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I banchieri locali fanno causa all’autorità di vigilanza bancaria statunitense per le licenze “di scappatoia” relative alle criptovalute

L'associazione Independent Community Bankers of America ha intentato una causa federale contro l'autorità di vigilanza bancaria statunitense, sostenendo che questa abbia oltrepassato i limiti delle proprie competenze ai sensi del National Bank Act concedendo licenze bancarie nazionali di tipo "trust" a società operanti nel settore delle criptovalute.

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I banchieri locali fanno causa all’autorità di vigilanza bancaria statunitense per le licenze “di scappatoia” relative alle criptovalute

Punti chiave

  • L’ICBA ha citato in giudizio l’OCC per aver rilasciato licenze bancarie fiduciarie non tradizionali a 13 società operanti nel settore degli asset digitali.
  • La causa mette a rischio le licenze federali condizionate detenute da piattaforme di criptovalute come Coinbase, Circle e Ripple.
  • Una sentenza del tribunale sfavorevole all’OCC potrebbe costringere le società del settore delle criptovalute a ristrutturarsi o a richiedere licenze statali nel 2026.

Accuse di abuso di potere

L’Independent Community Bankers of America (ICBA) ha intentato una causa federale contro l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC), contestando l’autorità dell’autorità di regolamentazione di concedere licenze bancarie nazionali di tipo fiduciario alle società operanti nel settore delle criptovalute.

La denuncia, presentata presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, prende di mira una norma dell’OCC e la relativa interpretazione giuridica che ha esteso le licenze bancarie nazionali di tipo «trust» alle attività non fiduciarie relative agli asset digitali. La causa è stata intentata mesi dopo che la senatrice statunitense Elizabeth Warren del Massachusetts, nota critica delle criptovalute, aveva accusato l’OCC di concedere illegalmente licenze bancarie alle società operanti nel settore delle criptovalute.

Nella denuncia, l’ICBA sostiene che l’OCC abbia oltrepassato l’autorità statutaria concessa dal Congresso ai sensi del National Bank Act, consentendo alle società operanti nel settore delle criptovalute di ottenere licenze fiduciarie federali senza svolgere i tradizionali doveri fiduciari.

I banchieri comunitari sostengono che tale politica crei una scappatoia normativa. In virtù delle licenze nazionali di trust, le società operanti nel settore degli asset digitali ottengono il prestigio e la portata operativa di una licenza bancaria federale senza soddisfare gli obblighi standard in materia di capitale, liquidità, vigilanza consolidata o previsti dal Community Reinvestment Act (CRA), e senza la copertura della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC).

L’azione legale mira ad annullare la norma definitiva dell’OCC insieme alla Lettera Interpretativa n. 1176. La norma ha sostituito i riferimenti che limitavano rigorosamente le banche fiduciarie nazionali alle «attività fiduciarie» con una formulazione più ampia che consente operazioni non fiduciarie tipiche delle società fiduciarie. Secondo i documenti depositati in tribunale, l’OCC ha approvato o approvato con riserva 21 autorizzazioni per banche fiduciarie, di cui almeno 13 sono legate a società operanti nel settore degli asset digitali. Tra le società del settore delle criptovalute che hanno ottenuto l’approvazione figurano Circle, Coinbase e Ripple.

In una dichiarazione in cui annunciava l’azione legale, la presidente e amministratrice delegata dell’ICBA, Rebeca Romero Rainey, ha sottolineato che i poteri federali di concessione delle licenze non dovrebbero essere riorientati a favore di società tecnologiche non bancarie: «I consumatori americani si aspettano ragionevolmente che una banca autorizzata a livello federale offra le tutele federali», ha affermato Rainey. «Gli asset digitali detenuti presso una società operante nel settore delle criptovalute che opera in base a una licenza fiduciaria nazionale non godono di tali importanti garanzie. L’ICBA chiede al tribunale di riportare l’OCC entro i limiti previsti dalla legge. Qualsiasi società non fiduciaria che intenda avvalersi dei benefici di una licenza bancaria federale dovrebbe soddisfare gli stessi standard delle banche comunitarie».

Reazione negativa del settore delle criptovalute

La causa, tuttavia, ha suscitato reazioni negative da parte di alcuni leader del settore delle criptovalute che la considerano un palese tentativo di bloccare la concorrenza. Cody Carbone, amministratore delegato di The Digital Chamber, ha suggerito che la causa non rifletta il punto di vista dei banchieri delle comunità locali.

«Banche comunitarie: innovative, orientate al cliente, pronte a competere. L’ICBA: fa pressione su Washington per bloccare la concorrenza. Non sono la stessa cosa», ha scritto Carbone su X. «Molte banche comunitarie vogliono collaborare con le società di asset digitali. La loro associazione di categoria sta lottando per assicurarsi che non possano farlo».

Se il tribunale si pronunciasse a favore dell’ICBA e annullasse la norma fiduciaria dell’OCC, i fornitori di infrastrutture per le criptovalute, gli emittenti di stablecoin e le piattaforme di custodia che operano in base a licenze condizionate potrebbero essere costretti a riorganizzare le loro attività a livello federale. Le società di asset digitali potrebbero inoltre essere costrette a fare affidamento su autorizzazioni fiduciarie a livello statale o a richiedere autorizzazioni bancarie commerciali a servizio completo, soggette ai requisiti standard in materia di capitale e assicurazione sui depositi.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.