Il Canada sta raccogliendo i pareri del pubblico sulle proposte di regolamentazione per gli emittenti di stablecoin, che definiscono i requisiti relativi alle riserve patrimoniali, alla tutela dei consumatori e alla vigilanza normativa, nell’ambito del processo volto a istituire un quadro normativo completo per le valute digitali.
Canada consulta il pubblico sulle stablecoin, USA pronti per il GENIUS Act

Punti chiave
- Il governo canadese ha avviato una consultazione pubblica di 60 giorni sulle proposte di regolamentazione delle stablecoin; i commenti dovranno essere inviati entro la fine di dicembre.
- Le norme proposte prevedono riserve 1:1, diritti di rimborso, rendiconti mensili e la supervisione della Banca del Canada, vietando al contempo il pagamento di interessi ai detentori di stablecoin.
- Il quadro normativo canadese rispecchia le disposizioni chiave del GENIUS Act statunitense, che stabilisce norme federali sulle stablecoin destinate a entrare in vigore nel gennaio 2027.
Il Canada punta a una normativa sulle stablecoin
Le proposte, pubblicate sabato 24 ottobre sulla Canada Gazette, darebbero attuazione allo Stablecoin Act canadese, che ha ricevuto l’approvazione reale nel marzo 2026. Il governo accetta commenti pubblici per 60 giorni dalla pubblicazione, dando agli operatori del settore e alle altre parti interessate tempo fino alla fine di dicembre per esprimere il proprio parere.
Le norme proposte richiederebbero agli emittenti di stablecoin che operano nell’ambito di tale quadro normativo di registrarsi presso la Banca del Canada, di mantenere riserve a copertura dei token in circolazione con un rapporto minimo di uno a uno e di stabilire politiche che regolino il rimborso, la gestione del rischio, la sicurezza dei dati e la governance aziendale.
In base alla proposta, le riserve dovrebbero essere costituite da attività altamente liquide, tra cui depositi a vista, titoli di debito pubblico con scadenza entro tre mesi, determinati fondi del mercato monetario e operazioni di riacquisto a breve termine.
Le attività di riserva dovrebbero inoltre essere detenute presso depositari qualificati con sede in Canada, con misure di salvaguardia volte a proteggere i detentori di token in caso di insolvenza dell’emittente. Gli emittenti sarebbero tenuti a divulgare informazioni sulle proprie riserve e a presentare relazioni mensili alla Banca del Canada.
I detentori di stablecoin avrebbero il diritto di riscattare i propri token al valore nominale nella valuta sottostante, con l’obbligo per gli emittenti di avviare il pagamento entro tre giorni lavorativi dal ricevimento di una richiesta di riscatto. La proposta vieterebbe inoltre agli emittenti di pagare interessi o rendimenti semplicemente per il possesso di stablecoin, limitando al contempo le affermazioni fuorvianti secondo cui i token sarebbero garantiti dal governo o assicurati.
Il quadro normativo si applicherebbe in generale agli emittenti non bancari nazionali ed esteri impegnati nell’emissione di stablecoin in Canada, escludendo invece gli istituti finanziari soggetti a regolamentazione prudenziale, quali banche e cooperative di credito.
Il Ministero delle Finanze canadese ha affermato che l’iniziativa normativa riflette la crescente adozione delle stablecoin per i pagamenti transfrontalieri e altri servizi finanziari, insieme alle preoccupazioni relative a riserve inadeguate, insolvenza degli emittenti e rischi operativi.
Il governo propone inoltre di estendere la vigilanza prevista dalla «Retail Payment Activities Act» ai fornitori di servizi di pagamento che gestiscono transazioni in stablecoin, inclusi alcuni exchange di criptovalute, portafogli digitali e gestori di pagamenti.
L’approccio del Canada segue il GENIUS Act statunitense
L’iniziativa canadese fa seguito a un importante cambiamento normativo negli Stati Uniti, dove il 18 luglio 2025 il presidente Donald Trump ha firmato la legge «Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act», comunemente nota come GENIUS Act.
La normativa istituisce un quadro normativo federale per le stablecoin di pagamento, imponendo agli emittenti autorizzati di mantenere riserve in rapporto uno a uno utilizzando attività liquide ammissibili quali dollari statunitensi e titoli del Tesoro a breve termine. Stabilisce inoltre requisiti in materia di informativa, rimborso e vigilanza, consentendo agli emittenti qualificati di operare sotto la supervisione normativa federale o statale.
Il quadro normativo statunitense è in fase di attuazione. Il 21 ottobre, l’Office of the Comptroller of the Currency ha annunciato i regolamenti definitivi che disciplinano l’emissione di stablecoin e le attività correlate da parte dei soggetti sotto la sua giurisdizione. Sia i regolamenti che il GENIUS Act entreranno in vigore il 18 gennaio 2027.
Il quadro normativo proposto dal Canada condivide diverse caratteristiche con la legislazione statunitense, in particolare l’enfasi sulle riserve pienamente garantite, sui diritti di rimborso e sulla trasparenza degli emittenti. Tuttavia, l’approccio canadese attribuisce l’autorità di vigilanza principalmente alla Banca del Canada per gli emittenti non bancari soggetti a regolamentazione e prevede specifici poteri di valutazione in materia di sicurezza nazionale a favore del ministro delle finanze.
Il governo canadese ha riconosciuto il GENIUS Act, insieme al quadro normativo europeo sui mercati delle cripto-attività (MiCA) e ai regimi normativi asiatici, come parte del movimento internazionale verso una supervisione formale delle stablecoin.
La consultazione rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’assoggettamento del settore canadese delle stablecoin a una supervisione federale dedicata, fornendo potenzialmente una maggiore certezza normativa alle aziende che intendono emettere o facilitare i pagamenti digitali in tutto il Paese.
La capitalizzazione delle stablecoin è scesa di 12,73 miliardi di dollari rispetto al picco raggiunto a maggio, con l’USDC in testa alle perdite mentre gli operatori discutono della liquidità delle criptovalute.
Leggi ora: Stablecoin: mercato -12,7 mld, riserve crypto in caloQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















