Un nuovo studio della Danmarks Nationalbank rivela che nel 2025 la diffusione delle criptovalute in Danimarca è rimasta stabile al 4%, in linea con i livelli del 2023. Questo dato, tuttavia, è leggermente inferiore alle stime precedenti del Ministero delle Finanze, che nel 2024 indicavano una diffusione del 6%. Punti chiave:
In Danimarca la diffusione delle criptovalute rimane stabile al 4% nonostante l'entusiasmo globale

- La Danmarks Nationalbank ha rilevato che nel 2025 il 4% dei danesi possedeva criptovalute, dimostrando che la diffusione è rimasta ferma dal 2023.
- La maggior parte degli investitori locali detiene BTC o ETH, anche se la cautela delle banche danesi mantiene l'adozione al di sotto dell'11% in Norvegia.
- Il trading futuro si concentrerà probabilmente sulle piattaforme autorizzate dal MiCA, poiché solo una piccola percentuale utilizza portafogli privati.
Tendenze demografiche e asset preferiti
Circa 200.000 cittadini danesi, pari al 4%, possedevano criptovalute nel 2025, lo stesso dato del 2023, secondo quanto rivelato da un nuovo studio della banca centrale. Secondo il rapporto dello studio, la diffusione delle criptovalute tra i cittadini sembra sostanzialmente in linea con i livelli del 2023, nonostante la maggiore attenzione internazionale ricevuta da questi asset lo scorso anno. Tuttavia, la percentuale di danesi che possiede criptovalute – rilevata in un sondaggio condotto su 3.013 cittadini di età pari o superiore a 15 anni – è leggermente inferiore al 6% (300.000) riportato in uno studio del 2024 del Ministero delle Finanze danese.

Nel frattempo, l'ultimo sondaggio della Danmarks Nationalbank ha rilevato che il possesso di cripto-asset è più comune tra i cittadini sotto i 40 anni e diminuisce gradualmente con l'età. Circa l'80% dei possessori di criptovalute detiene una delle tre criptovalute: bitcoin (BTC), ethereum (ETH) o XRP. D'altra parte, solo il 20% degli intervistati ha dichiarato di detenere stablecoin nei propri portafogli.
Lo studio ha inoltre osservato che la proprietà di criptovalute nel Paese è molto inferiore rispetto alla vicina Norvegia, dove si attestava intorno all'11%. Sebbene questa differenza possa essere attribuita a vari fattori, quali differenze metodologiche o la selezione del campione, i risultati dell'indagine potrebbero riflettere un pregiudizio storico delle banche nei confronti delle criptovalute.
"Gli istituti finanziari danesi hanno storicamente adottato un approccio cauto nei confronti delle criptovalute. Ciò si riflette, tra l'altro, nel fatto che la maggior parte degli istituti danesi in precedenza non ha permesso ai propri clienti di acquistare criptovalute tramite le proprie piattaforme e ha scoraggiato tali investimenti con la motivazione che comportano un rischio elevato", afferma il rapporto dell'indagine.

Valutazione e distribuzione del reddito
In termini di detenzione media, lo studio ha rilevato che la maggior parte degli intervistati dichiara un patrimonio totale in cripto-asset con un valore stimato inferiore a 1.575 dollari (10.000 corone danesi), e solo una piccola quota dichiara un patrimonio di valore superiore a 7.880 dollari.

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Nel complesso, il valore delle criptovalute detenute dai cittadini danesi variava tra 472 milioni e 1,26 miliardi di dollari. Per quanto riguarda la disparità tra i gruppi a reddito più basso e quelli a reddito più alto, il rapporto afferma: “La distribuzione del reddito mostra che i possessori di criptovalute sono sovrarappresentati nei gruppi a reddito più alto rispetto agli altri, e viceversa. Il reddito relativamente più elevato suggerisce che i possessori di criptovalute abbiano maggiori probabilità di disporre della capacità finanziaria necessaria per investire in attività ad alto rischio.” L’indagine ha inoltre rilevato che la maggior parte dei cittadini danesi negozia e detiene le proprie criptovalute tramite piattaforme autorizzate e soggette a vigilanza ai sensi del regolamento sui mercati delle criptovalute (MiCA). Solo una quota minore dichiara di detenere criptovalute nei propri portafogli, dove la custodia avviene senza il coinvolgimento di terzi.














