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Analista vede il 75% di probabilità che il ciclo delle criptovalute si sia invertito mentre il Bitcoin registra un calo

Il rimbalzo del Bitcoin ha alimentato l’ipotesi che il mercato delle criptovalute nel suo complesso abbia superato il minimo della fase ribassista. Un rapporto degli analisti del 28 settembre stima al 75% la probabilità di un’inversione di tendenza del ciclo, pur riconoscendo che le precedenti riprese non hanno avuto successo.

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Analista vede il 75% di probabilità che il ciclo delle criptovalute si sia invertito mentre il Bitcoin registra un calo

Punti chiave

  • I tre precedenti mercati ribassisti del Bitcoin hanno registrato un calo medio dell’82% circa.
  • Il minimo raggiunto da Bitcoin a giugno è stato preceduto da un calo più breve e meno marcato rispetto ai precedenti mercati ribassisti.
  • Nonostante la ripresa, rimane possibile un nuovo calo.

Perché l’analista ritiene che il ciclo delle criptovalute abbia subito un’inversione di tendenza

Secondo un rapporto del 28 settembre redatto dall’analista Stephen Glagola della banca d’investimento Keefe, Bruyette & Woods, gli investitori in criptovalute potrebbero aver superato il momento peggiore dell’attuale fase ribassista. Glagola attribuisce una probabilità del 75% a un’inversione di tendenza nel ciclo degli asset digitali, utilizzando il bitcoin come indicatore del mercato più ampio. La valutazione ha accompagnato la ripresa della copertura da parte della società dell’exchange di criptovalute Coinbase (Nasdaq: COIN). Il bitcoin è sceso del 53% dal picco raggiunto nell’ottobre 2025 al minimo di chiusura del 30 giugno, secondo le stime del rapporto. Tale minimo è stato raggiunto circa 8,8 mesi dopo il picco, rispetto a una media di circa 12 mesi registrata nei tre precedenti mercati ribassisti. Quei precedenti cali hanno registrato una media dell’82% circa dal picco al minimo. Glagola ha scritto:

«Attribuiamo una probabilità del 75% all’inversione di tendenza».

La cifra esprime la sua valutazione del ciclo, non una previsione del prossimo prezzo del bitcoin. Il confronto si basa su un modello osservato in cui i principali rialzi del bitcoin sono stati seguiti da cali prolungati. Quei cicli di mercato passati del bitcoin offrono un punto di riferimento, sebbene la loro tempistica e profondità siano state diverse. Glagola osserva che i precedenti mercati ribassisti hanno incluso rialzi superiori al 30% che in seguito si sono esauriti, lasciando spazio a un’altra inversione di tendenza nell’attuale ripresa. Ha inoltre riscontrato che gli indicatori on-chain non hanno ancora mostrato la profonda capitolazione osservata in prossimità dei minimi precedenti.

La ripresa del bitcoin incontra un mercato diviso

Il rimbalzo ha portato il bitcoin ben al di sopra dei minimi estivi, aggiungendo un argomento basato sul prezzo alla visione dell’analista. Secondo il rapporto, il 26 settembre il bitcoin ha chiuso a circa 84.400 dollari, in rialzo di circa il 44% rispetto alla chiusura del 30 giugno a circa 58.500 dollari. Il 28 settembre il bitcoin è sceso a circa 83.100 dollari, in calo di circa l’1,6% rispetto alla seduta precedente. La sua ripresa dal crollo di giugno ha comunque incluso dei ritracciamenti, rendendo il percorso del rialzo rilevante per le tesi secondo cui il ciclo sarebbe cambiato.

Un altro analista ha indicato come segnale rialzista una variazione nei prezzi medi di acquisto dei detentori di bitcoin. Un’analisi del 24 settembre sul costo di acquisto dei detentori ha individuato un crossover che il suo autore ha interpretato come conferma di un mercato rialzista. Tale misura e il confronto dei cicli storici di Glagola utilizzano metodi diversi; nessuno dei due stabilisce quale sarà l’andamento futuro dei prezzi.

Fidelity ha offerto una lettura più cauta della stessa questione generale. Le sue prospettive sul mercato delle criptovalute del 1° settembre indicavano che il minimo potrebbe già essere stato raggiunto, ma descrivevano anche la possibilità di un nuovo calo entro la fine dell’anno. Fidelity ha osservato che la mutevole struttura di mercato del bitcoin potrebbe rendere meno affidabile la tempistica dei precedenti cicli quadriennali.

Cosa significherebbe un’inversione di ciclo per Coinbase

Questa previsione di mercato fa parte dell’analisi di Glagola sul titolo Coinbase. La società ha ripreso la copertura con un rating «Outperform» e un obiettivo di prezzo di 237 dollari, rispetto al prezzo di mercato di 195,11 dollari citato nel suo rapporto. Glagola prevede che una maggiore attività di trading di criptovalute sosterrà gli utili, mentre i ricavi derivanti dalle stablecoin, dai derivati e dai mercati predittivi – in cui gli utenti negoziano contratti legati all’esito di determinati eventi – potrebbero ampliare l’attività dell’exchange oltre le operazioni spot.

Coinbase ha registrato una quota record del 10,3% del volume di trading di criptovalute nel secondo trimestre, in aumento rispetto al 9,1% del primo. I risultati del secondo trimestre hanno inoltre evidenziato una posizione media in USDC pari a 20 miliardi di dollari su tutti i suoi prodotti. L’USDC è una stablecoin progettata per mantenere un valore di 1 dollaro. Glagola stima che gli utili rettificati di Coinbase per il 2027, al lordo di interessi, imposte, deprezzamento e ammortamenti, supereranno il consenso degli analisti del 24%, ipotizzando una moderata ripresa delle negoziazioni.

Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha espresso separatamente la propria fiducia sul fatto che il bitcoin abbia raggiunto il minimo del ciclo in un’intervista del 10 settembre. La sua opinione secondo cui il bitcoin abbia toccato il fondo si distingue dalla stima di probabilità di Glagola. Il rapporto KBW identifica l’indebolimento dei mercati azionari e la ripresa della politica restrittiva della Federal Reserve come rischi per le sue prospettive.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.