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Kraken vince un arbitrato da 22 milioni di dollari mentre Arjun Sethi chiede regole chiare sulle criptovalute

Payward, la società madre di Kraken, ha chiesto alla Corte di Cancelleria del Delaware di emettere una sentenza definitiva contro Mazars USA dopo aver ottenuto un lodo arbitrale di 22 milioni di dollari. Il co-amministratore delegato Arjun Sethi ha inquadrato il caso come parte di una più ampia battaglia riguardante il "debanking", le pressioni normative e la necessità di regole chiare per il mercato delle criptovalute negli Stati Uniti.

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Kraken vince un arbitrato da 22 milioni di dollari mentre Arjun Sethi chiede regole chiare sulle criptovalute

Punti chiave

  • Payward ha ottenuto un lodo arbitrale di 22 milioni di dollari e ha chiesto al tribunale del Delaware di emettere una sentenza contro Mazars USA.
  • Kraken sostiene che l’uscita di Mazars rifletta le pressioni normative del 2023 nel settore delle criptovalute e le preoccupazioni relative al “debanking”.
  • Arjun Sethi ha esortato il Congresso ad approvare il CLARITY Act per rendere più chiare le norme statunitensi sulle criptovalute.

Kraken chiede al tribunale del Delaware di far eseguire il risarcimento di 22 milioni di dollari a carico di Mazars USA

Payward, la società madre di Kraken, ha chiesto alla Corte di Cancelleria del Delaware di emettere una sentenza definitiva contro Mazars USA dopo che un arbitro ha assegnato all’operatore di exchange di criptovalute un risarcimento di 22 milioni di dollari.

La controversia deriva dalla decisione di Mazars di ritirarsi dalla revisione contabile del 2022 di Kraken, ormai quasi completata, nel dicembre 2023. Secondo il co-amministratore delegato di Payward, Arjun Sethi, Mazars aveva revisionato i conti di Kraken per tre anni, aveva emesso due pareri positivi e mancavano pochi giorni al completamento del terzo.

Sethi ha affermato che il revisore aveva confermato per iscritto di non essere in disaccordo con il management di Kraken, di non nutrire alcuna preoccupazione riguardo all’integrità della società e di non aver riscontrato alcuna frode. «Una revisione contabile non è un favore. È ossigeno», ha scritto Sethi nel suo post sul blog. «I rapporti bancari, le licenze, le controparti e le autorità di regolamentazione dipendono tutti da essa.» Mazars ha citato l’incertezza giuridica, tra cui una recente denuncia della Securities and Exchange Commission (SEC) contro Kraken. Il caso è stato successivamente archiviato con effetto definitivo, senza sanzioni, senza ammissione di colpa e senza l’obbligo di apportare modifiche all’attività di Kraken.

Kraken collega l’uscita di Mazars alle pressioni normative

Sethi ha sostenuto che l’uscita di Mazars non sia stata una decisione commerciale isolata, ma parte di quella che i critici hanno definito “Operazione Chokepoint 2.0”, un periodo di pressioni informali su banche, revisori e fornitori di servizi che collaborano con società di criptovalute operanti nel rispetto della legge.

Ha fatto riferimento alla decisione del Gruppo Mazars, del dicembre 2022, di interrompere l’attività di verifica delle riserve per il settore delle criptovalute e di rimuovere i relativi rapporti dal proprio sito web. A suo avviso, la società non si stava allontanando da clienti deboli, ma da un settore in cui operare era diventato politicamente oneroso.

«Dirò chiaramente ciò che penso: Mazars è stata sottoposta a pressioni», ha scritto Sethi.

Nel suo post ha citato anche le azioni intraprese dalle autorità di regolamentazione statunitensi nel 2023, tra cui una dichiarazione congiunta della Federal Reserve, della FDIC e dell’OCC che metteva in guardia le banche sui rischi legati alle criptovalute. I documenti successivamente resi pubblici grazie a un’azione legale intentata ai sensi del Freedom of Information Act hanno dimostrato che la FDIC aveva inviato almeno 25 lettere a 24 banche esortandole a sospendere o evitare di espandere le attività legate alle criptovalute.

Sethi ha fatto riferimento anche alle linee guida contabili SAB 121 della SEC, al rifiuto da parte della Federal Reserve del conto principale di Custodia e alla chiusura delle reti di regolamento SEN di Silvergate e Signet di Signature.

Sethi chiede l’adozione del CLARITY Act

Gran parte di quella posizione normativa è stata da allora ribaltata. La SAB 121 è stata revocata, le autorità di vigilanza bancaria hanno ritirato la loro dichiarazione congiunta e le indagini del Congresso hanno rilevato che le autorità di regolamentazione avevano utilizzato norme vaghe e pressioni informali per allontanare le banche dalle società operanti nel settore degli asset digitali.

Sethi ha affermato che il danno non si è limitato alle aziende. Ha raccontato di essere stato personalmente escluso dal sistema bancario e ha dichiarato che le società in portafoglio di Tribe Capital hanno perso i rapporti bancari nonostante non avessero fatto nulla di sbagliato. Ha inoltre citato il fondatore di Kraken, Jesse Powell, la cui abitazione è stata perquisita nel 2023 a seguito di una controversia relativa a un’organizzazione no profit, estranea a Kraken o alle criptovalute. L’indagine è stata successivamente archiviata senza alcuna accusa. Il post sul blog si conclude con un appello al Congresso affinché approvi il CLARITY Act, che creerebbe norme federali sulla struttura di mercato per gli asset digitali e chiarirebbe la ripartizione delle competenze di vigilanza tra le autorità di regolamentazione.

«Abbiamo vinto questa battaglia», ha scritto Sethi. «Ora, i nostri leader del Congresso di entrambi gli schieramenti politici devono unirsi per portare a termine quella più importante. Approvate il CLARITY Act».

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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