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Oltre il “Kimchi Premium”: la trasformazione istituzionale della Corea

Andrew Park, CEO di Factblock e organizzatore della Korea Blockchain Week, illustra la transizione della Corea del Sud da un mercato delle criptovalute trainato dagli investitori al dettaglio a un polo istituzionale della finanza digitale. Tuttavia, ritiene che l’adozione da parte degli investitori istituzionali dipenda dalla risoluzione delle realtà poco appariscenti del back-office, supportate da nuovi quadri normativi per l’accesso agli asset digitali.

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Oltre il “Kimchi Premium”: la trasformazione istituzionale della Corea

Punti chiave

  • Andrew Park, CEO di Factblock, ha sottolineato il passaggio della Corea del Sud dal trading di criptovalute al dettaglio alla finanza istituzionale.
  • Le misure politiche adottate consentono ora a 3.500 soggetti aziendali di accedere legalmente a conti per il trading di asset digitali in Corea del Sud.
  • La Banca di Corea prevede di avviare alla fine del 2026 la fase 2 dei test sui token di deposito integrati con agenti autonomi basati sull’intelligenza artificiale.

Dalla mania al dettaglio alla frontiera istituzionale

Per anni, l’ecosistema globale delle criptovalute ha guardato alla Corea del Sud attraverso una lente unica e ipervolatile: il «Kimchi Premium». Si trattava di un mercato caratterizzato da day trader al dettaglio instancabili che spingevano i prezzi dei token verso ricarichi estremi rispetto alle medie globali. Oggi, quella narrativa sta rapidamente svanendo.

A guidare questo cambiamento è Andrew Park, CEO di Factblock e organizzatore della Korea Blockchain Week. Con un’esperienza ventennale nella finanza tradizionale prima di entrare nel Web3, Park ha ricoperto in precedenza ruoli dirigenziali presso Seoul Guarantee Insurance, Woori Card, JPMorgan Chase, Visa e American Express.

Dal suo punto di vista, a cavallo tra il sistema bancario tradizionale e gli asset digitali, la Corea del Sud si sta silenziosamente liberando della sua immagine di «colloquio» speculativo per il pubblico al dettaglio per diventare un hub e un banco di prova per la finanza digitale istituzionale.

La prova più evidente dell’evoluzione della Corea, secondo Park, non si trova nei volumi di scambio delle piattaforme, ma nelle richieste provenienti dall’estero che arrivano nelle sale dei consigli di amministrazione. «Qualche anno fa, le aziende globali che venivano in Corea si concentravano principalmente su token, piattaforme di scambio e prezzi di mercato», ha affermato Park. «Oggi le domande sono diverse. Le istituzioni finanziarie e le aziende globali chiedono informazioni su custodia, tokenizzazione, stablecoin, infrastrutture di pagamento e regolamento, regolamentazione e modalità di ingresso nel mercato coreano. Penso che il fatto stesso che la conversazione sia cambiata sia un segnale importante che anche la natura del mercato sta cambiando».

Questo spostamento riflette un cambiamento fondamentale nel modo in cui il capitale globale percepisce la regione. Mentre un tempo i progetti internazionali consideravano Seul come una sede ad alta liquidità in cui quotare asset e scaricare le scorte sugli acquirenti al dettaglio, oggi le banche globali, i depositari e i gestori patrimoniali vedono il Paese come una giurisdizione pronta per l’implementazione aziendale. Il dialogo si è spostato dal rendimento speculativo all’accesso al mercato, alla conformità al quadro normativo e alla custodia istituzionale — la base strutturale dei mercati dei capitali tradizionali.

Il silenzioso lavoro di fondo dell’infrastruttura di back-office

Mentre i mercati delle criptovalute si nutrono abitualmente di grandi notizie normative e improvvisi picchi speculativi, Park sottolinea che la vera istituzionalizzazione non si forgia in rialzi volatili. Al contrario, si costruisce attraverso un lavoro silenzioso e poco appariscente: una risoluzione metodica e graduale delle frizioni di back-office, della conformità normativa e dell’infrastruttura di mercato.

«I mercati istituzionali non nascono da un unico annuncio di grande rilievo», ha affermato Park. «Essi emergono quando questioni meno appariscenti, quali l’accesso ai conti, la custodia, i pagamenti e i regolamenti, la contabilità e la conformità, iniziano a essere risolte una dopo l’altra. In Corea, queste fondamenta stanno ora iniziando a muoversi tutte contemporaneamente».

Tutte queste strutture di base, poco appariscenti, vengono messe in atto su più fronti normativi e politici. Ad esempio, la Commissione per i servizi finanziari ha definito un quadro normativo per l’apertura di conti aziendali di asset virtuali a circa 3.500 società quotate e investitori professionali registrati.

Inoltre, l’Assemblea Nazionale ha approvato formalmente gli emendamenti alla Legge sui titoli elettronici e alla Legge sui mercati dei capitali, inserendo le attività del mondo reale tokenizzate e i security token in un quadro normativo unificato. Da parte sua, la Banca di Corea ha completato le prime fasi di sperimentazione relative alle iniziative sui token di depositi nel mondo reale — parte del Progetto Hangang — ponendo le basi per la seconda fase di test istituzionali.

Anziché attendere un’unica legge di ampio respiro sugli asset digitali, la Corea del Sud sta creando liquidità istituzionale risolvendo le complesse questioni di back-office: il regolamento legale definitivo, le definizioni contabili e la custodia istituzionale.

L’esperienza di Park presso JPMorgan Chase, Visa e Samsung Card gli conferisce una visione articolata dei punti di attrito che rallentano la convergenza tra Wall Street, Yeouido (il distretto finanziario di Seul) e il Web3. Mentre i fondatori di progetti nel settore delle criptovalute spesso liquidano le banche tradizionali come tecnologicamente incapaci o deliberatamente lente, Park sottolinea che il software bancario è costruito attorno a una serie di priorità operative fondamentalmente diverse. «Il mondo delle criptovalute tende a fraintendere le banche. Le banche non sono lente semplicemente perché non capiscono la tecnologia», ha spiegato Park. «Nella finanza tradizionale, ciò che spesso conta di più non è il 99% delle transazioni che funzionano normalmente, ma ciò che accade nel restante 1%. Chi è responsabile quando si verifica una frode? Cosa succede quando un pagamento non va a buon fine? Come vengono gestiti il capitale e la liquidità? Cosa deve essere segnalato alle autorità di regolamentazione? Tutte queste questioni devono essere integrate nella progettazione del sistema».

L’economia machine-to-machine: l’intelligenza artificiale incontra il regolamento on-chain

Al contrario, gli operatori finanziari tradizionali soffrono spesso di una forma opposta di visione ristretta: valutare gli asset digitali esclusivamente attraverso il prisma della volatilità dei prezzi. Concentrandosi rigorosamente sul rischio di mercato, le istituzioni tradizionali spesso trascurano l’utilità sistemica delle reti di regolamento globali attive 24 ore su 24, del denaro programmabile e delle architetture di compensazione basate su smart contract.

Secondo Park, il futuro della finanza istituzionale in Corea non apparterrà né alle startup Web3 che cercano di sostituire le banche tradizionali, né alle istituzioni finanziarie conservatrici che ignorano le blockchain pubbliche. Apparterrà invece ai ponti in grado di gestire quell’1% di tasso di fallimento on-chain.

Guardando oltre i titoli tokenizzati e le stablecoin guidate dalle banche, Park vede la prossima grande pietra miliare della Corea del Sud prendere forma all’incrocio tra intelligenza artificiale (IA) e infrastrutture programmabili.

«Ciò che mi interessa di più è l’infrastruttura necessaria per un’economia machine-to-machine, in particolare un ambiente in cui gli agenti di IA possano effettuare transazioni ed effettuare pagamenti in modo autonomo», ha affermato Park. «Se un agente di IA deve pagare un altro agente o un servizio, ha bisogno di un portafoglio e di un metodo di pagamento… In un contesto in cui un gran numero di agenti di IA acquista dati, consuma risorse di calcolo ed effettua piccoli pagamenti in tempo reale, potrebbero esserci ambiti in cui l’infrastruttura di pagamento esistente diventa inefficiente. Questo è uno dei motivi per cui le stablecoin e i pagamenti on-chain potrebbero diventare casi d’uso importanti.” Questo cambiamento teorico sta già subendo una fase iniziale di sperimentazione. Nell’ambito di esperimenti tecnici relativi alle iniziative della Banca di Corea, i ricercatori hanno testato modelli di IA agentica che utilizzano token di deposito all’ingrosso per eseguire transazioni automatizzate e condizionate. Con la Corea del Sud che vanta una connettività ad alta velocità quasi onnipresente, una profonda alfabetizzazione digitale e investimenti massicci sia nelle infrastrutture Web3 che nello sviluppo dell’IA, la penisola si trova in una posizione unica.

La prossima evoluzione del mercato coreano non riguarderà solo gli operatori istituzionali che acquistano asset digitali, ma anche agenti software autonomi che utilizzano i canali di regolamento on-chain come rete monetaria predefinita.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.