MSCI sta valutando nuove regole di ammissibilità che potrebbero portare all'esclusione della Strategy di Michael Saylor e della giapponese Metaplanet dai suoi indici globali di mercato investibili, ampiamente seguiti, un cambiamento che potrebbe innescare vendite passive per un valore fino a 2 miliardi di dollari.
La proposta di MSCI potrebbe escludere Strategy e Metaplanet dagli indici

Punti chiave
- La proposta di MSCI potrebbe portare all’esclusione di Strategy e Metaplanet dai propri indici Global Investable Market già a partire da novembre 2026.
- Una simulazione mostra che Strategy non supera almeno quattro dei cinque criteri finanziari previsti, la soglia per l’esclusione.
- La consultazione rimane aperta fino al 30 settembre, mentre la metodologia definitiva è prevista per il 16 ottobre.
Un nuovo criterio di selezione prende di mira le società che detengono Bitcoin nel proprio portafoglio
Il fornitore di indici MSCI ha avviato una consultazione sui nuovi criteri di ammissibilità per i propri indici Global Investable Market (GIMI), la famiglia di benchmark utilizzata da fondi passivi per un valore di trilioni di dollari in tutto il mondo. Le regole proposte escluderebbero le società con attività operative limitate rispetto al proprio bilancio, una categoria che comprende le società di tesoreria in bitcoin la cui attività principale consiste nel detenere la criptovaluta piuttosto che gestire un’attività operativa tradizionale.
Il criterio di selezione misura cinque fattori, ovvero l’intensità delle attività operative, l’intensità delle spese operative, la generazione di liquidità, le variazioni del fair value e la dipendenza dal capitale esterno. In base alle soglie proposte, per rimanere idonea un’azienda dovrebbe avere attività operative superiori al 20% del totale delle attività, spese operative superiori al 5%, un flusso di cassa operativo positivo, variazioni del fair value inferiori al 5% del totale delle attività e una dipendenza dal capitale inferiore al 20%. Un’azienda che non superi almeno quattro dei cinque test verrebbe esclusa.
Strategy, la società quotata al Nasdaq presieduta da Michael Saylor che detiene 840.447 bitcoin, non soddisfa nessuno dei cinque criteri in base ai propri documenti finanziari, secondo la simulazione condotta dalla stessa MSCI. Un’analisi separata, effettuata utilizzando dati più recenti, identifica Strategy, la giapponese Metaplanet e la società di investimento nell’uranio Yellow Cake come le società con maggiore probabilità di essere escluse dall’indice MSCI ACWI Investable Market Index.
Infine, almeno altre tre società legate agli asset digitali, tra cui Sharplink, società di gestione di ether, finirebbero in una lista di osservazione per una futura revisione, anziché subire l’esclusione immediata.
In gioco miliardi di vendite passive
La posta in gioco è significativa, vista l’entità del capitale passivo che replica gli indici MSCI. Gli analisti hanno stimato che la potenziale pressione di vendite forzate solo su Strategy sarebbe compresa tra 1,8 e 2,0 miliardi di dollari in caso di esclusione del titolo, poiché i fondi indicizzati e gli ETF che replicano i benchmark GIMI sarebbero tenuti a vendere le proprie partecipazioni per rimanere conformi.
Una versione precedente della proposta aveva suscitato un avvertimento da parte di JPMorgan secondo cui i deflussi potrebbero raggiungere i 2,8 miliardi di dollari se MSCI agisse da sola, o addirittura gli 8,8 miliardi di dollari se altri importanti fornitori di indici, come FTSE Russell e S&P Dow Jones, adottassero criteri di selezione simili.
Strategy ha replicato pubblicamente, sostenendo che il bitcoin dovrebbe essere trattato come una legittima riserva di tesoreria piuttosto che come motivo di esclusione dall’indice, e la società ha aderito a una coalizione di altre aziende che utilizzano il bitcoin come riserva di tesoreria per contestare la norma proposta durante il periodo di consultazione di MSCI.
Questa opposizione riflette una tesi più ampia diffusa nel settore sin da quando MSCI ha avanzato per la prima volta l’idea, ovvero che una società che detiene bitcoin anziché contanti, oro o obbligazioni a breve termine sta prendendo una decisione di tesoreria, senza modificare sostanzialmente la propria attività, e non dovrebbe essere penalizzata solo su questa base.
La tempistica coincide con un periodo difficile per Strategy
Il documento ricco di proposte di MSCI arriva in un momento delicato per Strategy, dato che la società ha registrato una perdita trimestrale di 8,2 miliardi di dollari dopo aver precedentemente riportato un utile di 14 miliardi di dollari, un’oscillazione determinata dalle perdite non realizzate sulle proprie partecipazioni in bitcoin a seguito del calo del prezzo dell’asset all’inizio del 2026.
L’amministratore delegato Phong Le ha dichiarato che Strategy intende riprendere l’accumulo di bitcoin entro la fine dell’anno dopo una pausa, e la società ha introdotto nuovi indicatori di rendicontazione, tra cui il “Net BTC Per Share” e il “BTC Hurdle ARR”, volti a mostrare agli investitori il valore delle proprie partecipazioni in bitcoin una volta al netto del debito e degli obblighi relativi alle azioni privilegiate.
Metaplanet, che ha costituito una propria riserva di bitcoin pari a circa 40.177 BTC e ha modellato gran parte della propria strategia sul playbook di Strategy, si trova ad affrontare lo stesso rischio di esclusione nonostante la sua rapida crescita. Entrambe le società sostengono che le loro strutture azionarie scontino già l’esposizione al bitcoin in modo sufficientemente efficiente, per cui l’inclusione nell’indice non dovrebbe dipendere dalla proporzione del proprio bilancio costituita da attività operative rispetto a un’unica attività di riserva.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












