Il settore delle criptovalute ha speso 189 milioni di dollari per influenzare le elezioni di medio termine statunitensi del 2026, diventando così la principale fonte di finanziamenti politici da parte delle imprese nel Paese.
Il settore delle criptovalute diventa il principale finanziatore politico aziendale degli Stati Uniti, con 189 milioni di dollari destinati alle elezioni di medio termine del 2026

Punti chiave
- L’organizzazione di controllo Public Citizen afferma che le aziende del settore delle criptovalute hanno speso 189 milioni di dollari per le elezioni di medio termine del 2026, superando il totale di 170 milioni di dollari speso nell’intero 2024.
- Fairshake dispone di un fondo elettorale di 193 milioni di dollari, finanziato in gran parte da Coinbase, Ripple e a16z, per influenzare le principali competizioni elettorali alla Camera e al Senato.
- A quattro mesi da novembre, i fondi non spesi dei super PAC potrebbero decidere il controllo del futuro legislativo del settore delle criptovalute.
Il settore delle criptovalute supera l’intero fondo elettorale del 2024
La cifra supera già i circa 170 milioni di dollari che il settore ha impiegato nell’intero ciclo elettorale del 2024, ha affermato Public Citizen. Il settore delle criptovalute rappresenta ora più di un terzo di tutta la spesa politica aziendale legata alle elezioni congressuali e alle primarie di quest’anno, una concentrazione che, secondo l’organizzazione, potrebbe distorcere i prossimi risultati elettorali.

Al centro c’è Fairshake, il super comitato di azione politica (super PAC) di punta del settore, che è entrato nel ciclo con un fondo elettorale di 193 milioni di dollari e ne ha già spesi più di 82 milioni. I suoi principali finanziatori sono l’exchange Coinbase, che ha contribuito con 56 milioni di dollari; la società di pagamenti Ripple, con 48 milioni di dollari; e la società di venture capital Andreessen Horowitz (a16z), con 24 milioni di dollari.
Dove finiscono i soldi
Fairshake spende esclusivamente in pubblicità esterna non formalmente coordinata con i candidati, e i suoi annunci menzionano raramente le criptovalute. Il gruppo punta invece su specifiche competizioni elettorali per la Camera dei Rappresentanti e il Senato, premiando i legislatori considerati favorevoli alla legislazione sulle risorse digitali e minacciando gli oppositori con annunci di attacco ben finanziati.
Altri soggetti contribuiscono al totale, tra cui MAGA Inc., un super PAC sostenuto in gran parte da un’affiliata dell’exchange Crypto.com, che in questo ciclo elettorale ha speso oltre 56 milioni di dollari. Se si sommano le spese provenienti dai settori dell’intelligenza artificiale (IA), della tecnologia e del gioco d’azzardo online, il gruppo nel suo complesso ha destinato circa 294 milioni di dollari alle elezioni del 2026.
Il modello di Fairshake si basa su un messaggio semplice rivolto ai legislatori: chi sostiene una legislazione favorevole può aspettarsi sostegno per la campagna elettorale, mentre chi vi si oppone potrebbe trovarsi di fronte a milioni di dollari in spot di opposizione.
Una scommessa sul ritorno normativo
L’impennata segue un anno in cui Washington ha portato avanti diverse priorità a lungo perseguite dal settore, dalla legislazione sulla struttura del mercato a un atteggiamento più favorevole da parte delle autorità di regolamentazione federali. I critici, tra cui Public Citizen e i sostenitori della riforma del finanziamento delle campagne elettorali, avvertono che la concentrazione di denaro rischia di soffocare altre voci e di acquistare di fatto norme favorevoli.
Parte di questa spesa ha già suscitato polemiche nelle primarie democratiche, dove gli spot finanziati dal settore delle criptovalute sono stati accusati di nascondere la loro provenienza dal settore. A questo proposito, i sostenitori sostengono che il settore si stia semplicemente difendendo dopo anni di quella che definisce ostilità normativa, e sottolineano che i candidati da esso sostenuti appartengono a entrambi i partiti. Ciononostante, il fondo elettorale si è orientato sempre più verso i repubblicani in vista di novembre.
A quattro mesi dalle elezioni di medio termine di novembre, Fairshake e i comitati ad essa alleati dispongono di centinaia di milioni di dollari in fondi non spesi, una riserva che potrebbe ridisegnare le competizioni elettorali alla Camera e al Senato e, con esse, l’equilibrio di potere sul futuro normativo delle criptovalute.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















