Lunedì il prezzo del Bitcoin è sceso nuovamente sotto i 79.000 dollari dopo un breve picco a 80.537 dollari, registrando un calo dell’1% nelle ultime 24 ore e attestandosi intorno ai 78.785 dollari.
Il prezzo del Bitcoin scende sotto la soglia dei 79.000 dollari mentre le posizioni lunghe subiscono perdite ingenti in un crollo da 208 milioni di dollari

Punti chiave
- Il Bitcoin ha recuperato brevemente quota 80.000 dollari, per poi scivolare dell’1% a 78.785 dollari a seguito di forti oscillazioni di mercato.
- Le liquidazioni sui derivati hanno superato i 208 milioni di dollari nel settore delle criptovalute, con le posizioni lunghe che hanno rappresentato 119 milioni di dollari.
- Gli analisti di Bitfinex hanno osservato che gli afflussi verso gli ETF e i rendimenti dei titoli del Tesoro determineranno se il BTC riuscirà a superare il tetto dei 82.100 dollari.
Le liquidazioni delle posizioni lunghe superano quelle delle posizioni corte
Lunedì il prezzo del Bitcoin è sceso sotto i 79.000 dollari, poche ore dopo aver recuperato brevemente il livello degli 80.000 dollari per la prima volta dopo la forte ondata di vendite di venerdì. Prima del calo, il bitcoin veniva scambiato in una fascia ristretta compresa tra i 79.600 e gli 80.000 dollari, mentre i mercati continuavano ad assimilare i dati sull’occupazione negli Stati Uniti, risultati migliori del previsto.
All’inizio della serata di domenica, il bitcoin ha toccato un picco a 80.537 dollari durante un rally che ha coinvolto l’intero mercato e che ha spinto anche Zcash e il token HYPE di Hyperliquid a nuovi livelli record. Il rialzo si è rapidamente esaurito, facendo scendere gradualmente il bitcoin verso i 79.250 dollari all’inizio di lunedì.
Un tentativo di riconquistare quota 80.000 dollari si è arenato vicino ai 79.700 dollari, innescando un’ondata di vendite che ha spinto il bitcoin a scendere fino a 78.685 dollari. Alle 12:15 p.m. EST, il bitcoin oscillava intorno ai 78.785 dollari, in calo di circa l’1% nelle ultime 24 ore. Il calo ha spinto la capitalizzazione di mercato a 1,58 trilioni di dollari, alimentando nuovamente i dubbi sulla sostenibilità dei rialzi innescati dal piano di riacquisto di titoli del Tesoro statunitense. Le liquidazioni hanno continuato a concentrarsi sulle posizioni lunghe, rispecchiando l’andamento di venerdì. I dati di Coinglass mostrano che sono andate perse posizioni su bitcoin con leva finanziaria per 55 milioni di dollari, di cui 35 milioni di dollari in posizioni lunghe rispetto ai 20 milioni di dollari in posizioni corte. Nel più ampio mercato delle criptovalute, le liquidazioni totali hanno superato i 208 milioni di dollari, con le posizioni lunghe che hanno rappresentato 119 milioni di dollari.
Bitfinex: il BTC rimane su un trend positivo, ma le condizioni per un breakout non sono ancora soddisfatte
Un nuovo rapporto degli analisti di Bitfinex aggiunge un contesto importante all’ultimo pullback, sottolineando che il bitcoin ha «assorbito queste difficoltà senza perdere la propria struttura di mercato». Il 3 settembre il Bitcoin ha raggiunto gli 82.320 dollari, per poi tornare nel suo range consolidato compreso tra 77.200 e 82.100 dollari.
Il rapporto cita i solidi afflussi verso gli exchange-traded fund (ETF) della scorsa settimana, l’espansione dell’offerta di stablecoin e la domanda persistente di criptovaluta come fattori a sostegno del momentum rialzista.
Gli analisti di Bitfinex hanno scritto che «la liquidità sta creando un limite minimo al prezzo, mentre la parte a breve termine della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro ne sta definendo il limite massimo». Hanno inoltre evidenziato un crescente pool di offerta redditizia in prossimità dei recenti massimi, il che aumenta la probabilità di pressioni di vendita nella parte alta dell’intervallo.
Ciononostante, le prospettive degli analisti rimangono cautamente ottimistiche: «La nostra visione sul BTC rimane positiva, ma le condizioni per un rialzo sostenuto non sono ancora state soddisfatte». Secondo il rapporto, tali condizioni includono il proseguimento degli afflussi negli ETF spot e l’espansione dell’offerta di stablecoin. Al contrario, i rendimenti elevati dei titoli del Tesoro statunitense e l’incertezza sulla politica dei tassi della Federal Reserve rimangono i principali fattori limitanti. Una serie di dati sull’inflazione moderati questa settimana potrebbe riaprire la possibilità che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati a settembre, mentre un’inflazione persistente rafforzerebbe le argomentazioni a favore di un ulteriore aumento dei tassi. Gli analisti hanno osservato che il segnale più evidente di un miglioramento della forza del mercato sarebbe una rottura sostenuta al di sopra dell’attuale intervallo, mentre gli afflussi di capitali rimangono positivi e le aspettative sui tassi restano elevate. Fino ad allora, sostengono che i dati supportino «un consolidamento continuo con un orientamento al rialzo, piuttosto che una rottura confermata».
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












