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Il prezzo del Bitcoin sfiora gli 87.000 dollari mentre la SEC si appresta a sbloccare la custodia istituzionale

Sulla scia dei dati deludenti sull’occupazione negli Stati Uniti e di un’importante proposta normativa della SEC, il bitcoin ha recuperato brevemente quota 87.000 dollari per la prima volta dal 23 settembre. Al momento della stesura di questo articolo, il bitcoin si attesta nuovamente intorno agli 85.000 dollari, registrando comunque un rialzo nell’ultimo giorno.

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Il prezzo del Bitcoin sfiora gli 87.000 dollari mentre la SEC si appresta a sbloccare la custodia istituzionale

Punti chiave

  • Il bitcoin ha raggiunto nuovamente quota 87.000 dollari dopo che i dati sull’occupazione non agricola negli Stati Uniti di settembre hanno registrato un aumento di soli 29.000 posti di lavoro, deludendo le previsioni.
  • Un rapporto sull’occupazione deludente ha alimentato le aspettative di un taglio dei tassi, innescando liquidazioni di posizioni corte per 145 milioni di dollari su Coinglass.
  • La SEC ha proposto nuove norme relative al 1940 Act che consentono ai consulenti di investimento di custodire direttamente le criptovalute.

Il bitcoin torna a 87.000 dollari sulla scia dei dati deludenti sul mercato del lavoro

In un andamento dei prezzi destinato probabilmente ad alimentare il sentiment di un “Uptober”, venerdì mattina il prezzo del Bitcoin ha riconquistato quota 87.000 dollari, segnando la prima volta che la criptovaluta ha superato tale soglia dal 23 settembre. Il rialzo ha coinciso con la pubblicazione dei dati sull’occupazione non agricola (NFP) di settembre, che hanno mostrato una crescita dell’occupazione pressoché piatta e un aumento del tasso di disoccupazione al 4,2%.

Secondo i dati di Bitstamp, prima dell’impennata, il prezzo della criptovaluta era rimasto bloccato nell’intervallo compreso tra 84.500 e 85.000 dollari fino a tarda serata di giovedì. Tuttavia, un’ora prima di mezzanotte, il bitcoin ha iniziato a salire, raggiungendo gradualmente gli 85.500 dollari, prima che un forte rialzo aggiungesse oltre 1.000 dollari in meno di 30 minuti, portandolo a 86.780 dollari.

È seguito un breve periodo di relativa volatilità, con il prezzo che ha oscillato tra gli 85.500 e gli 86.000 dollari, prima che un’altra graduale risalita spingesse il bitcoin a un picco intraday di 87.219 dollari. Un rifiuto a 87.000 dollari ne ha determinato un calo, prima che trovasse supporto sopra gli 85.000 dollari, chiudendo con un guadagno giornaliero di quasi l’1% a un prezzo recente di 85.188 dollari. Come previsto, l’improvviso balzo al rialzo del bitcoin ha colto di sorpresa i trader che avevano aperto posizioni corte sulla criptovaluta. I dati di Coinglass mostrano che nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni corte su bitcoin per un valore di 142 milioni di dollari, contro circa 29 milioni di dollari di posizioni lunghe. Si tratta di un netto aumento rispetto ai circa 35 milioni di dollari di posizioni con leva finanziaria liquidate il giorno precedente.

I dati diffusi in precedenza dal Bureau of Labor Statistics hanno mostrato che a settembre l’occupazione nel settore non agricolo è cresciuta di soli 29.000 posti di lavoro, ben al di sotto dei 90.000 previsti. La sorpresa al ribasso ha innescato un immediato calo dell’indice del dollaro statunitense (DXY) e dei rendimenti dei titoli del Tesoro, poiché i mercati hanno rivisto le aspettative relative alle imminenti decisioni sui tassi d’interesse della Federal Reserve.

Un indebolimento del mercato del lavoro fornisce alla Federal Reserve una chiara giustificazione per accelerare l’allentamento monetario. Tassi di interesse di riferimento più bassi riducono i rendimenti reali privi di rischio, diminuendo il costo opportunità derivante dal detenere attività a rendimento zero e a offerta fissa come il bitcoin. Inoltre, i dati deboli sull’occupazione hanno esercitato un’immediata pressione al ribasso sul dollaro statunitense e, data la storica correlazione inversa tra il bitcoin e il dollaro, un dollaro più debole fornisce un sostegno diretto al bitcoin.

La SEC propone norme modernizzate sulla custodia delle criptovalute

Al di là del rapporto sull’occupazione, gli operatori di bitcoin stavano valutando una nuova proposta della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense su come i consulenti di investimento e i fondi possano detenere asset digitali ai sensi delle leggi federali sui titoli. Nel comunicato diffuso giovedì in tarda serata, l’agenzia ha esplicitamente riconosciuto che i precedenti quadri normativi in materia di custodia avevano creato un vuoto normativo affidandosi a custodi tradizionali che erano in gran parte indisponibili o restii a detenere cripto-asset. La proposta della SEC riconosce che per alcuni nuovi asset digitali potrebbero non essere disponibili custodi qualificati di terze parti. Anziché vietare del tutto ai consulenti di gestire tali asset, la proposta consente a consulenti e fondi di detenere direttamente le criptovalute dei clienti qualora non sia disponibile alcun custode qualificato, nel rispetto di rigorosi criteri di sicurezza. La SEC ha annunciato un periodo di consultazione pubblica di 60 giorni a seguito della pubblicazione ufficiale della proposta nel Federal Register.

Sebbene la bocciatura del CLARITY Act abbia privato il settore delle criptovalute di una legge federale di ampia portata, la proposta mirata della SEC in materia di custodia offre ciò di cui i gestori patrimoniali hanno maggiormente bisogno: chiarezza giuridica per le partecipazioni fiduciarie. Poiché i fiduciari non possono allocare capitale senza rigorose misure di salvaguardia in materia di conformità, l’azione della SEC apre di fatto la porta alla partecipazione istituzionale, anche in assenza di un intervento da parte del Congresso.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.