felix Römer, ha ammesso perdite superiori a 3 milioni di dollari, mentre il ricercatore di blockchain vxdb ha stimato che fossero stati sottratti circa 4,2 milioni di dollari su diverse reti. La piattaforma ha temporaneamente sospeso le operazioni prima di tornare operativa il 16 ottobre, assicurando ai clienti che i loro saldi fossero rimasti protetti. Römer ha inizialmente contestato le affermazioni relative a un'estrazione di dati su larga scala, suggerendo che gli aggressori fossero in possesso solo di poche centinaia di account. Dichiarazioni successive hanno riconosciuto la possibile esposizione di nomi utente, indirizzi e-mail e attività di gioco d'azzardo, pur sostenendo che i documenti di verifica dell'identità non fossero stati compromessi.

Un database non verificato con conseguenze costose

La richiesta di Whitearmor supera di parecchie volte le perdite riconosciute da Gamdom relative ai portafogli. Il gruppo sostiene inoltre che gli account compromessi rappresentino un valore complessivo di profitto superiore a 1 miliardo di dollari, senza spiegare il proprio calcolo. Né il database completo né la sua presunta portata sono stati verificati in modo indipendente. Nessun pagamento di riscatto è stato confermato pubblicamente.

Per i clienti di Gamdom, la questione irrisolta va oltre la criptovaluta rubata e riguarda il rischio che le loro cronologie di gioco e le informazioni personali finiscano per circolare online. La violazione dei dati segnalata da Gamdom e la richiesta di riscatto si inseriscono in un’ondata di attacchi informatici e compromissioni dei dati verificatisi quest’anno, potenzialmente intensificata dal crescente uso dell’intelligenza artificiale (IA) negli attacchi informatici.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.