Ieri SpaceX (Nasdaq: SPCX) ha registrato un calo del 3,08%, chiudendo a 131,11 dollari: si tratta della prima chiusura al di sotto del prezzo di offerta pubblica iniziale (IPO) di 135 dollari dal debutto record del produttore di razzi, avvenuto a giugno.
La SpaceX di Musk scende al di sotto del prezzo di 135 dollari fissato per l'IPO, dopo un crollo del 42% rispetto al massimo raggiunto

Punti chiave
- Il 16 luglio SPCX ha chiuso a 131,11 dollari, in calo del 3,08% e per la prima volta al di sotto del prezzo di IPO di 135 dollari.
- SpaceX ha raccolto la cifra record di 86 miliardi di dollari nella sua IPO del 12 giugno e le azioni hanno superato i 225 dollari prima del calo.
- SpaceX detiene 18.712 BTC per un valore di circa 1,19 miliardi di dollari, una delle più grandi riserve aziendali di bitcoin.
Segue una fase di calo

La chiusura ha coronato un calo durato diversi giorni per l’azienda spaziale di Elon Musk, dato che le azioni avevano già toccato un minimo storico intraday di 132,75 dollari mercoledì, prima di recuperare e chiudere quella sessione a 135,27 dollari (poche centesimi al di sopra del prezzo di IPO). La seduta di giovedì ha azzerato completamente il margine di sicurezza, con Bloomberg che ha descritto il calo come «l’affievolirsi dell’entusiasmo». L’inversione di tendenza è netta se confrontata con il debutto. SpaceX ha raccolto la cifra record di 86 miliardi di dollari nella sua quotazione del 12 giugno, rendendola la più grande IPO della storia. Successivamente, il titolo ha registrato un balzo del 19% nel primo giorno, chiudendo a 161 dollari, con le valutazioni che hanno infine raggiunto il picco di 225 dollari durante il primo mese di negoziazione. Questa impennata ha consolidato lo status di Musk come primo «trillionaire» al mondo.
Da quel picco, il titolo ha ora perso oltre il 40% e gli analisti indicano una serie di cause, ovvero gli investitori che hanno realizzato i guadagni dopo uno dei debutti più pubblicizzati a memoria d’uomo, una rivalutazione del valore dell’azienda, un tentativo fallito di lancio della versione aggiornata della Starship V3, i timori per le imminenti scadenze dei periodi di lock-up che consentiranno ai primi azionisti di vendere, e una più ampia ondata di vendite nel settore tecnologico. Nel gergo di Wall Street, SPCX è ora un’«IPO fallita», un’etichetta che tende a pesare sul sentiment fino a quando un catalizzatore fondamentale non ribalta la situazione.
Il punto di vista del Bitcoin
Per i mercati delle criptovalute, SpaceX è più di un semplice titolo legato ai razzi, soprattutto da quando la società ha reso nota la detenzione di 18.712 BTC prima della quotazione, una riserva del valore di circa 1,19 miliardi di dollari ai prezzi attuali che si colloca tra le più grandi riserve aziendali di bitcoin. Se sommati agli 11.509 BTC di Tesla, le società legate a Musk detengono oltre 30.000 BTC. Il debutto è diventato anche un argomento di discussione sull’adozione aziendale, poiché il responsabile di Strategy, Michael Saylor, ha osservato dopo l’IPO che un quarto delle più grandi aziende tecnologiche del mercato detiene ora bitcoin nei propri bilanci. E la volatilità del titolo ha già generato titoli sensazionali legati alle criptovalute, con un precedente crollo che ha spazzato via 150 miliardi di dollari dal patrimonio netto di Musk in un solo giorno, anche se Ark Invest ha approfittato del calo per acquistare.
Giovedì il bitcoin è stato scambiato appena sotto i 63.000 dollari, in calo di circa l’1,9%, mentre gli asset di rischio hanno registrato un calo generalizzato.
Guardando al futuro, ci sono alcuni dati chiave da tenere d’occhio, ovvero la tempistica della scadenza dei periodi di lock-up, il ritorno in volo di Starship V3 e la prima relazione sugli utili della società come azienda quotata in borsa. La capacità di SPCX di recuperare il prezzo di offerta di 135 dollari potrebbe dipendere da tutti e tre questi fattori e, fino a quando ciò non accadrà, la società spaziale più preziosa al mondo continuerà a portare l’etichetta di titolo meno ambito di Wall Street.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















