MARA Holdings ha registrato una perdita netta di 611 milioni di dollari nel secondo trimestre, mentre la sua riserva di bitcoin si è ridotta del 29% su base annua, attestandosi a 35.577 BTC. Il rapporto è stato pubblicato nella stessa settimana in cui la rivale Riot Platforms e la stessa MARA hanno trasferito complessivamente 581 BTC al depositario NYDIG.
MARA registra una perdita di 611 milioni di dollari, mentre i miner depositano 581 BTC presso NYDIG

Punti chiave
- Il fatturato di MARA nel secondo trimestre è sceso del 27% a 174,9 milioni di dollari, mancando le stime di Wall Street di oltre il 16%.
- Riot Platforms e MARA hanno trasferito complessivamente 581 BTC, per un valore di circa 37 milioni di dollari, al depositario NYDIG.
- L’hashrate di MARA è salito del 22% a 70,3 EH/s, mentre la società mineraria punta sempre più sulle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Un trimestre difficile in cifre
MARA Holdings, la più grande società mineraria di bitcoin quotata in borsa, ha pubblicato questa settimana i risultati del secondo trimestre del 2026, che hanno deluso pesantemente le aspettative di Wall Street. La società ha registrato una perdita netta di 611 milioni di dollari, pari a 1,60 dollari per azione, un netto ribaltamento rispetto all’utile di 808 milioni di dollari registrato nello stesso periodo dell’anno precedente e ben al di sotto dell’utile di 0,35 dollari per azione previsto dagli analisti. I ricavi sono scesi del 27% su base annua a 174,9 milioni di dollari, mancando le stime di consenso di 208,4 milioni di dollari di oltre il 16%.

Circa 343 milioni di dollari della perdita netta derivano da variazioni non realizzate del valore di mercato delle partecipazioni in asset digitali di MARA, un effetto contabile delle oscillazioni del prezzo del bitcoin piuttosto che un segnale di un indebolimento delle operazioni di mining. La produzione di bitcoin è infatti aumentata del 3% su base annua, raggiungendo i 2.422 BTC, ma il calo del 28% del prezzo medio del bitcoin registrato nel trimestre ha più che compensato tale aumento. L’utile rettificato prima di interessi, imposte, deprezzamento e ammortamenti (EBITDA) si è attestato a -361 milioni di dollari, rispetto a un valore positivo di 1,2 miliardi di dollari registrato un anno prima.
Il patrimonio totale in bitcoin di MARA è sceso del 29% su base annua, passando da 49.951 BTC a 35.577 BTC. Di tale riserva, 26.307 BTC rimangono liberi da vincoli, mentre 4.742 BTC sono stati concessi in prestito e 4.528 BTC sono stati dati in garanzia, segno che la società di mining sta impiegando attivamente le proprie riserve anziché limitarsi a conservarle.
I miner continuano a inviare bitcoin a NYDIG
Il mancato raggiungimento degli obiettivi di profitto ha coinciso con una nuova attività on-chain. MARA ha depositato 200 BTC, per un valore di circa 12,9 milioni di dollari, presso il custode istituzionale NYDIG, mentre Riot Platforms, il secondo miner per grandezza quotato negli Stati Uniti, ha inviato altri 381 BTC, per un valore di circa 24,5 milioni di dollari, allo stesso custode (per un totale di 581 BTC trasferiti in un solo giorno).

Gli analisti interpretano comunemente i depositi delle società minerarie presso NYDIG come un segnale anticipatore di vendite, poiché il custode offre servizi di liquidità che consentono ai grandi detentori di cedere bitcoin senza influenzare direttamente i mercati sulle borse. A differenza di un deposito su una borsa, un trasferimento in custodia non garantisce che una vendita sia imminente, ma storicamente questo andamento ha preceduto, nel giro di pochi giorni o settimane, le vendite rese note da entrambe le società.
Non è la prima volta che Riot compie questa mossa, dato che Bitcoin.com News aveva riportato a luglio che Riot aveva ceduto altri 500 BTC a NYDIG con un trasferimento simile, che sembrava far parte di un andamento che la società ha ripetuto nel quadro del proprio passaggio verso data center basati sull’intelligenza artificiale.
Nel loro insieme, gli ultimi trasferimenti delle due società di mining suggeriscono che la pressione di vendita che ha gravato sui titoli di entrambe le società difficilmente si attenuerà nel breve termine, anche se il prezzo del bitcoin si è in qualche modo stabilizzato rispetto ai minimi registrati all’inizio del trimestre.
Una società di mining che si sta reinventando
I risultati di MARA riflettono una più ampia trasformazione in atto nel settore del mining di bitcoin, dove il calo dei margini sulla produzione di hashrate puro ha spinto le società minerarie quotate in borsa verso flussi di ricavi diversificati. Il costo giornaliero per petahash della società è migliorato del 4% attestandosi a 27,7 dollari, mentre il suo hashrate attivo è aumentato del 22% su base annua raggiungendo i 70,3 exahash al secondo (EH/s) (un’unità di misura della potenza di calcolo dedicata alla sicurezza della rete Bitcoin).
La presentazione del management agli investitori ha posto grande enfasi sulla svolta di MARA verso le infrastrutture digitali e i servizi correlati all’intelligenza artificiale, volti a generare ricavi meno legati alle oscillazioni del prezzo del bitcoin.
Questo cambiamento strategico fa seguito a un periodo difficile per MARA, durante il quale la società aveva già ridotto il proprio organico del 15% nell’ambito della stessa trasformazione, il che suggerisce che l’azienda si stia ristrutturando in vista di un futuro in cui i servizi di hosting e di calcolo avranno la stessa importanza dei premi di blocco. La rivale Riot Platforms ha seguito una strategia simile, posizionandosi sempre più come un’azienda di infrastrutture energetiche e di dati che, tra le altre cose, si occupa di mining di Bitcoin, piuttosto che come un’azienda specializzata esclusivamente nel mining.
Incertezze all’orizzonte
Con il prezzo medio del bitcoin in forte calo rispetto a un anno fa e la redditività del mining in contrazione in tutto il settore, il rapporto del secondo trimestre di MARA ha messo ancora una volta in luce la pressione a cui sono sottoposte anche le più grandi società minerarie quotate in borsa. Nelle prossime settimane dovrebbe diventare più chiaro se i depositi di NYDIG provenienti da MARA e Riot si tradurranno in vendite effettive, così come se la svolta di MARA verso le infrastrutture potrà compensare la volatilità derivante dal detenere decine di migliaia di bitcoin nel bilancio di una società quotata in borsa.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.











